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INDAGINI PRELIMINARI DEL P.M.

Le indagini preliminari del P.M.

Le indagini del P.M. devono essere finalizzate anche all’acquisizione di elementi probatori favorevoli all’indagato.

Atti più rilevanti che il P.M. può compiere:

  • consulenze tecniche (se tale attività è ripetibile, non è un atto garantito)

  • accertamenti tecnici non ripetibili (sono atti garantiti. IL P.M. deve dare avviso all’indagato, difensore e persona offesa per l’espletamento dell’atto e della possibilità di nominare propri consulenti).

Ai sensi dell’art. 360 c.p.p., comma 4, c.p.p., l’indagato può formulare riserva di promuovere incidente probatorio, che deve avvenire entro il termine di 10 giorni dalla riserva stessa (termine inserito dalla L 23/06/2017, n. 103).

A seguito di riserva di incidente probatorio, il P.M. dispone che non si proceda agli accertamenti, salvo che questi, se differiti, non possano più essere utilmente compiuti.

Se il P.M., nonostante la riserva di incidente probatorio e non sussistendo le condizioni di indifferibilità, ha ugualmente disposto di procedere agli accertamenti, i relativi risultati non sono utilizzabili in dibattimento.


Altri atti:

  • individuazione di persona (si ha quando il P.M. chiama una persona per riconoscere un’altra persona, una cosa o un suono. E' un atto non garantito, spesso delegato alla P.G.

  • assunzione di informazioni (atto ripetibile in dibattimento)


Il Codice Rosso (L. 69/2019), inserendo il comma 1-ter nell’articolo 362 c.p.p., obbliga il P.M. ad assumere informazioni dalla persona offesa e da chi ha presentato denuncia querela o istanza, entro il termine di 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, quando si procede per i delitti di Maltrattamenti in famiglia, Violenza sessuale, Stalking e altri specificamente indicati dal suddetto comma 1-ter dell’articolo 362 c.p.p.


  • Interrogatorio dell'indagato (atto partecipato, si deve svolgere previo avviso del difensore, ma senza la sua necessaria presenza)

  • Confronti (quando è necessario sentire più persone su dichiarazioni divergenti)

  • Ispezioni, sequestri, intercettazioni.


PROCURATORE GENERALE

Figura inserita col D.lgs. n. 12/1991.

Non ha competenza in ordine alle indagini preliminari o all’esercizio dell'azione penale, tranne nel caso di avocazione.

Decide sulle dichiarazioni di astensione del P.M.

Risolve contrasti negativi tra uffici di P.M.

L’art. 412 c.p.p., (innovato dalla c.d. Riforma Cartabia) ha previsto un ruolo fondamentale del Procuratore Generale, qualora il P.M. non assuma tempestivamente una decisione circa l’azione penale.

Il Procuratore Generale, infatti, qualora il P.M. incaricato abbia lasciato decorrere dieci giorni dalla scadenza dei termini, di cui all’art. 407 -bis, 2° co. c.p.p., senza aver dato avviso di avvenuta discovery, può ordinare l’avocazione (oltre che la notifica dell’avviso entro 20 giorni ai sensi dell’ art. 415-ter, 2° co.).

Il Procuratore Generale ha un obbligo di agire proprio per far venir meno la situazione di paralisi creatasi, ma l’istituto dell’avocazione è discrezionale (anche nel nuovo 1° co.). Tuttavia, qualora il Procuratore Generale dovesse decidere di esercitare il predetto potere toglierà automaticamente qualunque potere di iniziativa al P.M. titolare del fascicolo.



Indagini preliminari del PM
Indagini preliminari del PM

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