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La "sede" della persona fisica. La cittadinanza. La scomparsa, l'assenza e la morte presunta.

Aggiornamento: 12 dic 2023

Il luogo o i luoghi, in cui la persona fisica vive o svolge la propria attività, assumono rilievo giuridico, sia ai fini del diritto sostanziale (es. art. 456 c.c. in tema di apertura della successione; art. 1182, comma 3, c.c. in tema di adempimento delle obbligazioni pecuniarie), sia per il diritto processuale (es. art. 18 c.p.c. in tema di determinazione del luogo di notificazione degli atti processuali).

L'art. 43 c.c. distingue tre tipologie di "sede" della persona fisica:

  1. il domicilio

  2. la dimora

  3. la residenza

Nei fatti, dette sedi possono coincidere (come capita normalmente), tuttavia rappresentano concetti logicamente differenti.


IL DOMICILIO è la sede principale di affari e interessi (patrimoniali e non) della persona (art. 43, comma 1, c.c.). Non è necessaria la presenza fisica della persona per eleggere domicilio.

Si distingue in:

  • domicilio volontario e domicilio legale (es. art. 45, comma 2, c.c. "domicilio del minore")

  • domicilio generale e domicilio speciale per certi atti o affari (es. art. 2839, comma 2, c.c. "creditore ipotecario")

Il domicilio generale è necessariamente unico.

L'elezione di un domicilio speciale deve farsi in maniera espressa e forma scritta (art. 47, comma 3, c.c.)


LA RESIDENZA è il luogo in cui la persona vive abitualmente (elemento soggettivo) e volontariamente (elemento soggettivo). Si distingue dalla dimora, che è il luogo in cui la persona attualmente abita (es. lavoratore stagionale).

La residenza deve essere dichiarata all'anagrafe del Comune (art. 31 disp. att. c.c.; artt. 6 e 13 del DPR n. 223 del 1989). Le risultanze anagrafiche hanno valore di presunzione semplice, superabile con ogni mezzo (Consiglio di Stato sentenza n. 5918 del 2011).


LA CITTADINANZA è la situazione di appartenenza di una persona a un determinato Stato.

In Italia è disciplinata dalla Legge n. 91 del 1992 e dal relativo regolamento di esecuzione, approvato con D.P.R. n. 572 del 1993.

Le modalità di acquisto della cittadinanza italiana sono individuate dalla legge n. 91 del 1992 agli articoli 1 - 10 bis). Vi è un costante dibattito politico riguardo alle modalità di acquisto della cittadinanza, da ultimo il c.d. ius scholae.

Le modalità di perdita della cittadinanza italiana sono individuate dalla legge n. 91 del 1992 all'art. 12. Non è legittima la previsione della perdita della cittadinanza per motivi politici (art. 22 Cost.) ed è ammessa la doppia cittadinanza (art. 11, legge n. 91 del 1992).

Per quanto attiene alla condizione dello straniero in Italia, bisogna distinguere fra stranieri cittadini di uno Stato dell'Unione Europea e cittadini extracomunitari.

I cittadini UE hanno diritto di libera circolazione e soggiorno e ad essi sono riconosciuti gli stessi diritti civili del cittadino italiano.

I cittadini extracomunitari hanno diritto di asilo nel caso in cui nel loro Paese di origine sia impedito l'effettivo esercizio delle libertà democratiche riconosciute dalla Costituzione italiana (art. 10, comma 3, Cost.). Non possono essere estradati per reati politici (art. 10, comma 4, Cost.). Sono loro riconosciuti i diritti della persona umana (art. 2, comma 1 del D.lgs. n. 286 del 1998). Viene loro garantita parità di trattamento rispetto ai lavoratori cittadini italiani (art. 2, comma 3, D.lgs. n. 286 del 1998). Opera per loro la condizione di reciprocità (art. 16 Preleggi).


SCOMPARSA, ASSENZA E MORTE PRESUNTA

Può accadere che si perdano le tracce di una persona fisica per un periodo di tempo significativo: in questi casi, l'ordinamento si preoccupa di disciplinare i rapporti giuridici che le facevano capo. In particolare, a seconda del tempo decorso dall'ultima notizia della persona, si distingue fra:

  • Scomparsa

  • Assenza

  • Morte presunta

La scomparsa (art. 48 c.c.) presuppone l'allontanamento dal luogo di domicilio o residenza e l'assenza di notizie per un lasso di tempo, non giustificabile nel caso concreto.

La scomparsa viene dichiarata con sentenza del Tribunale dell'ultimo domicilio o residenza (art. 721 c.p.c.), e il Tribunale stesso può dettare i provvedimenti necessari alla conservazione del patrimonio dello scomparso (es. nomina di un curatore - rappresentante).

Il ritorno della persona scomparsa determina automaticamente la cessazione di tutti gli effetti della scomparsa.


L'assenza (artt. 49 ss. c.c.) presuppone l'allontanamento dal luogo di domicilio o residenza e l'assenza di notizie da oltre due anni.

L'assenza viene dichiarata con sentenza del Tribunale dell'ultimo domicilio o residenza (art. 724 c.p.c.). Se richiesto da un interessato o dal P.M., il Tribunale ordina l'apertura degli atti di ultima volontà dell'assente (art. 50 c.c.). I potenziali eredi o legatari possono domandare l'immissione nel possesso dei beni (art. 50 c.c.) e viene conferito loro il potere di gestione e godimento (es. frutti, rendite), il potere di disposizione solo previa autorizzazione del tribunale, concessa nel caso di necessità o utilità evidente (art. 52 c.c.). La dichiarazione di assenza provoca automaticamente lo scioglimento della comunione legale (art. 191, comma 1, c.c.) e del fondo patrimoniale.

Il ritorno o la prova dell'esistenza della persona determina automaticamente la cessazione di tutti gli effetti dell'assenza, salvi però gli effetti degli atti di disposizione legittimamente posti in essere (art. 56 c.c.) e lo scioglimento della comunione legale.


La morte presunta (artt. 58 ss. c.c.) presuppone l'allontanamento dal luogo di domicilio o residenza e l'assenza di notizie da oltre 10 anni (art. 58 c.c.), ridotti a 2 nel caso di infortunio o eventi bellici (art. 60 c.c.). La morte presunta viene dichiarata con sentenza del Tribunale dell'ultimo domicilio o residenza (art. 726 c.p.c.). e determina automaticamente gli stessi effetti della morte naturale e in particolare: i potenziali eredi e legatari conseguono la piena titolarità dei diritti del morto presunto (artt. 63, 64 c.c.), fermo l'obbligo di inventario (art. 72 c.c.), l'eventuale matrimonio si scioglie (art. 65 c.c.).

Il ritorno o la prova dell'esistenza della persona dichiarata morta presunta deve essere dichiarato con sentenza del Tribunale dell'ultimo domicilio o residenza (artt. 67 c.c. e 726 c.p.c.). La sentenza determina il venir meno di tutti gli effetti della morte presunta, salvi gli effetti degli atti di disposizione dei beni e lo scioglimento del matrimonio (ferma la disciplina del c.d. matrimonio putativo, artt. 68 e 128 c.c.).

Scomparsa, assenza e morte presunta
Scomparsa, Assenza, Morte presunta

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