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RICORSO PER CASSAZIONE

Il ricorso per Cassazione

La Corte di Cassazione ha il compito di assicurare l’esatta osservanza e uniforme interpretazione della legge.

La cognizione della Corte è limitata solo ai vizi di legittimità, contemplati ex artt. 606 e 609 c.p.p.

La Corte di Cassazione deve limitarsi a controllare la legittimità della pronuncia del giudice a quo, riguardo gli errori attinenti all’applicazione di diritto sostanziale penale (errores in iudicando) o di norme di natura processuale (errores in procedendo).


PROVVEDIMENTI RICORRIBILI

Sono ricorribili per Cassazione:

  • sentenze di appello e quelle di primo grado non appellabili

  • sentenza di non luogo a procedere all’esito dell’udienza preliminare

  • sentenze predibattimentali

  • sentenza di condanna rito abbreviato

  • provvedimenti abnormi

  • decreto di archiviazione emesso senza avviso alla persona offesa che ne aveva fatto richiesta

  • ordinanza di archiviazione

  • provvedimenti in tema di libertà personale

  • ordinanza di convalida dell’arresto

Il Decreto penale di condanna è ricorribile per Cassazione solo da parte del P.M.

  • Secondo la giurisprudenza, l’imputato può solo fare opposizione ex 461 c.p.p.


CASI DI RICORSO

Il ricorso è ammesso solo per 5 ordini di motivi, costituenti errores in procedendo o errores in iudicando:

  • lett. a) esercizio da parte del giudice, di potestà riservate ad altri poteri (es. abbia annullato un provvedimento di diritto amministrativo)

  • lett. b) violazione della legge penale (es. ad un fatto di reato è stata data una qualificazione giuridica diversa, ad es. rapina anziché furto.

  • lett. c) violazione delle norme processuali penali, se sono a pena di nullità, inutilizzabilità, inammissibilità o decadenza

  • lett. d) mancata assunzione di una prova decisiva, quando la parte ne abbia fatto richiesta, anche nel corso dell’istruzione dibattimentale

  • lett. e) mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della motivazione, desumibile non solo dal testo del provvedimento, ma anche da altri atti del processo specificamente indicati.

Riguardo la lettera e), occorre chiarire:

  • La Cassazione non può affermare che ad esempio un testimone dica il falso, agirebbe sul merito.

  • può invece affermare che le ragioni per cui il giudice di merito ritiene attendibile o meno un teste, non siano ben esplicitate in sentenza, censurando così un vizio della motivazione.

Sul punto, la Suprema Corte di Cassazione (Sezione 2 penale, Sentenza 25 luglio 2018, n. 35436), ha chiarito che la illogicità della motivazione, per essere apprezzabile come vizio deducibile nel ricorso per Cassazione, deve essere evidente, ovvero di spessore tale da risultare percepibile ictu oculi.

Il sindacato di legittimità della Suprema Corte, infatti, deve essere limitato a rilievi di macroscopica evidenza.

Sono quindi ininfluenti e irrilevanti, quelle minime incongruenze motivazionali e anche quelle argomentazioni difensive che, quand’anche non espressamente confutate, siano comunque logicamente incompatibili con la decisione adottata, purché siano spiegate in modo logico ed adeguato le ragioni del convincimento.

La tassatività dei casi di gravame illustrati, provoca l’inammissibilità di motivi diversi o sostanzialmente apparenti e manifestamente infondati.


SOGGETTI RICORRENTI

Possono proporre ricorso, in ordine all’azione penale:

  • l'imputato, il suo difensore, il P.M., il civilmente obbligato per la pena pecuniaria

Con riferimento all’azione civile:

  • la parte civile e il responsabile civile.

Imputato e suo difensore possono impugnare qualsiasi tipo di sentenza.

Nei casi di proscioglimento, l’impugnazione deve essere sorretta da uno specifico interesse.

Prima dell’entrata in vigore della Legge n. 103/2017, l’imputato poteva proporre ricorso anche personalmente. A seguito delle modifiche introdotte dalla riforma Orlando, anche l’imputato, al pari delle parti, può proporre ricorso per Cassazione solo a mezzo di un difensore, iscritto nell’Albo speciale della Corte di Cassazione.

