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Percosse e lesioni personali

Percosse (Art. 581 c.p.)

Il delitto di percosse tutela l'incolumità individuale.

E’ un reato di pericolo e appartiene al novero dei reati comuni.

L'art. 581 c.p. punisce chiunque percuota taluno, se dal fatto non derivi una malattia nel corpo o nella mente.

La fattispecie prevista dall’art. 581 è solo sussidiaria, in quanto non trova applicazione quando la legge considera la violenza come elemento costitutivo o come circostanza aggravante di un altro reato.

Per la consumazione del reato di percosse è richiesto il dolo generico.

E’ configurabile il tentativo.

La pena prevista per il reato di cui all'art. 581 c.p. è la reclusione fino a sei mesi o la multa fino a euro 309.

La procedibilità per tale reato è la querela della parte offesa, e competente a giudicare è il Giudice di Pace.


Lesione personale (Art. 582 c.p.)

Il delitto di lesione personale, come quello di percosse, tutela l'incolumità individuale.

E’ un reato di danno, e appartiene al novero dei reati comuni.

L'art. 582 c.p. punisce chiunque cagioni a taluno una lesione personale, dalla quale derivi una malattia nel corpo o nella mente.

Il reato di lesioni personali è a forma libera, essendo irrilevante la modalità della condotta.

Per malattia, si intende qualsiasi alterazione traumatica, anche temporanea, del sistema nervoso o dell'organismo in generale, ancorché localizzata e non influente sulle condizioni organiche generali.

E’ richiesto il dolo generico e il reato si consuma nel momento in cui si verifica la malattia.

Per la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione (Cass. pen., Sez. V, 10/10/2022, n. 44407), ricorre la colpa cosciente quando la volontà dell'agente non è diretta verso l'evento ed egli, pur avendo concretamente presente la connessione causale tra la violazione delle norme cautelari e l'evento illecito, si astiene dall'agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza, irragionevolezza o altro biasimevole motivo.

Dottrina e giurisprudenza ammettono il tentativo.

La pena prevista è la reclusione da tre mesi a tre anni.

La lesione si considera grave e la reclusione è da 3 anni a 7 anni se ricorre una delle circostanze previste dagli art. 583, e cioè se:

  • dal fatto derivi una malattia che metta in pericolo la vita della persona offesa, o una malattia o un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni;

  • il fatto produce l'indebolimento permanente di un senso o di un organo.

La lesione si considera gravissima e la reclusione è da sei a dodici anni se dal fatto derivi:

  • una malattia certamente o probabilmente insanabile;

  • la perdita di un senso;

  • la perdita di un arto, o una mutilazione che renda l'arto inservibile, o la perdita dell'uso di un organo o della capacità di procreare, o una grave e permanente difficoltà nella favella;

  • la deformazione o lo sfregio permanente del viso.

Le pene sono aumentate se le lesioni sono cagionate ad un pubblico ufficiale o se ricorre una delle circostanze previste dall’art. 585 c.p.

Il regime di procedibilità del delitto di lesioni personali è stato modificato dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 10.10.2022, n. 150).

Prima della riforma Cartabia, il delitto era procedibile a querela di parte, soltanto in ipotesi limitate, ad esempio quando la malattia avesse una durata non superiore a venti giorni.

A partire dal 30/12/2022, data di entrata in vigore della Riforma Cartabia in materia penale, il delitto di cui all’art. 582 c.p. è diventato procedibile a querela della persona offesa per tutte le ipotesi di lesioni personali previste al 1° co. (dunque, anche nel caso delle lesioni lievi).

Il delitto è invece procedibile d’ufficio:

  1. nei casi in cui ricorra taluna delle circostanze aggravanti previste agli artt. 61, n. 11-octies,

  2. art. 583

  3. art. 585

  4. nonché alle lesioni da cui sia derivata una malattia di durata superiore a venti giorni commesse contro persona incapace, per età o per infermità.


Il reato è procedibile a querela qualora ricorrano le circostanze di cui ai commi 1° n. 1), e 2° co. dell' art. 577 c.p.

Per quanto concerne, invece, il delitto di lesioni personali stradali gravi o gravissime previsto dall’art. 590-bis c.p., a seguito della previsione introdotta dalla riforma Cartabia, in vigore dal 30/12/2022, è procedibile a querela della persona offesa nell’ipotesi base prevista al 1° co. della disposizione, quando non ricorra alcuna delle circostanze aggravanti previste ai commi successivi.



Percosse lesioni personali
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