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Province e città metropolitane

La Provincia è definita dal TUEL come “ente locale intermedio fra comune e regione” che “rappresenta la comunità ne cura gli interessi, ne promuove e coordina lo sviluppo” (art.3 T.U.E.L.). La provincia compare anche nel testo costituzionale (artt. 114, 117, 118, 119 120, 132 e 133): come ente del governo territoriale, al pari del Comune e per certi aspetti della Regione. Il suo ordinamento organizzativo, nella tradizione delle nostre leggi comunali e provinciali, (sino al T.U.E.L.) è del tutto omogeneo a quello del Comune. La L. 56/2014 c.d. legge Delrio (dopo precedenti tentativi di "riordino" rimasti senza esito), ha previsto la trasformazione di alcune province in città metropolitane e l’accorpamento di altre, modificando radicalmente il relativo regime e trasformando l'ente in una sorta di ente esponenziale dei Comuni dell'area (anziché della popolazione provinciale).

Il Presidente della Provincia è eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni dell'ente (art. l, 58° co., L. 56/2014). Sono eleggibili a Presidente della provincia i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni (art. l,60° co., L. cit.).

Questi organi, a seguito della citata legge di riforma, non più eletti direttamente dai cittadini, si configurano come organi di secondo grado, rappresentativi dei comuni dell'area. Tale modello di rappresentanza è stato ritenuto legittimo dalla Corte cost. 50/2015, in quanto compatibile «con il principio democratico e con quello autonomistico».

Il Presidente dura in carica quattro anni, rappresenta l'ente, sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici ed esercita le altre funzioni attribuite dallo Statuto (55° co.).

Il Consiglio provinciale che dura in carica per due anni ed è composto dal Presidente della provincia e da un numero variabile di componenti a seconda della popolazione delle Province, è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni della provincia. Sono eleggibili a consigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica.

La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza da consigliere provinciale (art. l, 67°-69° co.).

Il Consiglio è organo di indirizzo e controllo, approva i regolamenti, piani, programmi, ed adotta gli schemi di bilancio. Esso approva il bilancio in via definitiva.

L'Assemblea dei sindaci, costituita dai Sindaci dei comuni appartenenti alla provincia, è dotata di poteri propositivi, consultivi e di controllo secondo quanto disposto dallo Statuto.

Gli incarichi di presidente della provincia, di consigliere provinciale e di componente dell'assemblea dei sindaci sono esercitati a titolo gratuito (84° co., art. l, L. cit.).

La Costituzione prevede, tra gli enti del governo territoriale, accanto ai Comuni e alle Province, anche le Città metropolitane.

La recente citata L. 56/2014 definisce le Città metropolitane enti territoriali di area vasta, istituite per la «cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee».

La nuova legge menziona, come Città metropolitane, quelle relative territori di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze. Bari. Napoli e Reggio Calabria.

Il territorio della Città metropolitana coincide con quello della Provincia omonima «ferma restando l'iniziativa dei comuni, ivi compresi i comuni capoluogo delle province limitrofe, ai sensi dell'art. 133, l ° co. Cost. per la modifica delle circoscrizioni provinciali limitrofe e per l'adesione alla città metropolitana».

Sono organi della Città metropolitana, il Sindaco metropolitano, il Consiglio metropolitano e la Conferenza metropolitana.

Il Sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo e rappresenta l'ente e sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici e all'esecuzione degli atti.

Il Consiglio metropolitano, eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali dei comuni dell'area metropolitana, è composto dal sindaco metropolitano e da un numero variabile di consiglieri. Esso è organo di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani e programmi; approva o adotta ogni altro atto ad esso sottoposto dal sindaco metropolitano; adotta gli schemi di bilancio e approva in via definitiva i bilanci dell'ente, ed esercita le altre funzioni attribuite dallo statuto.

Dura in carica cinque anni.

La Conferenza metropolitana è composta dal sindaco metropolitano, che la convoca e la presiede, e dai sindaci dei comuni appartenenti all'area metropolitana.

Alla Città metropolitana sono attribuite le funzioni fondamentali delle Province e quelle che saranno attribuite nel processo di riordino complessivo del governo locale. Ai sensi dell'art. 117, 2° co., lett. p) anche alle Città metropolitane sono attribuite le funzioni fondamentali, di cui si è detto.

Spettano alla Città metropolitana il patrimonio, il personale e le risorse strumentali della Provincia a cui ciascuna Città metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi comprese le entrate provinciali, all'atto del subentro alla Provincia. Il trasferimento della proprietà dei beni mobili e immobili è esente da oneri fiscali.

Al personale delle Città metropolitane si applicano le disposizioni vigenti per il personale delle Province.



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