Se il giudice di appello pronuncia sentenza di conferma di quella di proscioglimento, il ricorso per Cassazione può essere proposto dal P.M., solo per i motivi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1 dell'articolo 606.


PROCEDIMENTO

Il presidente della Corte, assegna la trattazione del gravame:

  • a una sezione singola, composta da 5 magistrati, individuata secondo criteri predeterminati

  • oppure alle Sezioni Unite, composte da 9 magistrati.

Queste ultime sono investite del gravame solo se le questioni proposte sono di speciale rilevanza o se tra le singole sezioni vi è contrasto di giurisprudenza.

E' ammessa la riunione e la separazione.

La trattazione dei ricorsi davanti alla Corte di Cassazione avviene con contraddittorio scritto senza l’intervento dei difensori, salva la richiesta delle parti di discussione orale in pubblica udienza o in camera di consiglio partecipata.

La Corte di Cassazione, per la rilevanza delle questioni sottoposte al suo esame, può disporre, anche in assenza di una richiesta di parte, la trattazione con discussione orale in pubblica udienza o in camera di consiglio partecipata.

Ove la Corte di Cassazione intenda dare al fatto una definizione giuridica diversa, instaura preventivamente il contraddittorio nelle forme previste per la celebrazione dell’udienza.

Adempimenti procedurali del giudizio di Cassazione:

  • avviso ai difensori della data d'udienza e del tipo di rito

  • diritto di presentare motivi aggiunti, in numero di copie sufficienti per tutte le altre parti

  • diritto di presentare memorie scritte

  • diritto di nominare un difensore d’ufficio per l’imputato


SENTENZA

A seconda del suo contenuto può essere di:

  • inammissibilità

  • rigetto

  • rettificazione di errori

  • annullamento con o senza rinvio


INAMMISSIBILITA’

È una sanzione processuale, conseguente al mancato rispetto di norme di rito ovvero, all’inesistenza dei presupposti per impugnare.

Le ipotesi di impugnazione sono tassative, le più frequenti sono:

  • decadenza del termine per impugnare

  • difetto di legittimazione ad impugnare

  • rinuncia al ricorso

  • manifesta infondatezza dei motivi di ricorso ovvero la loro genericità

  • presentazione di motivi in fatto e non in diritto

  • ricorso che si limita a ripetere quanto già chiesto in appello (Cass. Pen. 5 dicembre 2018, n. 54223)

Se il presidente della Corte rileva tale vizio, assegna il ricorso ad un’apposita sezione (la settima), che decide la questione in camera di consiglio.


RIGETTO DEL RICORSO

Il ricorso è rigettato se è infondato, cioè i motivi di gravame evidenziati non sono fondati.

Il rigetto del ricorso comporta per la parte privata (mai per il P.M.), l’onere del pagamento delle ulteriori spese processuali.

Inoltre, è prevista l’irrogazione di una sanzione pecuniaria, obbligatoria nel caso di inammissibilità del ricorso, facoltativa nel caso di rigetto.


RETTIFICAZIONI DI ERRORI DELLA SENTENZA IMPUGNATA

L’ipotesi di rettificazione di errori contenuti nella decisione oggetto di ricorso, costituisce un tertium genus, intermedio tra gli estremi di rigetto e dell’annullamento.

Ratio: scongiurare l’annullamento della decisione.

Si può ricorrere a rettificazioni di errori, quando la Corte possa ovviare ad errori di diritto, insufficienze motivazionali o cadute di attenzione da parte del giudice a quo, lasciando inalterato l’essenziale del contesto decisorio assunto con la sentenza esaminata.

La decisione va rettificata immediatamente, tuttavia se sono necessari ulteriori accertamenti, la sentenza va rettificata dal giudice di rinvio.


ANNULLAMENTO SENZA RINVIO

Consiste nella cassazione della sentenza, nella sua interezza o in talune parti (annullamento totale o parziale), con definizione del processo, salva l’eventualità di taluni adempimenti.

Si ha annullamento senza rinvio nei seguenti casi tassativi:

  • il reato è estinto o il fatto non è previsto come reato

  • vi è improcedibilità dell’azione penale

  • il giudice ordinario difetta di giurisdizione o è incorso ad errore di persona sull’imputato

  • se vi è ingiustizia della sentenza, con altra precedente per lo stesso fatto.

