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Tortura

Tortura (Art. 613-bis c.p.)

L'introduzione nel codice penale del delitto di tortura dà attuazione nell'ordinamento italiano alla Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, adottata nel 1984 dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Il delitto di tortura è previsto e punito dall’articolo 613-bis, inserito dall'art. 1, 1° co., Legge 14.7.2017, n. 110, a decorrere dal 18 luglio 2017.

Il delitto di tortura punisce chiunque, con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagioni acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza, ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso «mediante più condotte ovvero comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona».


La condotta tipica è costituita alternativamente:

  • dall'usare violenze, minacce gravi ovvero

  • dall'agire con crudeltà.


L'evento del reato è costituito dalle acute sofferenze fisiche o da un verificabile trauma psichico.


La norma richiede altresì che il fatto sia commesso:

  • in danno di persona privata della libertà personale o

  • che sia stata affidata alla custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza del soggetto agente ovvero, ancora,

  • che si trovi in situazione di minorata difesa.


Altro elemento essenziale della fattispecie è caratterizzato che il fatto costituente reato deve essere commesso:

  • mediante più condotte ovvero

  • deve comportare un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona.


L’art. 613-bis individua altresì alcune fattispecie aggravate se:

  • il fatto sia stato commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio,

  • dal fatto sia derivata una lesione personale, una lesione personale grave, una lesione personale gravissima,

  • dal fatto sia derivata la morte quale conseguenza non voluta ovvero sia stata cagionata volontariamente la morte della vittima.


La Legge 14.7.2017, n. 110 ha introdotto altresì nel codice penale il nuovo delitto di cui all'art. 613 ter, che punisce il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, istiga in modo concretamente idoneo altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura, se l'istigazione non è accolta ovvero se l'istigazione è accolta ma il delitto non è commesso.

Trattasi di reato proprio, perché può essere commesso solo da un pubblico ufficiale o da incaricato di pubblico servizio.



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