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Quali sono gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità di una norma penale?

Aggiornamento: 12 dic 2023


Per le pronunce di incostituzionalità in malam partem, è inammissibile una questione di incostituzionalità dalla quale possa derivare la creazione di una nuova fattispecie penale, e ciò in forza del principio di legalità sancito dall'art. 25, comma 2°, Cost. che riserva esclusivamente al Parlamento la potestà legislativa in materia penale.


Per le pronunce di incostituzionalità in bonam partem, la riserva di legge non preclude il controllo di costituzionalità delle norme incriminatrici che produca un effetto in bonam partem.


Per le pronunce di incostituzionalità di norme di favore, la giurisprudenza della Corte è divisa circa l'ammissibilità di un controllo di legittimità delle c.d. norme penali di favore (cause di giustificazione, scusanti, cause di non punibilità).


Una dichiarazione di incostituzionalità avrebbe come effetto l'estensione dell'area della responsabilità penale (dichiarata incostituzionale la norma di favore, il fatto non risulterebbe più lecito, o scusato, o non punibile).


La prevalente giurisprudenza della Corte costituzionale dichiara la questione inammissibile per difetto di rilevanza: il principio di irretroattività della norma penale più sfavorevole impedirebbe che una eventuale sentenza di accoglimento produca effetto nel giudizio a quo, non potendo trovare applicazione la disciplina penale più sfavorevole conseguente alla decisione della Corte (Corte Cost., ord. 6 aprile 1993, n. 146 e n. 147).


In altre decisioni la Corte ha ritenuto la questione ammissibile e rilevante nel giudizio a quo: la dichiarazione di incostituzionalità avrebbe determinato il proscioglimento dell'imputato per i fatti concomitanti (commessi durante la vigenza della norma di favore dichiarata incostituzionale) in quanto il principio del favor libertatis impedirebbe l'applicabilità della disciplina penale più sfavorevole (Corte Cost., 26 maggio 2004, n. 161, in motivazione, in tema di falso in bilancio).


È opinione comune che siano comunque sindacabili le norme di favore che prevedono cause di giustificazione (non trattandosi di "norme penali").


La Corte Costituzionale, inoltre, ammette il sindacato di legittimità sulle norme di favore, quando l'accoglimento della questione tornerebbe a favore dell'agente (in bonam partem) (Corte Cost., 27 dicembre 1996, n. 416 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 384, comma 2°, c.p. nella parte in cui non prevede l'esclusione della punibilità a titolo di favoreggiamento personale del convivente di fatto).


Dichiarazione di incostituzionalità norma penale
Incostituzionalità norma penale



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