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Reati stradali

Reati stradali

I reati stradali sono reati collegati in qualche modo alla circolazione stradale.

Considerato il tempo trascorso da ognuno di noi in auto,
è fondamentale sapere quali rischi si corrono quando ci si mette alla guida.

 

 

In questo articolo ti parlerò dei reati stradali.


Negli ultimi anni, il legislatore è intervenuto più volte in materia di reati stradali, osservando i dati allarmanti, relativi agli omicidi avvenuti alla guida, anche in stato di ebbrezza.
Con queste riforme, l’ultima del 2016, si è cercato di inasprire il trattamento sanzionatorio in caso di commissione di reati alla guida, anche prevedendo autonome fattispecie di reato.
 
Che cosa si intende per reati stradali?
Con la locuzione reati stradali si intendono quegli illeciti previsti dal Codice Penale, nonché dal d.lgs. 285/1992 (Codice della strada).
Di recente introduzione (legge n. 41/2016) all’interno del Codice Penale sono i reati di Omicidio stradale e Lesioni stradali.
Con l’introduzione nel Codice Penale del reato di Omicidio Stradale, il legislatore ha creato una fattispecie autonoma di reato, ricomprendendo nella stessa quei fatti che, prima dell’intervento legislativo, ricadevano sotto l’alveo dell’art. 589 c.p. (Omicidio colposo).
Grazie all’introduzione del reato di omicidio stradale, il legislatore ha voluto descrivere esattamente le condotte che devono essere tenute dal soggetto agente, aumentando la relativa pena.

 
Quali sono i reati stradali?
Alcuni reati stradali vengono disciplinati direttamente dal Codice penale. Si tratta di reati contro la persona, nello specifico di delitti contro la vita e l’incolumità individuale: Omicidio stradale (art. 589 bis c.p.) e Lesioni personali stradali gravi o gravissime (art. 590 bis c.p.).
All’interno del Codice della Strada sono previste altre fattispecie penalmente rilevanti quali:
Guida sotto l’influenza dell’alcol (in caso di alcolemia superiore a 0,8 g/l) (art. 186 Cds);
Guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti (art. 187 Cds);
Comportamento in caso di incidente (fuga e omissione di soccorso in caso di incidente con persone ferite) (art. 189 Cds).
 
Omicidio stradale
(Art. 589 bis c.p.) Il reato di omicidio stradale punisce chi, per colpa, provoca la morte di una persona con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. La pena prevista è la reclusione da due a sette anni.
Se il conducente era in stato di ebbrezza o di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti la pena è la reclusione da otto a dodici anni.
Se il tasso alcolemico è più basso (deve corrispondere a quello indicato dalla lettera b) dell’art. 186 del codice della strada) è punito con la reclusione da cinque a dieci anni.

La norma prevede poi una serie di specifiche condotte collegate alla circolazione stradale (ad esempio, superare i limiti di velocità, passare con il semaforo rosso, effettuare una inversione in determinati punti della carreggiata) alle quali si applica la pena prevista dall’ultimo comma analizzato, se per colpa viene provocata la morte di un uomo.
Come risulta dalla lettura dell’articolo, mediante l'introduzione di tale reato, il legislatore ha previsto pene più severe per quelle condotte che precedentemente venivano punite dal reato di omicidio colposo (art. 589 c.p.) con la pena della reclusione fino a 5 anni oppure fino a 10 anni in caso di guida in stato di ebbrezza.
L’art. 589 ter c.p. prevede poi una circostanza aggravante e stabilisce che nel caso in cui il conducente si sia dato alla fuga la pena è aumentata e comunque non può essere inferiore a 5 anni.
 
Lesioni personali stradali gravi o gravissime
(Art. 590 bis c.p.) Il reato punisce chi per colpa provochi ad altri una lesione personale con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. La pena è la reclusione da tre mesi a un anno per le lesioni gravi e da uno a tre anni per le lesioni gravissime.
Anche per questa fattispecie, se il conducente è in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dettata dall’assunzione di sostanze stupefacenti la pena prevista è la reclusione da tre a cinque anni per le lesioni gravi e da quattro a sette anni per le lesioni gravissime.
Se lo stato di ebbrezza alcolica è moderato, come indicato dal precedente articolo, la pena è la reclusione da un anno e sei mesi a tre anni per le lesioni gravi e da due a quattro anni per le lesioni gravissime.

L’articolo in esame riprende esattamente l’art. 589 bis relativo all’omicidio stradale, anche con riferimento ai commi successivi che prevedono condotte relative alla circolazione stradale.
La differenza con l’omicidio stradale va rinvenuta nel fatto che in questo caso non viene cagionata la morte di un uomo, ma lesioni.
La pena prevista è diversa in caso di lesioni gravi o gravissime.
L’art. 590 ter alla pari di quanto previsto per la fattispecie di omicidio stradale, prevede una circostanza aggravante nel caso in cui il conducente si sia dato alla fuga. La pena è in questo caso aumentata e non può essere inferiore a 3 anni.


