top of page

LE INDAGINI PRELIMINARI

Le indagini preliminari sono strumentali all’esercizio dell’azione penale.

Sull’esito delle indagini, viene formulata la incriminazione (art. 405 c.p.p.).

Nelle indagini preliminari si acquisiscono solo le fonti di prova, capaci di divenire prova in dibattimento.

Gli atti delle indagini preliminari (es. sommarie informazioni rese da persone informate dei fatti; interrogatorio dell'imputato) non sono utilizzabili nel dibattimento (salvo alcune eccezioni).

Gli atti delle indagini sono pienamente utilizzabili in fasi precedenti al dibattimento o in taluni riti speciali.

  • Sono utilizzabili e valutabili dal G.I.P. in tema di misure cautelari, personali o reali.

  • Sono utilizzabili le intercettazioni di comunicazioni telefoniche

  • Sono utilizzabili per emettere il decreto di archiviazione

  • Sono utilizzabili dal G.I.P. per ammettere il giudizio immediato, da celebrarsi poi innanzi al giudice dibattimentale.


In sede di udienza preliminare, il G.U.P., in relazione “ad una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca”, fonda le sue valutazioni sull’intero fascicolo del P.M. per:

  • la sentenza di non luogo a procedere ovvero

  • il decreto che dispone il giudizio dibattimentale


In sede di udienza predibattimentale, gli atti sono utilizzabili dal Giudice per poter:

  • pronunciare sentenza di non luogo a procedere, quando gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna.

  • decidere sulla richiesta di giudizio abbreviato, di applicazione della pena su richiesta delle parti, di sospensione del processo con messa alla prova, nonché di domanda di oblazione (ai sensi dell’art. 554-ter c.p.p. co. 1)

  • pronunciare provvedimento di prosecuzione del giudizio dibattimentale (sulla forma del provvedimento, nulla dice la legge, ma è evidente che trattandosi di atto privo di motivazione, deve assumere la forma del decreto).


Nel patteggiamento, giudizio abbreviato, condanna per decreto, il giudice fonda la sua decisione sugli atti dell’indagine.


Gli atti delle indagini preliminari hanno valenza probatoria anche in dibattimento:

  • atti di P.G. irripetibili o che sono divenuti irripetibili

  • dichiarazioni rese dai testi o dalle parti alla P.G. e al P.M. dopo le contestazioni dibattimentali


Il procedimento ordinario è fondato sulla scansione di:

  • indagini preliminari

  • udienza preliminare o udienza predibattimentale

  • udienza dibattimentale


L'art. 407-bis c.p.p.

Il procedimento, se non sussistono i presupposti per la richiesta di archiviazione,

si converte in processo, quando il P.M. esercita l’azione penale, formulando l’imputazione nei confronti dell’indagato, che diventa così imputato, ed investendo, così, del processo un giudice.

Il P.M. da dominus dell’azione penale, diventa parte processuale.


IL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI (G.I.P.)

Nei casi previsti dalla legge, il G.I.P. decide sulle richieste del P.M., delle parti private e della persona offesa.

E' organo monocratico.

Le funzioni del G.I.P.:

  • funzione di controllo del termine di svolgimento delle indagini

  • funzione di controllo sull’esercizio dell’azione penale (se il P.M. avanza richiesta di archiviazione del procedimento o se il P.M. esercita l’azione penale)

  • funzione di garanzia dei diritti dell’indagato (è il G.I.P. che autorizza l'applicazione delle misure cautelari)

  • funzione di giudizio quando si svolge dinnanzi a lui il patteggiamento o il giudizio abbreviato.

Nei processi di criminalità organizzata, le funzioni del G.I.P. e del G.U.P. sono espletate da un Magistrato del tribunale del Capoluogo del Distretto di Corte d'Appello.



Le indagini preliminari
Le indagini preliminari

Commentaires


bottom of page