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INCIDENTE PROBATORIO

L'incidente probatorio è disciplinato dagli artt. 392 e ss. c.p.p.

Il codice dà la possibilità alle parti di chiedere un’assunzione anticipata della prova.

Nato per operare esclusivamente nella fase delle indagini preliminari, tuttavia la Corte Costituzionale lo ha reso esperibile anche nel corso dell’udienza preliminare.

Nelle indagini preliminari vengono raccolte fonti di prova (non prove), esistono casi tassativi che consentono l’incidente probatorio (ex art. 392 c.p.p.).

L'incidente probatorio può essere chiesto dal P.M. e dalla persona sottoposta alle indagini:

  • per l'assunzione di una testimonianza (quando vi è fondato motivo che la stessa non potrà essere esaminata in dibattimento per infermità o per altro grave impedimento. L’impedimento deve avere i caratteri dell’irreperibilità permanente.

  • quando vi è fondato motivo che la persona sia sottoposta a violenza, minaccia, offerta o promessa di denaro affinché non deponga o deponga il falso

  • per l’esame della persona sottoposta alle indagini su fatti concernenti la responsabilità di altri

  • per l’esame di una persona imputata in un processo connesso o collegato

  • per procedere a confronto (grave impedimento), ricognizione (ragioni d’urgenza), perizia o esperimento giudiziario (stato soggetto a modificazione non evitabile)

  • per l'esperimento di una perizia che nel dibattimento determinerebbe la sospensione per oltre 60 giorni.

  • per l’esame di persona minorenne (introdotta dalle Legge 172/2012)

Altre ipotesi di assunzione anticipata della prova:

  • il giudice può disporre anche d’ufficio una perizia sullo stato di incapacità di intendere o di volere dell’imputato.

L’accertamento tecnico non ripetibile espletato dal P.M. è utilizzabile in dibattimento come atto non ripetibile.

Negli atti preliminari al dibattimento, se ricorrono le circostanze ex 392 c.p.p., il Presidente del tribunale o Corte di assise, può disporre l’acquisizione urgente di prove non rinviabili al dibattimento.


LA RICHIESTA E LA DECISIONE DEL GIUDICE

La richiesta di incidente probatorio (art 393 c.p.p.) può essere fatta dal P.M. o dall'indagato.

  • la persona offesa può soltanto sollecitare il P.M. alla richiesta dell’incidente.

Può essere proposta:

  • nel corso delle indagini preliminari (entro i termini per la conclusione delle indagini) o nel corso dell’udienza preliminare (come sancito dalla Corte Costituzionale).

Oggetto della richiesta di incidente probatorio:

  • prova da assumere, riguardante fatti che ne costituiscono l’oggetto e le ragioni della sua rilevanza nel futuro dibattimento

  • persone nei cui confronti si procede per i fatti oggetti di prova

  • circostanze che giustificano l’ammissione all’incidente ex art. 392 c.p.p.

Se la richiesta è formulata dal P.M., questi deve indicare quali sono i difensori degli imputati e delle parti offese.

Se la prova da assumere è la testimonianza di un minore di anni 16, il P.M., in allegato alla richiesta, deve depositare tutti gli atti dell’indagine.

La richiesta deve essere depositata nella cancelleria del giudice competente (G.I.P. o G.U.P.) e a cura del richiedente, deve essere notificata alle altre parti.

  • Entro 2 giorni dalla notificazione, sono ammesse deduzioni contrarie.

  • Il P.M. può chiedere differimento dell’incidente probatorio, nel termine per le deduzioni, tutte le volte che esso sarebbe idoneo a pregiudicare uno o più atti di indagine.

La richiesta di differimento non è consentita se il suo accoglimento pregiudicherebbe l’assunzione della prova.

Dopo la scadenza del termine per le deduzioni, il giudice deve decidere sulla richiesta di incidente probatorio con ordinanza. Tre sono le possibili ipotesi:

  • dichiarazione di inammissibilità della richiesta (nel caso in cui non vengano rispettate le disposizioni ex art. 393 c.p.p.)

  • rigetto

  • accoglimento (il giudice deve fissare entro 10 giorni l’udienza in camera di consiglio per la raccolta delle prove).

In udienza è sempre necessaria la presenza del P.M. e del difensore dell’indagato ed ha facoltà di parteciparvi l’eventuale difensore della persona offesa.

L'indagato e la persona offesa devono di norma essere autorizzati dal giudice per partecipare all’udienza.

Il co. 5 dell’art. 401 c.p.p. dispone che le prove sono assunte e documentate con le forme stabilite per il dibattimento.

Tale disposizione è stata introdotta dalla Riforma Cartabia, che ha previsto la riproduzione audiovisiva e fonografica quali forme ordinarie.

La modifica si pone in continuità con la previsione, contenuta all’art. 510 c.p.p., della registrazione audiovisiva come regola generale per la documentazione delle prove dichiarative in dibattimento, nell’ottica di salvaguardare oralità e immediatezza.

Quando la prova da assumere riguarda la deposizione di un minore di anni 16, ed il processo riguarda reati di violenza sessuale o prostituzione e pornografia minorile, ed altri reati specificamente indicati, l’udienza di discussione può essere svolta con modalità particolari, finalizzate a non traumatizzare il minore ( ad esempio, l'udienza si può svolgere a casa del minore; o ancora, le domande in udienza vengono poste solo dal giudice senza controesame.

L’incidente probatorio si può estendere ad altri fatti o ad altre persone con autorizzazione del giudice.

Per garantire l’integrità del contraddittorio, il giudice deve effettuare per i nuovi soggetti le notifiche degli avvisi, rinviando l’udienza di non oltre 3 giorni (termine ordinatorio).

Le prove assunte con l’incidente probatorio, sono utilizzabili soltanto nei confronti degli imputati i cui difensori hanno partecipato alla loro assunzione.

Dal momento che la parte civile non partecipa all’incidente probatorio, se la sentenza assolutoria dell’imputato è basata su prove acquisite dall’incidente, questa non preclude la futura azione civile.



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