top of page

La riserva di legge (Art. 25, comma 2, Costituzione)

Aggiornamento: 12 dic 2023

Art. 25, secondo comma, Costituzione:

[2] Nessuno può essere punito se non in forza di una legge [...]


La legge è la fonte di produzione delle norme giuridico penali.


Ma a quale tipo di legge si deve far riferimento?


Ci sono alcune questioni problematiche a cui bisogna cercare di fornire una risposta:

  1. Per legge deve intendersi solo la legge statale o anche la legge regionale?

  2. Per legge si fa riferimento solo alle leggi statali o anche alle leggi e norme sovranazionali?

  3. La riserva di legge è assoluta o relativa?

Al primo quesito, la risposta è che solo la legge statale può essere fonte di produzione di norme penali, e questo per tre motivi:

  • Solo il Parlamento nazionale, in quanto rappresentativo di tutti i cittadini, ha la facoltà di utilizzare l'arma della pena per punire determinati comportamenti.

  • Principio di uguaglianza (art. 3 Cost.) e Unità della Repubblica (art. 5 Cost.): deve essere garantita uniformità della disciplina penale sul territorio nazionale.

  • Art. 117, comma 2, lett. I) Costituzione: Lo Stato ha competenza esclusiva in materia penale.

Al secondo quesito, si deve rispondere che le fonti euro-unitarie non possono contenere norme penali. Stesso discorso vale per le altre fonti sovranazionali, le quali non possono produrre norme penali direttamente applicabili in Italia (unica eccezione, sul punto, riguarda il Trattato istitutivo della Corte penale internazionale).


Al terzo quesito, si può rispondere che:

  • il Decreto-legge può produrre norme penali, in quanto in caso di conversione, dello stesso, in legge, vengono adottate tutte le garanzie del procedimento legislativo, mentre in caso di mancata conversione esso decade ex tunc. Occorre precisare che, sul punto, non mancano opinioni contrarie che ritengono che nel periodo antecedente la conversione vengono di fatto annullate le garanzie costituzionali e che in caso di conversione o di conversione con modifiche possono insorgere gravi problemi interpretativi. Alle precedenti obiezioni, si può aggiungere che il decreto-legge pone un problema di contraddizione in tema di "materia penale", nella quale la normazione richiederebbe un'adeguata ponderazione, pertanto il decreto-legge dovrebbe essere adottato soltanto in casi straordinari di necessità e urgenza. Nei fatti, comunque la si pensi, il decreto-legge viene costantemente utilizzato in materia penale.

  • il Decreto legislativo può produrre norme penali, dal momento che con la legge-delega, il Parlamento mantiene il proprio ruolo nelle scelte punitive, inoltre la Corte Costituzionale mantiene la possibilità di svolgere il proprio sindacato sulla legge-delega. Tuttavia, anche su questo punto, esistono tesi contrarie che sostengono che, in caso di delega ampia e generica, al Governo viene data troppa discrezionalità sulle scelte punitive. Facendo riferimento all'art. 76 della Costituzione, il decreto legislativo dovrebbe essere consentito soltanto per oggetti definiti; pertanto, nella prospettiva costituzionale, non è strumento per interventi ad ampio raggio. Nella prassi, anche il decreto legislativo, così come il decreto-legge, è costantemente utilizzato in materia penale.

Infine, in risposta all'ultimo quesito, si può affermare che la riserva di legge, prevista dall'art. 25, comma 2, della Costituzione, è una riserva tendenzialmente assoluta, pur spettando alla legge tutte le scelte punitive, d'altro canto, è ammesso il rinvio ad atti sub-legislativi, ove sia necessaria una tempestiva precisazione tecnica di singoli elementi di reato.

riserva di legge in materia penale
Riserva di legge

Comments


bottom of page