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Le notifiche all'imputato

Aggiornamento: 31 dic 2023

LE NOTIFICHE ALL’IMPUTATO

L’art. 10 del D.lgs. 150/2022 ha apportato diverse modifiche alla disciplina delle notificazioni.

E’ stata introdotta una disciplina diversificata a seconda che la notifica abbia a oggetto atti introduttivi o atti successivi, specificando che l’elezione di domicilio dell’indagato/imputato, vale solo per gli atti introduttivi.

La prima notifica è essenziale per instaurare un rapporto di conoscenza del processo.


IMPUTATO DETENUTO

Se l’imputato è detenuto:

  • le notificazioni devono essere sempre effettuate mediante consegna a mani proprie, presso il luogo di detenzione, anche qualora lo stesso abbia eletto o dichiarato domicilio altrove.


L’art. 156 c.p.p. specifica che la notifica dell’atto introduttivo all’imputato detenuto va fatta sempre a mani nel luogo di detenzione, senza eccezioni, con la precisazione che ciò vale anche per le notifiche successive alla prima.

Le notificazioni all’imputato detenuto in luogo diverso dagli istituti penitenziari, anche successive alla prima, sono eseguite a norma dell’articolo 157 c.p.p..

Viene, dunque, esclusa la modalità di notifica telematica di cui all’art. 148, comma 1 c.p.p.


L’autorità giudiziaria, ai sensi dell’art. 157-ter c.p.p., può disporre che la notificazione all’imputato dell’atto introduttivo sia eseguita dalla polizia giudiziaria in tre ipotesi:

  1. quando sia necessario per evitare la scadenza del termine di prescrizione del reato o il decorso del termine di improcedibilità di cui all’articolo 344-bis c.p.p.

  2. quando sia in corso di applicazione una misura cautelare

  3. in ogni altro caso in cui sia ritenuto indispensabile e improcrastinabile sulla base di specifiche esigenze.


IMPUTATO NON DETENUTO CHE NON HA ELETTO DOMICILIO (quindi, nel caso in cui non si sia proceduto con verbale di identificazione ed elezione di domicilio)

La notifica dell’atto introduttivo del giudizio, nei casi in cui l’imputato non abbia domicilio digitale (art. 148, comma 4, c.p.p.) e non abbia già ricevuto gli avvertimenti di cui all’art. 161, comma 1, c.p.p. (cioè non sia stato avvertito dalla polizia giudiziaria in sede di identificazione del fatto che le notifiche successive alla prima saranno eseguite al difensore e che egli ha l’onere di comunicare a quest’ultimo un recapito telefonico o email ove possa essere contattato) va eseguita con consegna di copia dell’atto in forma di documento analogico alla persona.

Se non è possibile consegnare personalmente l’atto al destinatario, ai sensi dell’art. 157 co. 1 c.p.p., la notifica è eseguita:

  • nella casa di abitazione (a una persona che conviva anche temporaneamente ovvero addetta alla casa ovvero al servizio del destinatario o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci) o

  • nel luogo in cui l’imputato esercita abitualmente l’attività lavorativa (se non è possibile consegnare personalmente la copia al destinatario, la consegna è eseguita al datore di lavoro, a persona addetta al servizio del destinatario, ad una persona addetta alla ricezione degli atti o, in mancanza, al portiere o a chi ne fa le veci).

Qualora i luoghi indicati nel comma 1, non siano conosciuti, la notificazione è eseguita nel luogo dove l'imputato ha temporanea dimora o recapito, mediante consegna a una delle predette persone.

Il portiere o chi ne fa le veci sottoscrive l'originale dell'atto notificato e l'ufficiale giudiziario dà notizia al destinatario dell'avvenuta notificazione dell'atto a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.


La copia della notifica, tuttavia, non può essere consegnata a persona minore degli anni quattordici o in stato di manifesta incapacità di intendere o di volere.


L'autorità giudiziaria, per espressa disposizione normativa, deve disporre la rinnovazione della notificazione quando la copia è stata consegnata alla persona offesa dal reato e risulta o appare probabile che l'imputato non abbia avuto effettiva conoscenza dell'atto notificato.

La consegna a persona diversa dal destinatario è effettuata in plico chiuso e la relazione di notificazione è effettuata nei modi previsti dall’articolo 148, comma 8, c.p.p.


Se le persone indicate nel comma 1 dell’art. 157 c.p.p., mancano o non sono idonee o si rifiutano di ricevere la copia, si procede nuovamente alla ricerca dell'imputato.


Se neppure in tal modo è possibile eseguire la notificazione, l'atto è depositato nella casa del comune dove l'imputato ha l'abitazione, o, in mancanza di questa, del comune dove egli esercita abitualmente la sua attività lavorativa.

Avviso del deposito stesso è affisso alla porta della casa di abitazione dell'imputato ovvero alla porta del luogo dove egli abitualmente esercita la sua attività lavorativa.

L'ufficiale giudiziario inoltre, invia copia dell'atto, provvedendo alla relativa annotazione sull'originale e sulla copia, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento nel luogo di residenza anagrafica o di dimora dell'imputato. Gli effetti della notificazione decorrono dal ricevimento della raccomandata.


Le disposizioni di cui all’art. 157 c.p.p. si coordinano con l’art. 157-ter c.p.p. il quale stabilisce la prevalenza in ogni caso del domicilio dichiarato/eletto.

