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La responsabilità oggettiva

Aggiornamento: 15 dic 2023

Si ha responsabilità oggettiva quando sono derogati uno o più criteri della colpevolezza, ossia:

  • imputabilità

  • dolo o colpa

  • esigibilità della condotta conforme alle aspettative dell'ordinamento giuridico (assenza di scusanti)

  • conoscenza o conoscibilità della legge penale


Responsabilità oggettiva nel Codice Rocco

Nel codice penale del 1930, vi erano numerose e significative ipotesi di responsabilità oggettiva.

Spesso, ipotesi in cui l'elemento del fatto, imputato oggettivamente, è conseguenza ulteriore e non voluta della propria condotta, già di per sé costituente autonomo reato.


Esempi

Art. 584 c.p. (Omicidio preterintenzionale)

Art. 82 c.p. (Aberratio ictus).


La ratio seguita è:

"Versanti in re illicita imputantur omnia quae sequuntur ex delicto",

che tradotto significa: "Tutto ciò che consegue dal reato è imputato alla persona coinvolta nell'atto illecito".

Si risponde, cioè, di tutte le conseguenze causalmente collegate alla condotta.


Responsabilità oggettiva nella Costituzione

Nessuna disposizione della Costituzione enuncia espressamente il principio di colpevolezza, tuttavia, dal principio secondo cui la responsabilità penale è personale (articolo 27, primo comma, Cost.) si desume:

  • il divieto di responsabilità per fatto altrui

  • il riconoscimento del principio di colpevolezza


Responsabilità oggettiva dopo la Costituzione


La sentenza della Corte Costituzionale, numero 364 del 1988

  • sancisce l'illegittimità costituzionale dell'articolo 5 c.p. (ignoranza della legge penale) "nella parte in cui non esclude, dall'inescusabilità dell'ignoranza della legge penale, l'ignoranza inevitabile" precisando che "va di volta in volta [...] stabilito quali sono gli elementi più significativi della fattispecie che non possono non essere "coperti" almeno dalla colpa"

  • offre un'interpretazione storica dell'articolo 27, primo comma, Cost.

  • offre un'interpretazione sistematica dell'articolo 27, primo comma, Cost. (in collegamento con l'articolo 25, comma due, e 27, comma tre, Cost.


La sentenza della Corte costituzionale, numero 1085 del 1988

  • precisa e riprende la sentenza della Corte Costituzionale, numero 364 del 1988, affermando che " tutti e ciascuno degli elementi che concorrono a contrassegnare il disvalore della fattispecie siano soggettivamente collegati all'agente (siano, cioè, investiti dal dolo o dalla colpa) e [...] allo stesso agente rimproverabili e cioè anche soggettivamente disapprovati".



Responsabilità oggettiva e legislatore

Nonostante le pronunce della Corte costituzionale il legislatore non ha provveduto all'eliminazione di tutte le ipotesi tradizionalmente considerate di responsabilità oggettiva.

Si è limitato a interventi puntuali, ad esempio:

  • Nel 1958, riformulazione dell'articolo 57 c.p. (stampa, responsabilità del direttore e del vicedirettore)

  • Nel 1990, riformulazione dell'articolo 59 c.p. (imputazione delle circostanze aggravanti)

  • Nel 2012, riformulazione dell'articolo 609-sexies (ignoranza dell'età della persona offesa)


La giurisprudenza ordinaria (Cassazione in primis)

La giurisprudenza provvede, a volte, a un'interpretazione correttiva, conforme a Costituzione, delle ipotesi di responsabilità oggettiva, altre volte, rimane aderente alla logica del "versari in re illicita".


CLASSICHE IPOTESI DI RESPONSABILITA' OGGETTIVA


Art. 586 c.p.

Morte o lesioni come conseguenza di altro delitto

[1] Quando da un fatto preveduto come delitto doloso deriva, quale conseguenza non voluta dal colpevole, la morte o la lesione di una persona, si applicano le disposizioni dell'articolo 83, ma le pene stabilite negli articoli 589 e 590 sono aumentate.


Problema dell'evento "morte"


Cass. SS.UU. n. 22676 del 2009 (caso Ronci)

"L'unica interpretazione conforme al principio costituzionale di colpevolezza è quella che richiede, anche nella fattispecie dell'articolo 586 c.p., una responsabilità per colpa in concreto [...] occorre pur sempre che il fatto costitutivo del reato colposo sia la conseguenza in concreto prevedibile ed evitabile dell'inosservanza di una regola cautelare"


La legge violata (che fonda la colpa specifica) può essere una legge penale?

Può esserlo soltanlo se ha contenuto cautelare, altrimenti si ricadrebbe di nuovo in responsabilità oggettiva.


Art. 584 c.p.

Omicidio preterintenzionale

[1] Chiunque con atti diretti a commettere uno dei delitti preveduti dagli articoli 581 e 582 cagiona la morte di un uomo è punito con la reclusione da dieci a diciotto anni.


Problema dell'evento "morte"


Due tesi:

  • Per la giurisprudenza di legittimità è sufficiente verificare la sussistenza del mero nesso causale fra le lesioni (articoli 581 c.p. e seguenti) e l'evento morte. (= Forma di responsabilità oggettiva)

  • Per la giurisprudenza di merito è necessario verificare anche la sussistenza della colpa rispetto all'evento morte. (= Principio di colpevolezza).