  • se la Corte ritiene di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, o di rideterminare la pena sulla base delle statuizioni del giudice di merito o di adottare i provvedimenti necessari, e in ogni altro caso in cui ritiene superfluo il rinvio.


ANNULLAMENTO CON RINVIO

È un’ipotesi residuale, infatti, essa va adottata quando non si verificano l’inammissibilità, la rettificazione diretta di errori di diritto e l’annullamento senza rinvio.

A titolo esemplificativo, sono casi di annullamento con rinvio:

  • la cassazione della sentenza impugnata per difetto di motivazione

  • il riconoscimento di una nullità assoluta che determini il regresso del processo al giudice presso cui si è verificata la nullità.

In caso di annullamento parziale, è previsto che la Corte di Cassazione dichiari quali parti della decisione sono diventate irrevocabili.

Il codice prevede che la Corte debba dichiarare la cessazione dell’efficacia di una misura cautelare in caso di annullamento della sentenza di appello.

Per quanto concerne il giudizio di rinvio, vanno analizzati due profili:

  • individuazione del giudice cui va rimesso il giudizio di rinvio (competente è il G.I.P., G.U.P., Giudice dibattimentale di primo o di secondo grado, ma mai lo stesso giudice persona fisica)

  • il procedimento in sede di rinvio (in tale procedimento di rinvio, non possono più rilevarsi nullità, anche assolute, verificatesi nei giudizi precedenti, in quanto la sentenza della Cassazione copre il dedotto e il mero deducibile.

Le questioni di diritto, risolte dalla Corte, costituiscono principi vincolanti per le parti e per il giudice.

Se il giudice non si adegua, la decisione del giudice di rinvio diventa impugnabile.

La pronuncia del giudice di rinvio è assoggettabile ad appello e ricorso per Cassazione, sempre con la preclusione dell’eventuale giudicato parziale formatosi e del c.d. principio di diritto affermato dalla Cassazione.


RICORSO STRAORDINARIO PER ERRORE MATERIALE O DI FATTO

La sentenza pronunciata dalla Corte non è impugnabile.

Tuttavia, una legge di riforma al codice, ha previsto la possibilità che consente alla Corte, su ricorso del procuratore generale o del condannato, di correggere errori materiali o di fatto contenuti in suoi provvedimenti.

L’errore di fatto deve consistere in una vera e propria svista materiale.

Il ricorso deve essere proposto entro 180 giorni dal deposito dalla sentenza e non sospende la sua efficacia esecutiva.

L'errore di fatto può essere rilevato dalla Corte di Cassazione, d'ufficio, entro 90 giorni dalla deliberazione.


RINVIO PREGIUDIZIALE ALLA CORTE DI CASSAZIONE PER LA DECISIONE SULLA COMPETENZA PER TERRITORIO

Il nuovo istituto è disciplinato dall’art. 24-bis c.p.p..

I termini per la rimessione alla Corte di Cassazione sono:

  • prima della conclusione dell’udienza preliminare;

  • o, se questa manchi, entro il termine previsto dall’articolo 491, comma 1 (questioni preliminari);

Entro il medesimo termine la parte può riproporre l’eccezione e la richiesta di rinvio pregiudiziale proposta (e non accolta) in sede di udienza preliminare.

Si evidenzia che la parte che ha eccepito l’incompetenza per territorio, senza chiedere contestualmente la rimessione della decisione alla Corte di Cassazione, non può più riproporre l’eccezione nel corso del procedimento.

Il rinvio pregiudiziale può essere disposto anche di ufficio dal giudice.

Il giudice pronuncia ordinanza con la quale rimette alla Corte di Cassazione gli atti necessari alla risoluzione della questione, con l’indicazione delle parti e dei difensori.

La Corte di Cassazione decide in camera di consiglio secondo le forme previste dall’articolo 127 c.p.p. e, se dichiara l’incompetenza del giudice che procede, ordina la trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il giudice competente.

L’estratto della sentenza è immediatamente comunicato al giudice che ha rimesso la questione e, quando diverso, al giudice competente, nonché al pubblico ministero presso i medesimi giudici ed è notificato alle parti private.



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