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Usucapione

Che cos'è l'usucapione?

L'usucapione è un modo di acquisto della proprietà e dei diritti reali di godimento a titolo originario, che si realizza per effetto del possesso continuato ed ininterrotto del bene protratto nel tempo. L'usucapione si differenzia dalla prescrizione estintiva, pur presentando elementi simili. Da un lato, infatti, i due istituti presentano analogie poiché si basano sia sul fattore tempo che sull'inerzia del titolare del diritto, con la conseguente applicabilità all'usucapione delle regole dettate in tema di prescrizione circa il computo dei termini, l'interruzione e la sospensione degli stessi; dall'altro, però, si mostrano diversi in quanto usucapione significa acquisto di un diritto, mentre prescrizione vuol dire estinzione del diritto. Quest'ultima, poi, concerne la maggior parte dei diritti ad eccezione della proprietà e di qualche altro, mentre l'usucapione riguarda solo la proprietà e i diritti reali di godimento.


Sono suscettibili di usucapione i beni indisponibili dello Stato?

In materia di beni immobili, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 839 e 828, comma 2, i beni che costituiscono il patrimonio indisponibile dello Stato, di enti pubblici territoriali e non territoriali possono essere sottratti alla pubblica destinazione soltanto nei modi stabiliti dalla legge e, quindi, anche per effetto di usucapione da parte di terzi, purché il possesso non alteri la destinazione istituzionale del bene dell'ente. Non sono usucapibili i diritti reali incompatibili con la destinazione di un bene appartenente al patrimonio indisponibile di un ente pubblico non territoriale (Cass. n. 12608/2002).


Che cos'è l'usucapione abbreviata?

È un tipo di usucapione che si perfeziona in tempi minori di quelli stabiliti per l'usucapione ordinaria e che richiede la sussistenza di ulteriori tre requisiti che si aggiungono al possesso ed alla durata, quali:

- la buona fede, vale a dire, l'ignoranza di ledere l'altrui diritto con il proprio possesso. Questa deve sussistere al momento dell'acquisto, poiché la mala fede successiva non rileva;

- un titolo idoneo, cioè un negozio valido ed astrattamente adatto a trasferire il diritto, ma concretamente inefficace per non essere il dante causa titolare del diritto trasferito (c.d. acquisto a non domino);

- la trascrizione del titolo, se si tratta di acquisto di beni immobili o mobili registrati.


Che cos'è l'usucapio libertatis?

Secondo una diffusa dottrina, se un soggetto ha acquistato con titolo idoneo un bene immobile sul quale esistevano servitù o diritti parziali altrui, può usucapirlo come libero dai pesi che vi gravavano se c'è stato il possesso continuato di buona fede, indipendentemente dal fatto che il dante causa fosse proprietario o meno; in questo caso si verificherebbe l'estinzione (effetto estintivo, non preclusivo) dei diritti reali limitati (GAZZONI, SANTORO PASSARELLI).

In senso contrario si è schierata un'altra parte della dottrina (BIANCA, MESSINEO) per la quale l'usucapione del diritto alla libertà non è configurata dal diritto vigente, orientamento questo condiviso dalla giurisprudenza prevalente.


Quali limiti incontra l'applicazione della disciplina della prescrizione in tema di usucapione?

In tema di usucapione, il rinvio dell'art. 1165 alle norme sulla prescrizione in generale e, in particolare, a quelle dettate in tema di sospensione ed interruzione, incontra il limite della compatibilità di queste con la natura stessa dell'usucapione, con la conseguenza che non è consentito attribuire efficacia interruttiva del possesso se non ad atti che comportino, per il possessore, la perdita materiale del potere di fatto sulla cosa, oppure ad atti giudiziali siccome diretti ad ottenere, ope iudicis, la privazione del possesso nei confronti del possessore usucapente, con la conseguenza che, mentre può legittimamente ritenersi atto interruttivo del termine della prescrizione acquisitiva la notifica dell'atto di citazione con il quale venga richiesta la materiale consegna di tutti i beni immobili dei quali si vanti un diritto dominicale, atti interruttivi non risultano, per converso, né la diffida né la messa in mora, potendosi esercitare il possesso anche in aperto contrasto con la volontà del titolare del corrispondente diritto reale (Cass. n. 9845/2003).



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