Art. 116 c.p.

Reato diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti

[1] Qualora il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde, se l'evento è conseguenza della sua azione od omissione.

[2] Se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave.


Problema del reato non voluto


Per il legislatore storico, è sufficiente verificare la sussistenza del mero nesso causale fra la condotta e l'evento del reato non voluto (Forma di responsabilità oggettiva, la cui ratio è il principio del "versari in re illicita", per una scelta politico-criminale).


Per la Corte costituzionale, è necessario accertare la "presenza anche di un coefficiente di colpevolezza" rispetto al reato non voluto in termini di prevedibilità logica del reato diverso. La prevedibilità era inizialmente intesa come in astratto, oggi prevale la tesi in concreto (Principio di colpevolezza).



Art. 82 c.p.

Offesa di persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta

[1] Quando per errore nell'uso dei mezzi di esecuzione del reato, o per un'altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella alla quale l'offesa era diretta, il colpevole risponde come se avesse commesso il reato in danno della persona che voleva offendere [...]


In caso di omicidio?

Si discute se sia:

  • responsabilità dolosa (articolo 82 c.p. (aberratio ictus) + 575 c.p. (omicidio)

  • responsabilità colposa (articolo 589 c.p. (omicidio colposo)


Per la Cassazione, nessun accertamento dell'elemento soggettivo è richiesto in relazione alla morte della vittima effettiva (quindi, è un'ipotesi di responsabilità oggettiva).



Reati aggravati dall'evento


Art. 591, terzo comma, c.p.

Abbandono di persone minori o incapaci

[3] La pena è della reclusione [...] da tre a otto anni [...] se ne deriva (dall'abbandono di una persona minore degli anni quattordici, ovvero una persona incapace, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, di provvedere a se stessa, e della quale abbia la custodia o debba avere cura) la morte.


Problema dell'evento morte


Per la giurisprudenza risalente, è sufficiente la prova del nesso causale tra abbandono e morte (responsabilità oggettiva).



Art. 572, terzo comma, c.p.

Maltrattamenti contro familiari o conviventi

[4] Se dal fatto (maltrattamento di persona della famiglia o comunque convivente, o di una persona sottoposta alla sua autorità, o a lui affidata per ragioni di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l'esercizio di una professione o di un'arte) deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a nove anni, se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni, se ne deriva la morte la reclusione da dodici a ventiquattro anni.


Problema dell'evento "lesioni" o "morte"


Secondo la giurisprudenza più recente, è necessaria anche la "addebitabilità soggettiva dell'evento" come necessità della "ricerca di quei sintomi concreti in base ai quali verificare la prevedibilità dell'azione suicida"

Nello specifico, occorre valutare la colpa per il tramite dell'applicazione dell'articolo 59, secondo comma, c.p. (aggravanti non conosciute o erroneamente supposte), previa qualificazione dell'evento non voluto (lesione/morte) quale "circostanza aggravante".


Si presenta, però, un inconveniente: il rischio della "bagatellizzazione" dell'evento lesione/morte (oggetto di una mera circostanza).



Ostacoli all'espansione della soluzione conforme a Costituzione relativa all'articolo 586 c.p.


La sentenza della Cassazione a Sezioni Unite, numero 22676 del 2009 (caso Ronci), relativa all'articolo 586 c.p. (morte o lesioni come conseguenza di altro reato) presenta a prima vista una forza argomentativa e una coerenza sistematica, idonee a riversarsi anche sulle altre ipotesi di responsabilità oggettiva.


Vi sono però anche dei significativi ostacoli:


Primo ostacolo: il "versari in re illecita" è come il "canto delle sirene":

  • è più facile trovare un compromesso tra concezione primitiva e concezione evoluta della responsabilità penale

  • In sede processuale è più semplice la prova

  • Altri motivi, quali: esigenze di risarcimento della vittima o dei superstiti, ed esigenze di prevenzione generale.


Secondo ostacolo: non è concepibile una colpa in attività illecita

  • Non è concepibile vietare una condotta e contemporaneamente indicarne le cautele (sul punto si può osservare, però, che non c'è contraddizione in un ordinamento che con una prima norma (la norma incriminatrice) vieta un'attività e, in subordine, con una seconda norma (la norma cautelare) impone di adottare le cautele per evitare conseguenze ulteriori

  • Non è concepibile il criminale quale "agente modello" (tuttavia anche qui si può obiettare che, in realtà, qualsiasi attività umana può essere esercitata sia in condizioni di liceità che in condizioni di illiceità (Cassazione SS.UU. numero 22676 del 2009, caso Ronci).


Terzo ostacolo: il dosaggio sanzionatorio

Il principio di colpevolezza consta di due componenti:

  • nessuna pena senza colpevolezza (an della pena)

  • nessuna pena oltre la misura della colpevolezza (quantum della pena)


La misura della pena prevista per le ipotesi di responsabilità oggettiva è sproporzionata (per eccesso) rispetto alla misura della colpevolezza espressa dal fatto concreto = pena per responsabilità dolosa, ma colpevolezza colposa (logica del versari in re illicita).


Problema: questa sproporzione non è emendabile in via giurisprudenziale. L'accertamento della colpa inciderebbe sull'an (come nella sentenza Ronci) ma non sul quantum della pena.



Principio di colpevolezza e forme di responsabilità oggettiva
Responsabilità oggettiva

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