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MISURE PRECAUTELARI

Le misure precautelari

L’art. 13 della Costituzione proclama l’inviolabilità della libertà personale, ne ammette limitazione solo per atto motivato della Autorità giudiziaria (Giudice o P.M.) e nei soli casi previsti dalla Legge.

In casi di necessità e urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l’autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria, e se questa non li convalida entro le successive 48, si intendono revocati e privi di ogni effetto.

La Costituzione ha previsto un regime di doppia riserva:

  • di legge

  • di giurisdizione.


Il codice di rito ha adottato una normativa più restrittiva di quella dettata dalla Costituzione.

Mentre il potere di emettere misure cautelari è dalla Costituzione attribuito genericamente all’Autorità Giudiziaria (e quindi al Giudice e al P.M.), il codice attribuisce questo potere esclusivamente al Giudice.

Il termine di 48 ore di comunicazione all’autorità giudiziaria, il codice lo fissa in 24 ore.


Le misure precautelari si distinguono in:

  • Arresto in flagranza

  • Fermo di indiziato di delitto (di pertinenza della P.G.)

  • Fermo di pertinenza del P.M.


La flagranza del reato è l’aver sorpreso il reo nell’atto di commettere il reato, ovvero nell’inseguimento ad opera della P.G.


Il fermo dell’indiziato consiste nella privazione della libertà.

Il fermo attribuisce al P.M. e alla P.G. un potere discrezionale svincolato dai requisiti della flagranza del reato.

Requisiti per procedere a fermo:

  • gravi indizi di colpevolezza

  • pericolo di fuga


DOVERI DELLA PG

La P.G. deve dare immediata notizia dell’operazione al P.M. presso il tribunale in cui la misura è stata eseguita.

Inoltre, ai sensi dell’art. 293 c.p.p. (novellato dalla Riforma Cartabia), l'ufficiale o l'agente incaricato di eseguire l'ordinanza che ha disposto la custodia cautelare, deve consegnare all'imputato copia del provvedimento unitamente a una comunicazione scritta, redatta in forma chiara e precisa e, per l'imputato che non conosce la lingua italiana, tradotta in una lingua a lui comprensibile, con cui lo informa:

  • della facoltà di nominare un difensore di fiducia e di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato nei casi previsti dalla legge; (in mancanza la P.G. fa richiesta al P.M. di provvedere alla nomina del difensore d’ufficio)

  • del diritto di ottenere informazioni in merito all'accusa;

  • del diritto all'interprete ed alla traduzione di atti fondamentali;

  • del diritto di avvalersi della facoltà di non rispondere;

  • del diritto di accedere agli atti sui quali si fonda il provvedimento;

  • del diritto di informare le autorità consolari e di dare avviso ai familiari;

  • del diritto di accedere all'assistenza medica di urgenza;

  • del diritto di essere condotto davanti all'autorità giudiziaria non oltre cinque giorni dall'inizio dell'esecuzione, se la misura applicata è quella della custodia cautelare in carcere ovvero non oltre dieci giorni se la persona è sottoposta ad altra misura cautelare;

  • del diritto di comparire dinanzi al giudice per rendere l'interrogatorio, di impugnare l'ordinanza che dispone la misura cautelare e di richiederne la sostituzione o la revoca;

  • della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa.


La P.G. deve:

  • comunicare immediatamente al difensore dello stato di restrizione del suo assistito.

  • inviare entro 24 ore il verbale di arresto al P.M.

  • dare avviso dell’arresto a familiari dell’arrestato, se c’è consenso dell’interessato.


Il P.M. mette a disposizione l’arrestato, mediante traduzione presso la locale casa circondariale.



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