top of page

Le leggi regionali a quale ordine gerarchico appartengono?

Sono fonti del diritto amministrativo gli atti e i fatti che nell'ambito di un determinato ordinamento giuridico e sulla base delle norme sulla produzione normativa vigenti, sono capaci di produrre norme giuridiche.

In materia di fonti del diritto, risultano importanti alcuni concetti fondamentali:

si denomina “atto-fonte” quell’atto giuridico capace di produrre norme giuridiche in un determinato ordinamento; è “disposizione normativa” la proposizione contenuta nell'atto fonte che esprime una norma giuridica; la norma giuridica, infine, viene ricavata dalla disposizione attraverso l'opera dell'interprete.

I rapporti tra le fonti sono strutturati secondo il duplice principio della gerarchia e competenza.

Secondo il primo principio, le fonti si trovano in una relazione di gerarchia talché le une sono rispettivamente sovraordinate-subordinate alle altre: avendo le prime la capacità, o la forza, di stabilire una disciplina che non può essere abrogata o modificata dalle seconde, a pena di invalidità di queste ultime; disciplina che viceversa, ad esse senz’altro si impone.

Sulla base del secondo principio invece le fonti a prescindere dalla loro posizione "gerarchica", sono capaci di disciplinare una determinata materia e non altre (criterio di competenza, che vale tuttavia per alcune fonti e non per tutte). La competenza per materia delle diverse categorie di fonti, è stabilita a sua volta dalla fonte superiore (così ad esempio, la competenza reciproca delle leggi statali e delle leggi regionali è stabilita dalla Costituzione); e così ancora la fonte sovraordinata stabilisce il procedimento di formazione della fonte subordinata. Principio di gerarchia e principio di competenza si intersecano tra loro e il primo finisce con l’assorbire il secondo.


Le fonti vigenti, possono essere dislocate su tre ordini gerarchici.

Le fonti costituzionali, le fonti primarie e le fonti secondarie.


La Costituzione anzitutto, che contiene molteplici principi e norme direttamente precettive in materia di amministrazione. Tali norme in virtù del principio di rigidità costituzionale proprio del vigente ordinamento (che si differenzia dal precedente ordinamento fondato sullo statuto del 1848, quale costituzione flessibile, derogabile dalla legislazione ordinaria) si impongono senz’altro a tutte le altre fonti (il cui contrasto con i principi e norme costituzionale ne produce l’invalidità).

La Costituzione può essere modificata da leggi adottate attraverso lo speciale procedimento di cui all’art. 138 (c.d. leggi di revisione costituzionale) .

Le leggi adottate attraverso lo stesso procedimento anche al di fuori dalle materie contemplate nella Costituzione (leggi costituzionali) assumono la medesima collocazione gerarchica delle prime.

Le leggi di revisione e altre leggi costituzionali (art. 138) sono pertanto equiparate alla Costituzione quanto alla loro forza formale nei confronti di tutte le altre fonti dell'ordinamento positivo (alle quali tutte, sono sovraordinate), ma trovano a loro volta dei limiti nella Costituzione (ciò per cui esse sono passibili del giudizio di costituzionalità), in termini di oggetto (vi sono materie sottratte alla revisione: forma repubblicana, art. 139; diritti inviolabili, artt.2 e ss.) e in termini di principi: quelli supremi dell'ordinamento costituzionale vincolano anche le leggi di rango costituzionale (Corte Cost. 1146/1988).

Il secondo ordine “gerarchico” delle fonti è dato dalle leggi (o leggi ordinarie, per distinguerle da quelle costituzionali) e degli atti aventi forza di legge (art. 134). Le leggi sono rispettivamente dello Stato e delle regioni, con reciproci rapporti in termini di competenza.

Secondo il nuovo testo dell’art. 117 (L. cost. 3/2001) solo alcune fondamentali materie sono riservate alla legge dello Stato, ricadono cioè nella competenza legislativa esclusiva (art. 117, 2 ° co.). Altre materie sono, invece, riservate alle leggi dello Stato limitatamente alla determinazione dei principi fondamentali (potestà legislativa concorrente : art. 117, 3° co.); le restanti materie, quelle cioè non espressamente elencate nei due commi citati, sono riservate alla potestà legislativa delle Regioni (c.d. residuale, secondo alcuni, esclusiva): art 117, 4° co.

