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Peculato mediante profitto dell’errore altrui

Peculato mediante profitto dell’errore altrui (artt. 316 e 323-bis)


È punito il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, danaro od altra utilità.


Reato plurioffensivo


Elemento materiale ed elemento soggettivo

Il delitto in esame è in sostanza una forma attenuata di peculato.

Presupposto del reato è l’errore sul dovuto (sull’an o sul quantum) da parte di colui che effettua il pagamento al P.U. o all’incaricato del pubblico servizio;

Tale errore non deve essere provocato dolosamente dal funzionario, altrimenti ricorre il reato di concussione.

Il dolo previsto è generico.



Peculato mediante profitto dell’errore altrui
Peculato mediante profitto dell’errore altrui


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