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L'ignoranza della legge penale

Colpevolezza e "ignorantia legis"

La ignorantia legis rappresenta l'ipotesi in cui il soggetto si rappresenta correttamente e "vuole" il fatto commesso, ma ignora l'esistenza oppure i contenuti della norma penale che incrimina tale fatto.


Art. 5 c.p. (prima del 1988)

Ignoranza della legge penale

[1] Nessuno può invocare a propria scusa l'ignoranza della legge penale


La sentenza della Corte Costituzionale n. 364 del 1988


In primo luogo, costituzionalizza il principio di colpevolezza, indicando quali sono i requisiti soggettivi minimi di imputazione:

  • colpa (rapporto tra persona-fatto)

  • conoscenza o quantomento conoscibilità della legge penale (rapporto tra persona-legge)


In secondo luogo, corregge la disciplina dell'ignorantia legis, evidenziando:

  • Indicazioni metodologiche

  • Indicazioni storiche / di diritto comparato

  • Indicazioni gius-filosofiche

  • Violazione articolo 3 Costituzione (principio di uguaglianza)

  • Violazione spirito e principi ispiratori della Costituzione


Il "nuovo" art. 5 c.p.

L'ignoranza della legge penale non scusa, tranne che si tratti di ignoranza inevitabile.


IGNORANZA INEVITABILE

L'ignoranza è inevitabile quando non è dovuta a colpa (sia se il reato a cui fa riferimento la norma è doloso, sia se è colposo).

Per determinare se vi è ignoranza inevitabile bisognerà fare riferimento all'agente modello e ai doveri strumentali di conoscenza e informazione dei consociati.

La Corte raggruppa situazioni in cui permane l'ignoranza della legge penale, in base a:

  • criteri oggettivi

  • criteri misti

  • criteri soggettivi


Criteri oggettivi

Impossibilità di conoscenza della legge penale per ogni consociato, a causa di:

  • assoluta oscurità del testo legislativo

  • atteggiamento interpretativo gravemente caotico degli organi giudiziari


Criteri misti

  • rassicurazioni erronee di persone istituzionalmente destinate a giudicare sui fatti da realizzare (ad es. Pubblica Amministrazione competente per materia)

  • varie precedenti assoluzioni dell'agente per lo stesso fatto


Criteri soggettivi

"Il fondamento costituzionale della scusa dell'inevitabile ignoranza della legge penale vale soprattutto per chi versa in condizioni soggettive di inferiorità" (ad esempio: ipotesi di "non colpevole carenza di socializzazione dell'agente").


Tuttavia, è da notare che la stessa Corte Costituzionale ritiene che l'ignoranza inevitabile non avrà frequenti applicazioni pratiche.

A seguito della sentenza della Corte, vi sono stati in effetti pochi casi di assoluzione per ignorantia legis scusabile.


QUALE RILIEVO HA IL DUBBIO?

Il dubbio è una situazione intermedia tra ignoranza e conoscenza.

Anche in questo caso bisognerà fare riferimento all'agente modello, che in caso di dubbio:

  1. deve (tentare di) superare il dubbio attraverso l'acquisizione della esatta e completa conoscenza della legge penale in questione

  2. se il dubbio è soggettivamente invincibile dovrà astenersi dall'azione

  3. se il dubbio è oggettivamente irrisolvibile (quello in cui, agendo o non agendo, si incorre ugualmente nella sanzione penale) si ricadrà nell'ipotesi di errore inevitabile.


QUALE RILIEVO PER L'ERRONEO CONVINCIMENTO DELL'ILLICEITA' NON PENALE DEL FATTO DI REATO?

Quid iuris?

Cosa accade se ignoro (in modo inevitabile) che un fatto costituisca reato, essendo tuttavia convinto che quel fatto integri solo un illecito di altra natura?

Posso comunque invocare l'ignoranza inevitabile della legge penale o a tale possibilità costituisce ostacolo la consapevolezza della illiceità extra-penale (ad esempio, civile o amministrativa) del fatto?


Posso invocare ugualmente l'ignoranza inevitabile della legge penale, in quanto tale circostanza non rileva "contra reum".


ERRORE SULLA LEGGE PENALE O ERRORE SUL FATTO?

Questa alternativa si può porre in relazione:

  • all'errore sugli elementi normativi della fattispecie (art. 47, terzo comma, c.p.)

  • all'errore sulle cause di giustificazione (art. 59, quarto comma, c.p.)


Errore sugli elementi normativi

Gli elementi normativi della fattispecie hanno una duplice funzione, ossia qualificazione e applicazione: a ciascuna di esse corrisponde un momento del percorso di identificazione del tipo di conseguenze dell'errore.


Qualificazione

Consiste nell'individuazione del significato base della norma penale.

Si esplicita nella legge penale.

In particolare si può non comprendere correttamente quali norme siano richiamate, oppure non comprendere il significato del precetto penale.

È una forma di errore sulla legge penale (art. 5 c.p.), quindi:

  • se l'errore è dovuto a colpa ci sarà responsabilità (anche se il reato è punito solo per dolo)

  • se l'errore non è dovuto a colpa, non ci sarà responsabilità.


Applicazione

Consiste nell'applicazione al caso concreto delle norme individuate nella fase di qualificazione.

Si esplica fuori dalla legge penale.

In questi casi l'errore di diritto provoca un errore sul fatto.

Si applica la disciplina dell'errore di diritto sul fatto (art. 47, terzo comma, c.p.), quindi:

  • se l'errore è dovuto a colpa, ci sarà responsabilità solo se il reato è punibile a titolo di colpa

  • se l'errore non è dovuto a colpa non ci sarà responsabilità.


Errore sulle cause di giustificazione


Primo caso:

Erronea supposizione dell'esistenza di una situazione di fatto che integra la fattispecie di una causa di giustificazione (c.d. causa di giustificazione putativa).

Si applica l'art. 59, quarto comma, c.p.

"se l'agente ritiene per errore che esistano circostanze di esclusione della pena, queste sono sempre valutate a favore di lui. Tuttavia, se si tratta di errore determinato da colpa, la punibilità non è esclusa, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo".


Secondo caso:

Erronea supposizione dell'esistenza di un diritto/dovere di realizzare il fatto di reato, ossia si ritiene erroneamente esistente un diritto o un dovere scriminante.

È una forma di errore sulla legge penale (art. 5 c.p.), nei suoi limiti esterni, quindi:

  • se l'errore è dovuto a colpa, ci sarà responsabilità (anche se il reato è punito solo per dolo)

  • se l'errore non è dovuto a colpa, non ci sarà responsabilità.


REATI CULTURALMENTE MOTIVATI E IGNORANTIA LEGIS

Una particolare costellazione di casi in cui può venire in rilievo l'ignorantia legis è quella dei cosiddetti reati culturalmente motivati.

In giurisprudenza si riconosce, in questi casi, a determinate condizioni, una possibile situazione di ignoranza inevitabile della legge penale violata. (vd. Sentenza Corte d’Appello di Venezia, n. 1485 del 23 novembre 2012)



Ignoranza della legge penale
Ignorantia legis


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