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LA COMPETENZA

Il termine competenza indica l’insieme delle regole che consentono di distribuire i procedimenti all’interno della giurisdizione ordinaria.

Essa è individuata:

  • dalla materia (il titolo del reato)

  • dal territorio (il luogo in cui si è compiuto il reato)

  • dalla funzione che deve essere svolta in una determinata fase o grado del procedimento

  • della eventuale connessione con altri procedimenti.


Tutti i criteri in questione concorrono alla determinazione di quel giudice naturale precostituito per legge, dotato di una competenza fissata previamente, voluto dalla Costituzione.

Il principio del giudice naturale (art. 25 Cost.) impedisce che un organo legislativo, amministrativo, giurisdizionale, possa sottrarre discrezionalmente un procedimento ad un determinato giudice.


Criteri di ripartizione della competenza

In base all’art. 4 c.p.p., per determinare la competenza si ha riguardo alla pena massima stabilita per legge per ciascun reato consumato o tentato.

  • Non si tiene conto della recidiva e della continuazione

  • Non si tiene conto delle circostanze aggravanti, fatta eccezione di quelle per le quali la legge stabilisce una pena diversa da quella ordinaria


COMPETENZA PER MATERIA

Si ripartisce tra il Tribunale per i Minorenni, la Corte d’Assise, il Giudice di Pace e il Tribunale.

  • Tribunale per i Minorenni: è competente (sempre) per i reati commessi dal minore al momento del reato.

  • Corte d’Assise: gli è attribuita la competenza a giudicare i più gravi fatti di sangue e i più gravi delitti politici. Il legislatore ha voluto evitare di far giudicare alla Corte d’Assise quei delitti che richiedono conoscenze tecnico-giuridiche, che i giudici popolari non hanno. La Corte d'Assise giudica i reati punibili con l’ergastolo, reati con pena non inferiore ad anni 24, e altri reati previsti esplicitamente dalla legge.

  • Giudice di pace: è competente a conoscere una serie di fattispecie attribuite qualitativamente. Si tratta, per la maggior parte, di reati che costituiscono espressione di situazioni di microconflittualità individuale.

  • Tribunale: è competente a giudicare quei reati che non appartengono alla competenza della Corte d’Assise e del Giudice di Pace (competenza residuale).


COMPETENZA PER TERRITORIO

Il criterio generale è quello della consumazione del reato.

Competente è il giudice del luogo in cui il reato si è consumato.

Se l’evento è rappresentato dalla morte, competente è il giudice del luogo in cui è avvenuta l’azione od omissione da cui è scaturito l’evento letale.

In tema di delitto tentato, competente è il giudice del luogo in cui è avvenuto l’ultimo atto diretto a commettere il delitto.

Per il reato permanente, competente è il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione stessa.

Se risulta ignoto il luogo in cui l’evento o l’azione si è verificato, è competente il giudice della residenza/dimora/domicilio dell'imputato.

In mancanza anche di questa, è competente il giudice del luogo in cui ha sede l’ufficio del P.M. che per primo è stato investito della notitia criminis.

Nei procedimenti in cui il magistrato è imputato/persona offesa/parte civile, è competente il giudice ubicato nel capoluogo di distretto di corte d’appello individuato secondo le tabelle di abbinamento previste dall’art. 11 della legge del '98.


INCOMPETENZA PER TERRITORIO

L'incompetenza per territorio è eccepibile dalle parti ed è rilevabile dal giudice anche d’ufficio (fino alla chiusura della discussione finale nell’udienza preliminare).

L’eccezione respinta in udienza preliminare può essere ripresentata nelle questioni preliminari.

Se è respinta in tale sede, deve costituire oggetto di uno specifico motivo di impugnazione, altrimenti la questione è preclusa.

Se ha luogo, invece, l’udienza predibattimentale, una volta trattate e risolte le questioni preliminari, esse non potranno essere reiterate davanti al giudice dell’udienza dibattimentale.

Se l’eccezione è respinta in tale sede, deve costituire uno specifico motivo di impugnazione.

Inoltre, per quanto riguarda la competenza per territorio, l’art. 24-bis c.p.p. prevede che prima della conclusione dell'udienza preliminare o, se questa manchi, entro il termine previsto dall'articolo 491, comma 1, c.p.p., la questione concernente la competenza per territorio può essere rimessa, anche di ufficio, alla Corte di Cassazione.

E’ previsto che la parte che ha eccepito l'incompetenza per territorio, senza chiedere contestualmente la rimessione della decisione alla Corte di Cassazione, non può più riproporre l'eccezione nel corso del procedimento.


COMPETENZA FUNZIONALE

Non è espressamente prevista dal codice.

Consiste nella distribuzione delle attribuzioni giurisdizionali inerenti alle diversi fasi di un medesimo procedimento o al compimento di specifici atti.

Esempio: atti che devono essere compiuti nella fase delle indagini preliminari sono attribuiti alla competenza funzionale del G.I.P.


COMPETENZA PER CONNESSIONE

C’è connessione quando tra una pluralità di imputazioni c’è un vincolo, in relazione agli autori o ai fatti commessi.

L’indicazione dei casi di connessione è tassativa:

  • pluralità di imputati (connessione soggettiva)

  • pluralità di reati addebitati alla stessa persona (connessione oggettiva)

Il giudice competente in caso di connessione viene individuato in base ai seguenti criteri:

fra i giudici competenti per materia, la Corte d’Assise prevale sul Tribunale.

Applicata questa regola, se più giudici sono egualmente competenti per materia, e hanno, quindi, una diversa competenza per territorio, prevale il giudice competente per il reato più grave.

In caso di pari gravità, prevale il giudice competente per il reato commesso per primo.

Se esiste un legame di connessione tra tribunale in composizione collegiale e monocratico, la cognizione è del tribunale collegiale.

La connessione non opera fra procedimenti relativi ad imputati minori degli anni 18.


RIUNIONE E SEPARAZIONE DEI PROCEDIMENTI


Riunione: se i procedimenti sono connessi possono essere riuniti.

È necessario che:

  • i procedimenti siano pendenti nella stessa fase e nello stesso grado

  • i procedimento siano di competenza del medesimo giudice

  • la riunione non determini un ritardo

  • i procedimenti siano connessi o ci sia un collegamento probatorio.


Separazione obbligatoria:

  • se nel corso dell’udienza preliminare è possibile decidere subito la posizione di un imputato

  • se per un imputato si deve sospendere il procedimento

  • quando uno degli imputati non è comparso nel dibattimento ed occorre rinnovare la citazione nei suoi confronti

  • quando uno o più difensori non sono comparsi nel dibattimento per legittimo impedimento

  • quando istruzione dibattimentale per un imputato si è conclusa e per gli altri tempi + lunghi.


Separazione facoltativa: in accordo con le parti.



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