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PROCESSO PENALE TELEMATICO

Il processo penale telematico


LA FORMA DEGLI ATTI

Uno dei pilastri della Riforma Cartabia, entrata in vigore il 30/12/2022, è senza alcun dubbio la realizzazione della transizione digitale e telematica del processo penale.

A tal proposito, il novellato articolo 110 c.p.p. disciplina la forma degli atti.

Quando è richiesta la forma scritta, gli atti del procedimento penale sono redatti e conservati in forma di documento informatico, tale da assicurarne:

  • l'autenticità

  • l'integrità

  • la leggibilità

  • la reperibilità

  • l'interoperabilità

  • la segretezza (ove previsto dalla legge).

Tuttavia, la disposizione di cui al comma 1 dell’articolo 110 cpp, non si applica agli atti che, per loro natura o per specifiche esigenze processuali, non possono essere redatti in forma di documento informatico.

Inoltre, l’art. 110 c.p.p. prevede che gli atti redatti in forma di documento analogico, debbano essere convertiti in copia informatica, dall'ufficio che li ha formati o ricevuti.

Il legislatore individua, come regola, la forma digitale dell’atto penale, sin dalla sua formazione.


IL DEPOSITO TELEMATICO

L’art. 111-bis prevede, al comma 1, l’obbligatorietà e la esclusività del deposito telematico di atti e documenti.

L’obbligatorietà del deposito telematico, tuttavia, non si applica per gli atti e documenti che, per loro natura o per specifiche esigenze processuali, non possono essere acquisiti in copia informatica (es. una scrittura privata, un testamento olografo di cui si contesti l’autenticità).

L’art. 111-bis al comma 4 attribuisce la facoltà alle parti di depositare in forma analogica gli atti che compiono personalmente.

  • Secondo autorevole dottrina, l’utilizzo del termine “parti" appare tecnicamente inesatto, in quanto, certamente, da questa facoltà è esclusa la “parte pubblica” e in ogni caso pare rivolgersi ai soli soggetti privati e non già, ad esempio, ai loro difensori.


FASCICOLO INFORMATICO E ACCESSO AGLI ATTI

Il fascicolo penale, alla luce della Riforma Cartabia, è unico.

Non è infatti previsto un regime di duplicazione (uno in formato digitale e uno in formato cartaceo).

Il fascicolo, però, seppure unico, potrà essere in composizione mista: (ferma la regola del fascicolo digitale che diventa il formato ordinario) sarà possibile che alcuni atti (e in particolare i documenti analogici che per loro natura o per specifiche esigenze processuali non possono essere acquisiti o convertiti in copia informatica) siano conservati in formato cartaceo.

L’art. 111-ter c.p.p. dispone che i fascicoli informatici del procedimento penale, sono formati, conservati, aggiornati e trasmessi nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente il fascicolo informatico, in maniera da assicurarne l’autenticità, l’integrità, l’accessibilità, la leggibilità, l’interoperabilità, nonché l’agevole consultazione telematica.

Gli atti e i documenti formati e depositati in forma di documento analogico sono convertiti, senza ritardo, in documento informatico e inseriti nel fascicolo informatico.

  • Se determinati atti o documenti, per loro natura o per specifiche esigenze processuali, non si possono acquisire o convertire in copia informatica, nel fascicolo informatico deve essere inserito un elenco dettagliato di tali atti, acquisiti in forma di documento analogico.

  • L’ultima comma dell’art. 111-ter dispone altresì che le copie informatiche degli atti e dei documenti processuali redatti in forma di documento analogico, presenti nei fascicoli informatici, equivalgono all’originale anche se prive della firma digitale di attestazione di conformità all'originale.


TERMINI PROCESSUALI

I termini processuali sono stabiliti a ore, a giorni, a mesi o ad anni.

I termini si computano secondo il calendario comune.

Il termine stabilito a giorni, il quale scade in giorno festivo, è prorogato di diritto al giorno successivo non festivo.

Inoltre, salvo che la legge disponga altrimenti, nel termine non si computa l'ora o il giorno in cui ne è iniziata la decorrenza; si computa l'ultima ora o l'ultimo giorno.

Quando, invece, è stabilito soltanto il momento finale, le unità di tempo stabilite per il termine si computano intere e libere.

  • Il termine per fare dichiarazioni, depositare documenti o compiere altri atti in un ufficio giudiziario si considera scaduto nel momento in cui, secondo i regolamenti, l'ufficio viene chiuso al pubblico.

  • Il termine per fare dichiarazioni, depositare documenti o compiere altri atti in un ufficio giudiziario con modalità telematiche si considera rispettato se l'accettazione da parte del sistema informatico avviene entro le ore 24 dell'ultimo giorno utile.

  • Salvo che non sia diversamente stabilito, i termini decorrenti dal deposito telematico, quando lo stesso è effettuato fuori dell'orario di ufficio stabilito dal regolamento, si computano dalla data della prima apertura immediatamente successiva dell'ufficio.

Nelle ipotesi di malfunzionamento dei sistemi informatici, l’art. 175-bis c.p.p. detta la disciplina:

1. Il malfunzionamento dei sistemi informatici dei domini del Ministero della giustizia è certificato dal direttore generale per i servizi informativi automatizzati del Ministero della giustizia, attestato sul portale dei servizi telematici del Ministero della giustizia e comunicato dal dirigente dell'ufficio giudiziario, con modalità tali da assicurarne la tempestiva conoscibilità ai soggetti interessati. Il ripristino del corretto funzionamento è certificato, attestato e comunicato con le medesime modalità.

2. Le certificazioni, attestazioni e comunicazioni di cui al comma 1 contengono l'indicazione della data e, ove risulti, dell'orario dell'inizio e della fine del malfunzionamento, registrati, in relazione a ciascun settore interessato, dal direttore generale per i servizi informativi del Ministero della giustizia.

3. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, a decorrere dall'inizio e sino alla fine del malfunzionamento dei sistemi informatici, atti e documenti sono redatti in forma di documento analogico e depositati con modalità non telematiche, fermo quanto disposto dagli articoli 110, comma 4, e 111 ter, comma 3.

4. La disposizione di cui al comma 3 si applica, altresì, nel caso di malfunzionamento del sistema non certificato ai sensi del comma 1, accertato ed attestato dal dirigente dell'ufficio giudiziario, e comunicato con modalità tali da assicurare la tempestiva conoscibilità ai soggetti interessati della data e, ove risulti, dell'orario dell'inizio e della fine del malfunzionamento.

5. Se, nel periodo di malfunzionamento certificato ai sensi dei commi 1 e 2 o accertato ai sensi del comma 4, scade un termine previsto a pena di decadenza, il pubblico ministero, le parti private e i difensori sono restituiti nel termine quando provino di essersi trovati, per caso fortuito o forza maggiore, nell'impossibilità di redigere o depositare tempestivamente l'atto ai sensi del comma 3. Si applicano, in tal caso, le disposizioni dell'articolo 175.



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