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EMANATO IL DECRETO LEGISLATIVO DI ADEGUAMENTO DELL'ORDINAMENTO NAZIONALE AL REGOLAMENTO UE 2018/1805 SUL RICONOSCIMENTO RECIPROCO DEI PROVVEDIMENTI DI CONGELAMENTO E CONFISCA

Il Presidente della Repubblica ha promulgato il decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 203 di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2018/1805 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, relativo al riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca (GU Serie Generale n.298 del 22-12-2023).

L'art. 1 del decreto stabilisce che, fermo quanto previsto dagli artt. 3, par. 1, 8, par. 1, lett. e), e 19, par. 1, lett. f), del regolamento, il riconoscimento e l'esecuzione sono subordinati alla condizione che i fatti che hanno dato luogo all'adozione dei provvedimenti di sequestro o confisca siano previsti come reato dalla legge italiana, indipendentemente dagli elementi costitutivi o dalla qualifica ad essi attribuita nell'ordinamento giuridico dello Stato di emissione. Ai certificati di sequestro o di confisca trasmessi all'Italia per il riconoscimento e l'esecuzione è sempre allegata una copia autentica del provvedimento di sequestro o di confisca, sebbene l'autorità di esecuzione possa comunque richiedere la trasmissione dell'originale, ove necessario ai fini della decisione.

Stante la possibilità di trasmissione diretta dei certificati tra autorità di emissione e autorità di esecuzione, il Ministero della giustizia è l'autorità centrale ai sensi dell'art. 24, par. 2, del regolamento. Nei casi di trasmissione diretta, l'autorità giudiziaria nazionale informa, a fini statistici, il Ministero della giustizia dei provvedimenti di sequestro e di confisca ricevuti o trasmessi per l'esecuzione. Quando riceve un certificato di sequestro da un'autorità appartenente a uno Stato membro che non partecipa alla cooperazione rafforzata sull'istituzione della Procura europea, l'autorità giudiziaria nazionale ne trasmette copia alla Procura europea, se il certificato si riferisce a un reato in relazione al quale la Procura europea potrebbe esercitare la competenza ai sensi degli artt. 22 e 25, par. 2 e 3, del regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017. In ogni caso, l'autorità giudiziaria nazionale trasmette copia dei certificati al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, se essi si riferiscono ai procedimenti per i delitti di cui all'art. 51, co. 3 bis e 3 quater, c.p.p., e al procuratore generale presso la corte di appello, se essi si riferiscono ai procedimenti per i delitti di cui all'articolo 407, co. 2, lett. a), c.p.p..


Ai fini dell'individuazione dell'autorità di esecuzione dei provvedimenti di sequestro, per i provvedimenti di sequestro autorità di esecuzione è il Gip presso il tribunale del capoluogo del distretto del luogo dove si trova il bene e, quando si tratta di un credito, del luogo dove si trova il debitore. Se detti luoghi non sono noti, è competente il Gip presso il tribunale del capoluogo del distretto dove la persona nei cui confronti è stato emesso il provvedimento di sequestro risiede o, nel caso di persona giuridica, dove ha la sede sociale. Quando il provvedimento di sequestro riguarda beni situati in distretti diversi o crediti esigibili presso debitori situati in distretti diversi, è competente il Gip presso il tribunale del capoluogo del distretto dove si trova il maggior numero di beni o di debitori ovvero, a parità di numero, del distretto dove si trova il bene di maggior valore o il debitore della somma più elevata. Se la competenza non può essere determinata, è competente il Gip presso il Tribunale di Roma.


Tra le novità introdotte dal decreto legislativo, si segnala l'art. 4 che modifica gli artt. 419, 429 e 552 c.p.p., sul contenuto dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare, del decreto che dispone il giudizio e del decreto di citazione diretta a giudizio.

Il nuovo art. 419 c.p.p., per come novellato dalla lett. a) dell'art. 4, adesso prevede che l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare debba contenere anche l'avvertimento che «potranno essere disposte, ove ne ricorrano le condizioni, le sanzioni e le misure, anche di confisca, previste dalla legge in relazione al reato per cui si procede».

All'art. 429, co. 1, lett. f), c.p.p., che disciplina il contenuto del decreto che dispone il giudizio, sono aggiunte le seguenti parole: «con l'avvertimento all'imputatoche potranno essere disposte, ove ne ricorrano le condizioni, le sanzioni e le misure, anche di confisca,

previste dalla legge in relazione al reato per cui si procede».

All'art. 552, co. 1, lett. d) c.p.p., sul decreto di citazione a giudizio, dopo le parole «in assenza» sono aggiunte le seguenti: «e potranno essere disposte, ove ne ricorrano, le condizioni, le sanzioni e le misure, anche di confisca, previste dalla legge in relazione al reato per cui si procede;

Infine, ai sensi della norma transitoria di cui all'art. 7, co. 2 del decreto, è previsto che le disposizioni di cui all'art. 4 non trovino applicazione nei procedimenti in cui, alla data di entrata in vigore del medesimo decreto, gli avvisi di fissazione di udienza preliminare e i decreti che dispongono il giudizio o che citino l'imputato a giudizio siano stati già emessi.


Il provvedimento è entrato in vigore il 6 gennaio 2024.



Riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca
Riconoscimento reciproco dei provvedimenti di congelamento e di confisca

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