Segnatamente, l’art. 157-ter c.p.p., stabilisce che all’imputato non detenuto, la notificazione

  • dell’avviso di fissazione dell’udienza preliminare,

  • della citazione in giudizio e

  • del decreto penale di condanna

devono essere effettuate al domicilio dichiarato o eletto ex art. 161, comma 1, c.p.p.

In mancanza di un domicilio dichiarato o eletto, la notificazione è eseguita nei luoghi e con le modalità di cui all’art. 157 c.p.p., con esclusione delle modalità digitali di cui all’art. 148, comma 1, c.p.p.

Dunque, non è possibile eseguire la notifica di atti al domicilio digitale nei confronti dell’imputato che non ha dichiarato o eletto domicilio.


Con la notifica del primo atto, anche quando effettuata con le modalità telematiche di cui all'articolo 148, comma 1, c.p.p. l'autorità giudiziaria avverte l'imputato, che non abbia già ricevuto gli avvertimenti di cui all'articolo 161, comma 1, c.p.p. che le successive notificazioni, diverse dalla notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare, della citazione in giudizio e del decreto penale di condanna, saranno effettuate mediante consegna al difensore di fiducia o a quello nominato d'ufficio.

L’autorità giudiziaria avverte, inoltre, il destinatario dell'atto, dell'onere di indicare al difensore ogni recapito telefonico o indirizzo di posta elettronica nella sua disponibilità, ove il difensore possa effettuare le comunicazioni, nonché di informarlo di ogni loro successivo mutamento.

L'omessa o ritardata comunicazione da parte del difensore dell'atto notificato all'assistito, ove imputabile al fatto di quest'ultimo, non costituisce inadempimento degli obblighi derivanti dal mandato professionale.


IMPUTATO NON DETENUTO CHE HA ELETTO DOMICILIO

La polizia giudiziaria nel primo atto compiuto con l'intervento della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato, se è nelle condizioni, indica all’indagato le norme di legge che si assumono violate, la data e il luogo del fatto e l’autorità giudiziaria procedente.

A norma dell’art. 161 c.p.p., l’autorità procedente invita l’indagato o imputato non detenuto a dichiarare uno dei luoghi indicati nell'art. 157, comma 1, c.p.p. o un indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato, ovvero a eleggere domicilio per le notificazioni dell'avviso di fissazione dell'udienza preliminare, degli atti di citazione in giudizio nonché del decreto penale di condanna.

Invece per quanto concerne le successive notificazioni, diverse dall’avviso di fissazione dell’udienza, atti di citazione in giudizio e decreto penale di condanna, a norma dell’art. 161, co. 1, c.p.p. verranno effettuate al difensore di fiducia o di ufficio.

L’indagato o l'imputato hanno l'obbligo di comunicare ogni mutamento del domicilio dichiarato o eletto.

In mancanza di tale comunicazione o nel caso di rifiuto di dichiarare o eleggere domicilio, nonché nel caso in cui il domicilio sia o divenga inidoneo, le notificazioni degli atti indicati, ai sensi dell’art. 161 co. 4, c.p.p. verranno eseguite mediante consegna al difensore, già nominato o che è contestualmente nominato, anche d'ufficio.


IMPUTATO LATITANTE O EVASO

L’art. 165 c.p.p. dispone che le notificazioni all'imputato latitante o evaso devono essere eseguite mediante consegna di copia al difensore.

Per quanto concerne la notifica di fissazione dell'udienza preliminare e degli atti di citazione a giudizio, queste devono essere eseguite mediante copia al difensore solo nel caso in cui non si sia perfezionata al domicilio dichiarato o eletto.

Se l'imputato è privo di difensore, l'autorità giudiziaria designa un difensore di ufficio.


DECRETO DI IRREPERIBILITA’

Se non è possibile effettuare la notifica all’imputato, nei casi di cui all’art. 148, comma 4, c.p.p.:

  • il giudice o il P.M. devono disporre nuove ricerche nel luogo di nascita, in quello di ultima residenza anagrafica o di dimora.

Se le ricerche danno esito negativo, il giudice o il P.M. emanano un decreto di irreperibilità.

Il decreto di irreperibilità emesso a norma dell'art. 159 c.p.p. dal pubblico ministero, ha valore solo per le notificazioni di propri atti e limitatamente alla fase delle indagini preliminari. A seguito della emissione del decreto, la notificazione è eseguita mediante consegna di copia al difensore.


  • viene designato un difensore dell’imputato irreperibile e viene ordinato che tutte le notifiche siano eseguite mediante consegna di copia al difensore


La stessa disciplina si applica per l’imputato latitante o evaso.


Il decreto di irreperibilità cessa di avere efficacia al termina della fase o del grado di merito, dunque devono essere disposte nuove ricerche.


NOTIFICAZIONI ALL’IMPUTATO ALL’ESTERO

Se l'autorità giudiziaria non può procedere alla notificazione con modalità telematiche e risulta nota la dimora dell’indagato/imputato, il giudice o il pubblico ministero invia tramite raccomandata con avviso di ricevimento, contenente l'indicazione della autorità che procede, del titolo del reato e della data e del luogo in cui è stato commesso, nonché l'invito a dichiarare o eleggere domicilio nel territorio dello Stato ovvero a dichiarare un indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato.

Se nel termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata o della comunicazione telematica non viene effettuata la dichiarazione o l'elezione di domicilio ovvero se la stessa è insufficiente o risulta inidonea, le notificazioni sono eseguite mediante consegna al difensore.

Se non è nota la dimora dell’indagato/imputato all’estero, a seguito delle ricerche negative, deve essere emanato decreto di irreperibilità.



Notifiche all'imputato
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