Guida in stato di ebbrezza
(Art. 186 Cds) Il presente articolo vieta la guida in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.
Chiunque guida in stato di ebbrezza è infatti punito:
a) con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 543 a euro 2.170, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro (g/l). All’accertamento della violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi;
b) con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
c) con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto da sei mesi ad un anno, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l). All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Quando guidare in stato di ebbrezza è considerato reato?
La norma prende in considerazione tre ipotesi. La prima di cui alla lettera a) si ha quando il tasso alcolemico anche se basso, inizia ad essere rilevante per la legge. In tal caso tuttavia non viene posto in essere alcun reato e non verrà applicata nessuna pena, ma solo una sanzione amministrativa.
Diversamente per le ipotesi di cui alle lettere b) e c) la legge ritiene che la guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l configuri reato. In questi casi, si dovrà affrontare un procedimento penale.
L’articolo prevede poi circostanze aggravanti se dal fatto deriva un incidente stradale o se il reato è commesso in orario notturno.
Va precisato che, laddove il conducente si rifiuti di sottoporsi all’etilometro, il fatto verrà ricondotto sotto l’ipotesi più grave di cui alla lettera c).
I limiti previsti dall’articolo in esame non valgono per i conducenti di età inferiore a 21 anni, per i neopatentati e per chi esercita professionalmente l’attività di trasporto di persone o cose. Per questi soggetti il limite è infatti abbassato a 0,0 g/l (ciò significa che per queste categorie è vietato bere prima di mettersi alla guida).

 
Guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti
(Art. 187 Cds) Chiunque guidi in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi ad un anno. All’accertamento del reato consegue sempre la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni.

Anche in tal caso il Codice della Strada prevede una serie di circostanze aggravanti e di adempimenti che le Forze dell’ordine pongono in essere al fine di accertare che il conducente sia sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
La pena prevista, compresa la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, coincide con l’ipotesi più grave del reato di guida in stato di ebbrezza.

 
Fuga e omissione di soccorso in caso di incidente con persone ferite
(Art. 189 Cds) La norma punisce la condotta del soggetto che non ottempera all’obbligo di fermarsi in caso di incidente, con danno alle sole cose. In questo caso, verrà applicata la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 302 a euro 1.208.
Se invece viene provocato un incidente con danno alle persone, ed il soggetto non ottempera all’obbligo di fermarsi, sarà punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre anni.
Da ultimo, il soggetto che non ottempera all’obbligo di prestare l’assistenza alle persone ferite, è punito con la reclusione da un anno a tre anni. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo non inferiore ad un anno e sei mesi e non superiore a cinque anni.

Non fermarsi in caso di incidente configura sempre reato?
Per sintetizzare, riporto esclusivamente i commi 5, 6 e 7 dell’articolo, che prevedono specifiche conseguenze nel caso in cui non ci si fermi o non si presti assistenza in caso di incidente.
Se dall’incidente derivano danni alle sole cose e il conducente non ottempera all’obbligo di fermarsi sarà assoggettato al pagamento di una sanzione amministrativa (il comportamento tenuto non costituisce reato).
Le cose andranno in modo diverso se dall’incidente derivano danni alle persone.
Il comma 6 prevede il cd. reato di fuga, che si configura quando dal proprio comportamento si verifichi un incidente con danno alle persone e il conducente non ottemperi all’obbligo di fermarsi.
Il comma 7 prevede invece il reato di omissione di soccorso. In questo caso, è necessario che, a seguito dell’incidente, vi siano persone ferite alle quali non viene prestata assistenza. Per "assistenza" non si deve intendere ovviamente l’assistenza medica, ma per esempio la chiamata ai soccorsi sanitari.


La prescrizione dei reati stradali
La prescrizione è una causa di estinzione del reato, che si verifica quando non si sia giunti ad una sentenza irrevocabile di condanna dell’imputato entro un preciso termine temporale individuato dalla Legge.
Questo termine coincide, in assenza di atti interruttivi, con la pena prevista per ogni singolo reato, ma non può essere inferiore ai sei anni in caso di delitto e quattro anni in caso di contravvenzione.
Per i reati stradali, nello specifico per il reato di omicidio stradale, l’art. 157 c.p. prevede il raddoppio dei termini di prescrizione. Ciò significa che nonostante il reato di omicidio stradale preveda una pena massima pari a 7 anni di reclusione, si prescriverà in 14 anni (in assenza di atti interruttivi).

 
In conclusione
Quando si deve preparare una difesa per un reato stradale, va prestata particolare attenzione non solo alla condotta tenuta dall’indagato, ma anche alle circostanze del fatto.
Specificamente, in caso di omicidio stradale, se il difensore lo riterrà opportuno, sarà necessario effettuare dei sopralluoghi sul luogo dell’incidente. Il difensore potrà anche farsi coadiuvare da un consulente per stabilire le condizioni e l’esatta velocità del veicolo, le condizioni del manto stradale, dell’illuminazione e la condotta tenuta dalla persona offesa.
In caso di guida in stato di ebbrezza inoltre, l’avvocato può prestare assistenza anche nell’immediatezza e sul luogo del fatto di reato, durante l’operato delle Forze dell’ordine. Il difensore dovrà accertarsi del corretto funzionamento dell’etilometro, posto che può rivelarsi determinante per la risoluzione, in senso favorevole, del caso.
Quello che ti serve, indipendentemente dal fatto che tu sia l’indagato o la persona offesa, è un avvocato penalista che sappia ricostruire, in modo preciso e minuzioso, la dinamica del sinistro, attività imprescindibile per una difesa efficiente e per la scelta della giusta strategia difensiva.
Se ti trovi invischiato in una situazione simile a quelle riportate in questo articolo e necessiti di un avvocato, contattami per una consulenza.

Mi chiamo Matteo Maio ed esercito la professione di avvocato penalista presso lo Studio legale Majo a Cesena.
Stai cercando un avvocato penalista e hai bisogno di una consulenza? Contattami!

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