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Reati in materia di stupefacenti

reati in materia di stupefacenti

Quali rischi corre chi spaccia sostanze stupefacenti?


In questo articolo ti parlerò dei reati in materia di stupefacenti,

in particolare dell’art. 73 D.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico sugli Stupefacenti),

che tra le varie condotte punisce anche lo spaccio di droga.

 

 

 


La normativa di riferimento è rappresentata dal D.P.R. 309/1990, che prevede una serie di reati in materia di stupefacenti, tra cui il reato di spaccio.
Il legislatore ha previsto un trattamento sanzionatorio diverso nel caso in cui la condotta illecita abbia a oggetto droghe pesanti oppure droghe leggere.
La pena prevista per lo spaccio di cocaina è maggiore rispetto a quella prevista per lo spaccio di marijuana.
Occorre tener bene a mente i limiti che l’ordinamento prevede affinché non si presuma che la detenzione di droga sia destinata allo spaccio.
 
Reati in materia di stupefacenti: le cinque tabelle
Prima di analizzare gli illeciti in materia di sostanze stupefacenti, va chiarito in che modo una sostanza possa essere qualificata come sostanza stupefacente.

Il Ministero della Salute ha elaborato cinque tabelle, che vengono periodicamente aggiornate, con l’indicazione di tutte le sostanze qualificate come stupefacenti o psicotrope. La presenza di una determinata sostanza all’interno della tabella ne determina la qualifica di “droga”.


Reati in materia di sostanze stupefacenti: i limiti
Quanti grammi di sostanza sono considerati "spaccio"?
Il Decreto n. 95 del Ministero della Salute, del 24 Aprile 2006 stabilisce i limiti al di sopra dei quali si presume che il possesso di droga sia destinato allo spaccio.

 

 

 

 

 

 

 


 

 

Occorre precisare che il dato più rilevante è quello relativo al principio attivo, per cui se un soggetto venisse trovato in possesso di due grammi di cocaina, ma il principio attivo contenuto nella sostanza fosse inferiore alla soglia stabilita dal legislatore, non incorrerebbe in alcun reato.

 
Art. 73 D.P.R. 309/1990
Che cosa si rischia con la detenzione di droga?
Occorre analizzare la norma di riferimento in tema di sostanze stupefacenti, vale a dire l’art. 73 del D.P.R. 309/1990 "Produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti".

L’art. 73 primo comma contempla la condotta di chi coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo le cd droghe pesanti (ad esempio, la cocaina e l’eroina).
La pena è la reclusione da sei a venti anni e la multa da euro 26.000 a euro 260.000.

L’art. 73 quarto comma dispone che, quando le condotte di cui al primo comma riguardano le droghe leggere (ad esempio, hashish o marijuana), la pena è la reclusione da due a sei anni e la multa da euro 5.164 a 77.468.
 
Lo spaccio di lieve entità
L’art. 73 quinto comma stabilisce che quando i fatti sono di lieve entità per i mezzi, la modalità o le circostanze dell’azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, la pena è della reclusione da sei mesi a cinque anni e della multa da euro 1.032 a euro 10.329.

Dalla semplice lettura della norma risulta evidente che in questa ipotesi, l'imputato si trova di fronte a una più "tenue" posizione processuale.
Perché i fatti ricadano sotto il quinto comma, è necessario che lo spaccio sia stato occasionale.
Se il soggetto viene trovato per la prima volta in possesso di pochissime dosi, anche se si tratta di droghe pesanti, potrebbero esserci gli estremi per ritenere che lo spaccio sia di lieve entità.
Se invece la condotta non è occasionale, la pena prevista è quella della reclusione da diciotto mesi a cinque anni e della multa da euro 2.500 a euro 10.329.

L’uso personale
L’art. 75 prevede l’applicazione di sanzioni amministrative (illecito amministrativo e non reato) nei confronti di chiunque venga trovato con della droga, per farne uso personale. Le sanzioni amministrative previste dall'articolo in esame sono:
a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
b) sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
c) sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
d) sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.
Le sanzioni verranno disposte per un periodo da due mesi a un anno, se si tratta di droghe pesanti e per un periodo da uno a tre mesi, se si tratta di droghe leggere.
L’uso personale non costituisce reato, tuttavia la norma prevede una serie di conseguenze, come la sospensione della patente di guida o del passaporto, che non sono affatto irrilevanti.

 
La prescrizione del reato di spaccio di droga
La prescrizione è una causa estintiva di tutti i reati. Se trascorre un certo periodo di tempo dalla commissione del fatto e non è stata ancora emessa una sentenza, il reato si estingue per intervenuta prescrizione. Il tempo necessario per far prescrivere un reato è strettamente correlato alla pena prevista per ogni singolo reato.
Per i reati in materia di sostanze stupefacenti il tempo minimo necessario per la prescrizione non può essere inferiore a sei anni.
Se però il reato prevede una pena maggiore, il tempo necessario a prescrivere sarà pari alla pena prevista.
Il reato di spaccio di droghe pesanti, come ad esempio la cocaina, si prescrive in 20 anni (se mancano atti interruttivi).
Sarà per questo molto difficile ottenere una sentenza che dichiari l’intervenuta prescrizione del reato.
In altre ipotesi (come ad esempio lo spaccio di droghe leggere) il tempo necessario per la prescrizione è pari a 6 anni (senza atti interruttivi, in presenza dei quali si arriverebbe a 7 anni e 6 mesi).


In conclusione 
L’inquadramento di un fatto nella fattispecie di reato prevista dall’art. 73 D.P.R. 309/'90 ovvero nel quadro dell’uso personale, dipende da diversi fattori.
Occorre tenere in considerazione la presenza o meno di diversi elementi: la quantità della sostanza stupefacente, l’eventuale confezionamento in dosi, il rinvenimento o meno di strumenti idonei alla cessione ovvero alla pesatura (bustine di plastica, bilancino di precisione) o la qualità di tossicodipendente del soggetto.
La difesa di un tossicodipendente, anche nel caso di un quantitativo elevato di sostanza stupefacente, sarà di certo più semplice nell’ipotesi in cui si cerchi di dimostrare che il possesso di droga era finalizzato all’uso personale.
All'opposto, se in seguito a perquisizione personale da parte delle Forze dell’ordine fossero rinvenuti strumenti come ad esempio il bilancino di precisione o le bustine di plastica, ciò farebbe propendere il Giudice a inquadrare la condotta come detenzione di droga ai fini di spaccio.
Un precedente per spaccio di sostanze stupefacenti può costarti molto caro.
Ecco perché occorrerà che tu ti rivolga a un avvocato penalista che conosca approfonditamente la materia e sappia consigliarti la migliore strategia processuale da adottare.
Se hai commesso un reato in materia di droga, contattami.

Mi chiamo Matteo Maio ed esercito la professione di avvocato penalista presso lo Studio legale Majo a Cesena.
Stai cercando un avvocato penalista e hai bisogno di una consulenza? Contattami!

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