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LE IMPUGNAZIONI IN GENERALE

Le impugnazioni in generale

L'attività del giudice può essere inficiata sia da errori di fatto, che di diritto.

Il codice prevede 3 gradi di giudizio (2 di merito e 1 di legittimità).

Il sistema delle impugnazioni si ispira ai seguenti caratteri:

  • Tassatività

  • Interesse a impugnare

  • Convertibilità dell’impugnazione

  • Ricorribilità immediata in Cassazione

  • Rinunciabilità dell’impugnazione


TASSATIVITA’

I mezzi di impugnazione e i casi di impugnabilità sono solo quelli espressamente stabiliti dalla legge.

  • In deroga a questo principio, la giurisprudenza ha ammesso che è sempre proponibile ricorso per Cassazione avverso i provvedimenti abnormi

Sono sempre soggetti a ricorso per Cassazione i provvedimenti in tema di libertà personale e le sentenze, anche quando sono inappellabili.

Le sentenze, in tema di giurisdizione e competenza, sono ricorribili per Cassazione solo a seguito di conflitto sulla giurisdizione o di competenza.

Il principio di tassatività va inteso secondo due punti di vista:

Punto di vista soggettivo:

  • il diritto di impugnare spetta solo alla parte a cui la legge lo conferisce espressamente (ad es. il P.M. non può appellare la sentenza di condanna resa nel rito abbreviato)

  • se la legge non distingue tra le varie parti, il diritto spetta a tutte.

Punto di vista oggettivo: 

  • è la legge che deve indicare se un provvedimento è impugnabile e con quale mezzo (ad es. la sentenza di patteggiamento è impugnabile solo con ricorso per Cassazione, salvo il caso di dissenso del P.M. che può appellare la sentenza di condanna).

INTERESSE A IMPUGNARE

Si può proporre impugnazione solo se vi è un interesse concreto, diretto e personale ad impugnare.

C’è interesse tutte le volte in cui la modifica richiesta della decisione produce un effetto pratico più vantaggioso per la parte legittimata all’impugnazione.

Il difetto dell’interesse determina l’inammissibilità dell’impugnazione.


CONVERTIBILITA’ DELL’IMPUGNAZIONE

L’intento di gravame è prevalente rispetto agli errori di identificazione di mezzo o di giudice. Infatti: 

  • l’impugnazione, proposta a un giudice incompetente, si considera come validamente formulata al giudice competente (devono essere trasmessi gli atti al giudice competente)

  • un’errata qualificazione del mezzo di gravame, dalla parte impugnante, non è da ostacolo alla automatica conversione ope legis nel mezzo più appropriato (568 comma 5)

  • Conversione del ricorso per Cassazione in appello (580): il ricorso si converte in appello, quando avverso la sentenza vengono esperiti mezzi di impugnazione diversi (conversione ammissibile solo se la pluralità di impugnazioni riguarda reati connessi).


RICORRIBILITA’ IMMEDIATA IN CASSAZIONE

La parte che ha diritto di appellare ha facoltà di proporre ricorso ad saltum in Cassazione.

  • Non è consentito però, il saltum per censure relative alla mancata assunzione di una prova decisiva e al vizio di motivazione.

  • Inoltre occorre una dichiarazione delle parti, di rinunciare all’appello convertendolo per ricorso.


RINUNCIABILITA’ DELL’IMPUGNAZIONE (589)

Il P.M. può rinunciare all’impugnazione fino all’apertura del dibattimento o prima dell’inizio della discussione.

Le parti private possono rinunciare all’impugnazione anche per mezzo di procuratore speciale.

Il P.M. può rinunciare al mezzo azionato di gravame da altro P.M.


LEGITTIMAZIONE AD IMPUGNARE

Legittimati ad impugnare sono:

  • le Parti

  • i Soggetti che vantano un particolare interesse al thema decidendum.


IMPUGNAZIONE DEL PUBBLICO MINISTERO

Nelle indagini preliminari e nel corso del giudizio di primo grado, le funzioni di P.M. sono esercitate da magistrati della procura della repubblica presso il tribunale.

Nei giudizi di impugnazione:

  • le funzioni di P.M. sono esercitate da magistrati della procura generale presso la corte di appello e la corte di Cassazione

L’impugnazione può essere proposta:

  • dal procuratore della Repubblica, avverso le sentenze di primo grado

  • dal procuratore Generale, avverso le sentenze della Corte d'appello.

  • il procuratore generale può proporre impugnazione anche quando il procuratore della repubblica abbia fatto acquiescenza alla sentenza, salvo quanto previsto dall'articolo 593-bis, comma 2 c.p.p.

Il D.lgs. 6 febbraio 2018, n. 11 ha introdotto l’art. 593-bis c.p.p., il quale indica, al comma 1, che le sentenze del G.I.P., del Tribunale e della Corte di Assise, possono essere appellate solo dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale.

Al comma 2, invece, l’art. 593-bis specifica che il Procuratore generale presso la Corte d'Appello può appellare solo in caso di avocazione e di acquiescenza del Procuratore della Repubblica.

