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REVISIONE

La revisione

La revisione è un mezzo straordinario di impugnazione:

  • idoneo a travolgere il giudicato

  • esperibile senza limiti di tempo

Assoggettabili a revisione sono soltanto le pronunce irrevocabili di condanna, anche di patteggiamento.

La revisione della sentenza è ammessa nei casi previsti dall’art. 630 e nelle ipotesi di “nuove prove”, che, da sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che l’imputato avrebbe dovuto essere prosciolto ex artt. 529, 530, 531 (art. 630 lett. c).

La revisione è ammessa:

  • alla inconciliabilità dei fatti posti a suo fondamento con quelli di altra sentenza irrevocabile

  • sopravvenuta una revoca della sentenza pregiudiziale (es. la revoca della sentenza di fallimento, cui è seguita la condanna per bancarotta)

  • falsità in atto in giudizio che hanno determinato la condanna

  • sopravvenute prove di innocenza

La Corte Costituzionale, con sentenza del 2011, ha introdotto un 5° caso di revisione, quando sia necessario conformarsi ad una sentenza definitiva della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Possono proporre la revisione:

  • il condannato

  • il procuratore generale presso la Corte d’appello.



revisione del processo
Revisione

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