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La nuova depenalizzazione

La nuova depenalizzazione


I decreti legislativi n. 7 e 8 del 15 gennaio 2016 hanno operato una profonda depenalizzazione.

La novità di tale riforma consiste nell'aver trasformato alcuni reati in illeciti civili, accanto a quelli amministrativi, e sempre con sanzioni pecuniarie.

Sono stati depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell'ammenda, compresi quelli che nelle ipotesi aggravate prevedono la pena detentiva, sola o congiunta a quella pecuniaria.


La depenalizzazione non si applica ai reati previsti dal codice penale, tranne per i seguenti reati:

  • art. 527 c.p. (Atti osceni)

  • art. 528 c.p. (Pubblicazioni e spettacoli osceni) ove la rilevanza penale rimane solo nelle ipotesi di cui al comma 3

  • art. 652 c.p. (Rifiuto di prestare la propria opera in occasione di un tumulto)

  • art. 661 c.p. (Abuso della credulità popolare)

  • art. 668 c.p. (Rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive)

  • art. 726 c.p. (Atti contrari alla pubblica decenza)


La depenalizzazione non si applica altresì in materia di:

  • edilizia ed urbanistica

  • ambiente, territorio e paesaggio

  • alimenti e bevande

  • salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

  • sicurezza pubblica

  • giochi d'azzardo e scommesse

  • armi ed esplosivi

  • elezioni e funzionamento dei partiti

  • proprietà intellettuale ed industriale


Le disposizioni si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto (6 febbraio 2016), salvo sentenza o decreto penali oramai irrevocabili.


Abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili

Il D.Lgs. n. 7 dispone l'abrogazione delle seguenti disposizioni:

  • art. 485 c.p. (Falsità in scrittura privata)

  • art. 486 c.p. (Falsità in foglio firmato in bianco)

  • art. 594 c.p. (Ingiuria)

  • art. 627 c.p. (Sottrazione di cose comuni)

  • art. 647 c.p. (Appropriazione di cose smarrite, del tesoro e di cose avute per errore o caso fortuito)


Sono state sostituite, modificate, e integrate altre disposizioni del codice penale, quali ad es. in materia di altre falsità del foglio firmato in bianco, uso di atto falso, danneggiamento, ecc.

Il decreto dispone che, se i fatti sono dolosi, obbligano, oltre alle restituzioni e al risarcimento del danno, secondo le leggi civili, anche il pagamento della sanzione civile ivi stabilita, nell'osservanza dell'art. 2947, comma 1, c.c., che stabilisce la prescrizione in cinque anni dal giorno in cui il fatto si è verificato.

Il giudice civile è tenuto ad osservare determinati criteri per la commisurazione delle sanzioni pecuniarie, e precisamente:

  • Gravità della violazione

  • Reiterazione dell'illecito

  • Arricchimento del soggetto responsabile

  • Opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze dell'illecito

  • Personalità dell'agente

  • Condizioni economiche dell'agente


Nell'ipotesi di concorso di persone nell'illecito, ciascuna di esse soggiace alla sanzione pecuniaria per esso stabilita.


Le sanzioni pecuniarie civili sono applicate dal giudice civile competente per il risarcimento del danno e al procedimento si applicano le disposizioni del codice di procedura civile, in quanto compatibili.


Il giudice può stabilire il pagamento della sanzione pecuniaria in rate mensili (da 2 a 8 e non inferiori a euro 50 cadauna) in considerazione delle condizioni economiche del condannato.


Per il pagamento della sanzione pecuniaria civile non è ammessa alcuna forma di copertura assicurativa.


L'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria non si trasmette agli eredi, e il relativo provento, è devoluto in favore della Cassa delle ammende.



Depenalizzazione
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