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Rissa

Rissa (Art. 588 c.p.)

Il delitto di rissa, ex art. 588 c.p., tutela la vita umana e l'incolumità individuale.

E’ un reato di pericolo, essendo punita la mera partecipazione ad una rissa.

Il delitto di rissa è un reato comune e plurisoggettivo, richiedendo la necessaria partecipazione di più persone.

Il soggetto passivo è la persona umana vivente.

Per quanto concerne l’elemento oggettivo, l'art. 588 c.p. punisce chiunque partecipi ad una rissa.

Con rissa si deve intendere una mischia tra persone che compiano atti di violenza con l'intento di recare offesa alle parti avversarie e contemporaneamente di difendersi dalle offese di costoro.

Gli elementi che caratterizzano la fattispecie di rissa sono:

  • l'uso della violenza e

  • la reciprocità delle offese

  • la partecipazione di almeno 3 persone

Per quanto concerne l’elemento soggettivo, la giurisprudenza ritiene che occorra il dolo generico.

Il delitto si consuma nel momento in cui si attua la partecipazione alla rissa.

Il tentativo non è configurabile.

La pena prevista è la multa fino a euro 2000.

Tuttavia, la pena è della reclusione da 6 mesi a 6 anni, se nella rissa rimanga ucciso qualcuno o se riporti una lesione personale.

La disciplina del delitto di rissa, quanto ai limiti di pena, è stata di recente modificata dalla legge n. 173 del 18 dicembre 2020, di conversione del Decreto immigrazione (D.L. n. 130/2020).

La procedibilità per questo tipo di reato è d'ufficio e competente a decidere è il Tribunale monocratico.



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