  • Il potere di impugnare spetta anche al P.M., persona fisica, che ha rappresentato l’accusa nel relativo grado di giudizio.

Ai sensi dell’art. 568 comma 4-bis, il pubblico ministero può propone impugnazione diretta a conseguire effetti favorevoli all'imputato solo con ricorso per Cassazione.


IMPUGNAZIONE DELL'IMPUTATO

Può esercitare il diritto di impugnazione sia personalmente, sia attraverso un procuratore speciale.

Il difensore è legittimato ad impugnare se l’imputato l’ha nominato o se riveste la qualità al momento della impugnazione.

Per l’imputato incapace, potere di impugnazione spetta al tutore o curatore speciale.

L’imputato può togliere efficacia all’impugnazione proposta dal suo difensore.


IMPUGNAZIONE DELLA PARTE CIVILE E DELLE ALTRE PARTI

La Parte civile può proporre impugnazione sia in caso di condanna che di proscioglimento, ma limitatamente ai capi della sentenza che riguardano l’azione civile.

L’art. 1-bis del novellato art. 573 c.p.p. stabilisce che la sentenza è impugnata per i soli interessi civili, il giudice d’appello e la Corte di cassazione, se l’impugnazione non è inammissibile, rinviano per la prosecuzione, rispettivamente, al giudice o alla sezione civile competente, che decide sulle questioni civili utilizzando le prove acquisite nel processo penale e quelle eventualmente acquisite nel giudizio civile.

  • Per quanto attiene ai capi penali della sentenza, la parte civile non è legittimata all’impugnazione.

  • Può sollecitare il P.M. con una richiesta motivata (se il P.M. non intende impugnare deve notificare le sue ragioni al richiedente)

Il difensore della parte civile può autonomamente proporre impugnazione, sebbene nella procura speciale non si faccia espresso riferimento a tale potere.

  • Tuttavia, ai sensi dell’art. 1-ter dell’art. 581, tutte le parti private, e dunque anche il difensore della parte civile, deve, a pena di inammissibilità, depositare una nuova dichiarazione o elezione di domicilio.

Il Responsabile civile e il civilmente obbligato per la pena pecuniaria possono proporre impugnazioni, con obbligo di nuova dichiarazione o elezione di domicilio, sia per le statuizioni civili che per quelli penali.

  • Tranne nel caso in cui l’imputato sia stato condannato, ma responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria siano stati prosciolti dalla responsabilità civile.

La Persona offesa e gli enti esponenziali non possono impugnare la sentenza. Al massimo, possono sollecitare il P.M. a farlo.

Il querelante, se condannato alle spese per assoluzione dell’imputato, può impugnare la sentenza solo in relazione a tale capo.


FORME, TERMINI E INAMMISSIBILITA’

Forma di presentazione:

  • i difensori hanno l'obbligo di deposito telematico (ai sensi dell’art. 111-bis c.p.p.).

  • le parti private, invece, possono presentarlo in forma analogica personalmente, anche a mezzo di incaricato, nella cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato (art. 582 c.p.p.).

Contenuto dell’atto di gravame, previsto dall’art. 581 c.p.p., a pena di inammissibilità:

  • capi e punti della decisione a cui si riferisce l’impugnazione

Capi della sentenza: il capo rappresenta la singola imputazione;

Punto della sentenza: il punto è identificabile in un argomento di fatto o di diritto oggetto di trattazione.

  • le richieste (es. assoluzione, riduzione di pena), anche istruttorie

  • motivi di doglianza, con specifica indicazione delle ragioni di fatto e di diritto

  • indicazione delle prove delle quali si deduce l’inesistenza, l’omessa assunzione o l’omessa o erronea valutazione;

L’appello è inammissibile per mancanza di specificità dei motivi quando, per ogni richiesta, non sono enunciati in forma puntuale ed esplicita i rilievi critici in relazione alle ragioni di fatto o di diritto espresse nel provvedimento impugnato, con riferimento ai capi e punti della decisione ai quali si riferisce l’impugnazione (art. 581 co. 1 c.p.p.).

Con l’atto d’impugnazione delle parti private e dei difensori, è depositata, a pena d’inammissibilità, la dichiarazione o elezione di domicilio, ai fini della notificazione del decreto di citazione a giudizio (art. 581 co. 1-ter c.p.p.).

Termini:

  • il dies a quo decorre dal termine previsto per giudice per il deposito della sentenza. L’art. 585 c.p.p. prevede i seguenti termini per proporre impugnazione:

  • 15 giorni per i provvedimenti decisi in camera di consiglio o per le sentenze la cui motivazione sia stata letta in udienza insieme col dispositivo. Per procedimenti camera di consiglio, il termine decorre dalla comunicazione al P.M. o dalla notificazione alle parti private, dell’avviso di deposito del provvedimento. In caso di redazione contestuale della motivazione, il termine decorre dalla lettura del provvedimento in udienza.

