top of page

Teoria tripartita e Teoria quadripartita del reato. La collocazione sistematica della punibilità

Ogni reato previsto dalla parte speciale del codice penale può essere scomposto in maniera analitica. Il reato può essere suddiviso nei suoi elementi costitutivi, sempre ed immancabilmente presenti, disposti logicamente l'uno di seguito all'altro.

Gli elementi costitutivi del reato, adoperando una similitudine, rappresentano come per il contratto (art. 1325 c.c.) i suoi elementi necessari.


Ma quali sono i principali modelli di analisi del reato?


Abbiamo oggi 2 teorie principali:

  • la sistematica tripartita

  • la sistematica quadripartita

Sia la tesi tripartita che quella quadripartita ritengono che il reato si componga almeno di 3 elementi:

  1. FATTO

  2. ANTIGIURIDICITA'

  3. COLPEVOLEZZA

Il pomo della discordia è dato dalla PUNIBILITA'.

Per la teoria tripartita, la punibilità non è un elemento costitutivo del reato, ma appartiene ad un diverso capitolo del diritto penale, quello relativo alla pena: se manca la punibilità, il reato esiste, ma l'autore non può essere assoggettato a pena.

Per la teoria quadripartita, la punibilità è il quarto elemento costitutivo del reato: se manca la punibilità, il reato non esiste.

Questa diversa concezione inerente alla punibilità non è una questione puramente dogmatica, in quanto comporta numerose conseguenza sul piano pratico. Ad esempio: Art. 202 c.p. le misure di sicurezza possono applicarsi soltanto alle persone socialmente pericolose che abbiano commesso un fatto previsto dalla legge come reato (ma perché si possa parlare di reato, bisogna comprendere o escludere la sua punibilità?)

Una serie di delitti, come la ricettazione (art. 648 c.p.) presuppongono la commissione di un c.d. reato-presupposto (ma il reato-presupposto è tale solo se sussiste la sua punibilità o anche a prescindere da essa?).

A sostegno della sistematica quadripartita, si possono portare alcuni argomenti: se la pena è ciò che distingue il reato rispetto ad ogni altra figura di illecito, allora è la stessa fisionomia del reato ad esigere una sistematica che collochi la punibilità tra gli elementi costitutivi del reato.

Ciò sembra trovare conferma anche nella disciplina delle c.d. condizioni obiettive di punibilità:

  • l'art. 44 c.p. è collocato topograficamente in quella parte di norme che disciplinano gli elementi costitutivi del reato;

  • l'art. 158, comma 2, c.p. individua il dies a quo del termine di prescrizione del reato nel momento in cui si verifica la condizione obiettiva di punibilità, perciò finché non è integrato il quarto elemento costitutivo del reato (la punibilità), la prescrizione non può cominciare a decorrere.

Appoggiando la tesi quadripartita, gli elementi costitutivi del reato sono:

  1. FATTO: l'insieme degli elementi oggettivi che individuano e caratterizzano ogni reato come specifica forma di offesa a uno o più beni giuridici (Soggetto agente; Condotta; Offesa al bene giuridico; Presupposti della condotta; Evento; Nesso causale, ...);

  2. ANTIGIURIDICITA': il rapporto di contraddizione tra il fatto tipico e l'intero ordinamento giuridico (assenza di cause di giustificazione);

  3. COLPEVOLEZZA: insieme dei requisiti dai quali dipende la possibilità di muovere all'agente un rimprovero personale per aver commesso il fatto antigiuridico (imputabilità, dolo / colpa, conoscenza e conoscibilità della legge penale violata, assenza di scusanti);

  4. PUNIBILITA': insieme delle condizioni ulteriori ed esterne rispetto al fatto antigiuridico e colpevole che fondano (condizioni obiettive di punibilità) o escludono l'opportunità di punirlo (cause di esclusione della punibilità).



Teoria quadripartita del reato
Teoria tripartita e Teoria quadripartita


コメント


bottom of page