Le leggi ordinarie sono atti formali, approvati dalle Camere, secondo il procedimento esplicitato dall’art. 70 e ss Cost. nonché dai regolamenti parlamentari e promulgati dal presidente della repubblica. Attraverso le leggi ordinarie, atti cioè emanati del Parlamento quale organo rappresentativo della sovranità popolare, si esercita per regola la funzione legislativa (art. 70).

In casi eccezionali (divenuti tuttavia nella recente esperienza così frequenti da produrre, di fatto, una modificazione della predette regola) la funzione legislativa può essere esercitata dal Governo, mediante decreti legge e i decreti legislativi. I decreti legge (art. 77 Cost), sono atti legislativi del Governo che possono essere adottati in caso di necessità e di urgenza, e sono sottoposti alla conversione delle Camere, che deve avvenire, a pena di decadenza ex tunc del decreto, entro 60 gg. dalla pubblicazione di quello (la prassi abnorme della reiterazione dei decreti legge non convertiti, è stata sanzionata dalla Corte cost. sent. 360/1996); i decreti legislativi (art. 76 Cost.), invece, sono adottati dal Governo, sulla base della delegazione conferita con legge, che stabilisce oggetto, principi e criteri direttivi, nonché il termine entro la quale la delegazione stessa può essere esercitata.

Decreti legge e decreti legislativi sono emanati dal Presidente della Repubblica e sono equiparati alla legge quanto al loro valore formale.

Le norme da essi prodotti sono norme legislative a tutti gli effetti ed essi come atti giuridici sono sottoposti al medesimo regime della legge (e così ad es., il giudizio circa la validità di dette fonti è riservato alla Corte costituzionale) e alla loro forza (c.d. forza di legge), come capacità di produrre norme che si impongono su tutte le altre prodotte da fonti di pari grado precedenti, e da fonti inferiori (secondo il diverso schema dell'abrogazione dell' invalidità).

Le leggi regionali operano nella sfera di competenza fissata dalla Costituzione e, per le regioni speciali, dalle leggi costituzionali di approvazione dei relativi Statuti. Esse sono subordinate alle leggi dello Stato, ma a queste equiparate e dotate del medesimo valore formale. Salvi i casi di potestà legislativa esclusiva delle Regioni (art. 117, 4° co.), le leggi regionali sono limitate, nella loro capacità di produzione normativa, dai principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato nelle diverse materie (legislazione regionale concorrente).

La riforma costituzionale del 2001 (L. cost. 3/2001), ha ampliato lo spazio normativa della legge regionale, estendendo le materie di competenza "esclusiva" o residuale, a tutte quelle non espressamente enumerate ed estendendo altresì l'ambito delle materie di competenza legislativa concorrente (prima circoscritte all'elenco dell'art. 117) a settori fondamentali per l'assetto economico e sociale del Paese (dall'energia alle telecomunicazioni, alle grandi infrastrutture, etc.). E ha soppresso il sistema dei controlli statali sulle leggi regionali, ormai soggette, come le leggi statali, al solo sindacato della Corte costituzionale (art. 127).

Leggi ordinarie, altri atti normativi statali aventi forza di legge, e leggi regionali, compongono complessivamente l'area della legge, nel sistema delle fonti da noi vigente, area di produzione normativa cui numerose materie sono riservate dalla Costituzione (riserve di legge).

Altre fonti primarie, sono i regolamenti delle Camere, della Presidenza della Repubblica, della Corte costituzionale).

In diritto amministrativo sono molteplici le materie riservate alla legge, secondo la normativa costituzionale. Secondo una tradizionale configurazione del principio di legalità, ogni potere amministrativo (nel cui esercizio si esprime l'attività amministrativa regolata da norme di diritto pubblico) deve essere previsto e disciplinato, salvo che nella parte di dettaglio, da norme di legge. Questa impostazione è stata in parte superata nell'evoluzione più recente dell'ordinamento positivo; e il principio di legalità ha assunto il nuovo significato di principio che impone la predeterminazione normativa (ma non necessariamente con legge) dei casi di esercizio dei poteri amministrativi, salvi determinati limiti posti dalla Costituzione.



gerarchia delle fonti, le leggi regionali
Le leggi regionali

Commentaires


bottom of page