  • 30 giorni, quando la motivazione della sentenza è stata depositata successivamente all’udienza di deliberazione.

  • 45 giorni, quando si tratta di sentenza con motivazione complessa, per la quale il termine di deposito per il giudice può raggiungere i 90 giorni.

I termini per impugnare una sentenza possono essere così riassunti:

  • In caso di procedimenti in camera di consiglio: il termine per impugnare è di 15 giorni che decorre dal deposito della sentenza

  • Sentenza con motivazione contestuale: 15 giorni dal giorno del deposito della sentenza.

  • Se il giudice non indica il termine per il deposito delle motivazioni della sentenza, il termine per impugnare è di 30 giorni, decorrenti dal giorno in cui è stata depositata la sentenza.

  • Se il giudice, deposita le motivazione oltre i 15 giorni dal deposito del dispositivo, occorre l’avviso di deposito della sentenza notificato all’imputato.

In caso di procedimenti in cui il Giudice fissa un termine per il deposito delle motivazioni della sentenza, il termine è di 45 giorni oltre i giorni presi dal giudicante.


Si tratta di termini stabiliti a pena di decadenza: la loro inosservanza determina inammissibilità dell’impugnazione (con declaratoria di inammissibilità).


I termini di impugnazione sono aumentati di quindici giorni per l’impugnazione del difensore dell’imputato giudicato in assenza (art. 585 c.p.p.);

Inoltre, come dispone il comma 4 dell’art. 585 c.p.p., fino a quindici giorni prima dell'udienza, possono essere presentati nella cancelleria del giudice della impugnazione motivi nuovi, con le forme previste dall'articolo 582 (dunque, con le sole modalità telematiche per i difensori, e per le parti private mediante deposito telematico o analogico presso la cancelleria).

L'inammissibilità dell'impugnazione si estende ai motivi nuovi.


Sono cause di inammissibilità dell’impugnazione:

  • mancanza di legittimazione o di interesse a impugnare

  • la non impugnabilità del provvedimento

  • il mancato rispetto delle forme e dei termini per impugnare

  • la rinuncia all’impugnazione

  • mancanza di specificità dei motivi quando, per ogni richiesta, non sono enunciati in forma puntuale ed esplicita i rilievi critici in relazione alle ragioni di fatto o di diritto espresse nel provvedimento impugnato, con riferimento ai capi e punti della decisione ai quali si riferisce l'impugnazione

  • mancanza di deposito, per le parti private, della nuova dichiarazione o elezione di domicilio per l’appello

  • Se si è proceduto in assenza dell’imputato, è causa di inammissibilità, la mancanza di specifico mandato ad impugnare, rilasciato dopo la pronuncia della Sentenza, contenente la dichiarazione o elezione di domicilio.

E’, inoltre, causa di inammissibilità, la mancata enunciazione:

  • dei capi o dei punti della decisione ai quali si riferisce l'impugnazione;

  • delle prove delle quali si deduce l'inesistenza, l'omessa assunzione o l'omessa o erronea valutazione;

  • delle richieste, anche istruttorie;

  • dei motivi, con l'indicazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sorreggono ogni richiesta

L'inammissibilità è dichiarata dal giudice ad quem, che ordina:

  • l’esecuzione del provvedimento impugnato

  • la condanna alle spese a carico della parte che ha proposto impugnazione.

L'ordinanza di inammissibilità è ricorribile per Cassazione.


EFFETTI DELL’IMPUGNAZIONE

Alla proposizione dell’impugnazione, conseguono gli effetti:

  • sospensivo

  • devolutivo

  • estensivo


Effetto sospensivo

Produce una paralisi dell’esecuzione del provvedimento, sia durante il termine per impugnare, sia durante il giudizio di impugnazione.

  • Tale effetto non si produce per i provvedimenti in tema di libertà personale


Effetto devolutivo

Concerne l’ampiezza di cognizione del giudice di impugnazione, che può estendersi:

  • all’intera materia trattata dal primo giudice (effetto interamente devolutivo)

  • ovvero a parte di essa (effetto parzialmente devolutivo)

Il giudice del gravame ha cognizione nei limiti del devoluto (tantum devolutum, quantum appellatum).

Tali limiti sono determinati dalle parti che devono indicare i capi e i punti della decisione impugnati ed i motivi di gravame.

Tale ambito di cognizione non è più modificabile:

  • infatti i motivi nuovi presentabili devono, a pena di inammissibilità, essere ricollegati ai capi e punti della sentenza già impugnati.


Effetto estensivo

Sta a indicare che la proposizione del gravame è idonea a determinare effetti anche su parti diverse da quella che ha impugnato.

Esempio di effetti estensivi dell’impugnazione:

  • ex art. 587, nel caso di concorso di più persone in uno stesso reato, l’impugnazione proposta da uno degli imputati, giova anche agli altri (purché non sia fondata su motivi esclusivamente personali).



impugnazioni in generale
Le impugnazioni in generale

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