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La nozione di materia penale e il rischio della c.d. "truffa delle etichette".

Aggiornamento: 12 dic 2023

La nozione di materia penale è stata elaborata in sede europea, dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. Se un illecito costituisce reato si applica una determinata disciplina a presidio della quale vi sono numerose garanzie di diritto sostanziale, come ad esempio il principio di irretroattività sfavorevole e retroattività favorevole, il divieto di analogia in malam partem, la riserva di legge, e garanzie di diritto processuale, come ad esempio la presunzione di innocenza, il diritto al silenzio e il ne bis in idem.

A questo punto sorge un problema, quello del rischio della cosiddetta "truffa delle etichette", ossia il rischio che il legislatore possa prevedere un illecito presidiato da una sanzione afflittiva, omettendo di chiamarla "pena". Perché questo? Per sottrarre l'illecito alle garanzie proprie del diritto e del processo penale. Questo problema si pone, soprattutto, riguardo ad alcuni illeciti amministrativi e alle misure di prevenzione. Per evitare che ciò accada, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), a partire dagli articoli 6 e 7 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, ha elaborato una nozione autonoma di "materia penale", che può essere qualificata come una nozione che non considera decisiva la qualificazione formale dell'illecito all'interno del singolo Stato, ma valorizza soprattutto la natura sostanziale dell'illecito e della relativa sanzione. Quali sono i criteri elaborati dalla Corte Edu per guidare l'interprete nel qualificare un determinato illecito come appartenente alla materia penale? A partire dalla nota sentenza Engel degli anni '70, la Corte ha elaborato i cosiddetti "criteri Engel" e in particolare, ai fini di capire se un determinato illecito e la relativa sanzione siano o meno sostanzialmente penali a prescindere dalla qualificazione che ne è data dal legislatore, occorre: 1) far riferimento alla qualificazione nominalistico-formale della sanzione nell'ordinamento; 2) considerare la natura sostanziale dell'illecito; 3) guardare al grado di severità della sanzione, tenendo conto della sua natura punitiva e repressiva o riparatoria e risarcitoria, della sua durata e della modalità di esecuzione.

Se quindi una determinata sanzione viene attratta nell'ambito della nozione di "materia penale" devono applicarsi tutte le garanzie previste per la materia penale dalla CEDU, ma non necessariamente le ulteriori tutele dettate dalla legislazione interna per ciò che costituisce "penale" secondo l'ordinamento nazionale.

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Materia penale


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