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Imputato

L’assunzione della qualità di imputato segna il passaggio dalla fase preprocessuale a quella del processo.

Tale qualità si acquista dopo l’inizio dell’azione penale (art. 407-bis c.p.p.)


Inizio dell’azione penale (art. 407-bis c.p.p.)

Il P.M., se non deve chiedere l’archiviazione, esercita l’azione penale:

  • formulando l’imputazione nei casi previsti nei titoli II, III, IV, V e V-bis del libro sesto

  • oppure, con la richiesta di rinvio a giudizio


Informazione di garanzia (art. 369 c.p.p.)

Il P.M. notifica all’indagato, con le modalità prescritte dagli artt. 148 e ss. c.p.p., un’informazione di garanzia se, e solo se, occorre compiere un atto cui il difensore dell’indagato abbia diritto di assistere.

Tale informativa ha una mera funzione di notizia.

Il pubblico ministero avvisa, inoltre, la persona sottoposta alle indagini e la persona offesa che hanno facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa.


Requisiti per l'assunzione della qualità di imputato (art. 60 c.p.p.)

La qualità di imputato, come detto, si acquisisce al momento dell’esercizio dell’azione penale (richiesta di rinvio a giudizio o di decreto penale).

La qualità di imputato si conserva durante tutto l’arco del processo.

La qualità di imputato si perde quando la sentenza o decreto penale, diventa irrevocabile.

La qualità di imputato si può riacquistare nel caso di revoca della sentenza di non luogo a procedere o di attivazione della procedura di revisione del processo, oppure la riapertura dello stesso a seguito della rescissione del giudicato o di accoglimento della richiesta prevista dall'articolo 628-bis c.p.p.


Identificazione dell'imputato

Non è possibile la formulazione di imputazione a carico di ignoti.

La qualità di imputato può essere acquistata solo attraverso gli atti tipici (art. 60 c.p.p.).

Ciascuno di tali atti richiede la individuazione dell’accusato: in difetto, il processo non nasce.

Se manca l’imputato, il P.M. deve chiedere l’archiviazione (e non la sentenza di non luogo a procedere, perché una sentenza richiede l’inizio del processo, che in realtà manca.).

L'identificazione del colpevole è uno dei compiti della P.G., ma anche il P.M. può procedervi.

Le indagini preliminari possono sussistere anche in mancanza di identificazione.

Riguardo all’identificazione, occorre segnalare che ci si riferisce all’identità fisica della persona (anche mediante i rilievi c.d. dattiloscopici) a prescindere dalla individuazione anagrafica, la quale potrebbe essere contraffatta.


Esistenza in vita

La morte dell’imputato comporta l’estinzione del reato e l’immediata declaratoria, con sentenza di non luogo a procedere.

Nelle indagini preliminari, la morte dell’indagato comporta l’archiviazione del procedimento.

Se l’archiviazione o la sentenza di non luogo a procedere si fondano sull’erroneo presupposto della morte dell'indagato o dell'imputato, la fase delle indagini preliminari o il processo riprendono il loro corso non appena si accerti che il soggetto è ancora in vita.


Capacità processuale

L’indagato e l’imputato, sin dalla fase pre-processuale, devono avere la capacità di intendere e di volere.

Tale capacità è necessaria per avvalersi consapevolmente delle garanzie ed esercitare i diritti di difesa.


La capacità di intendere e di volere è la capacità di ogni persona, anche minore, di rendersi conto di ciò che avviene intorno a sé e di autodeterminarsi.

La legge presuppone che tale seconda forma di capacità, detta anche capacità naturale di una persona, possa riguardare e connotare anche un minorenne.

Capacità giuridica

La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita.

Capacità di agire

La maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno. Con la maggiore età si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa.


Disciplina dettata dagli artt. 70 e 71 c.p.p.

  • se l’imputato non è in grado di partecipare coscientemente al processo, il giudice dispone, anche d’ufficio, una perizia

  • durante la perizia, il giudice assume, a richiesta del difensore, le prove che possono condurre al proscioglimento dell’imputato

  • se la necessità di provvedere risulta durante le indagini preliminari, la perizia è disposta a richiesta di parte con le forme previste per l’incidente probatorio.

  • se a seguito degli accertamenti, risulti che lo stato mentale dell’imputato è tale da impedirne la cosciente partecipazione al processo, il giudice dispone con ordinanza che questo sia sospeso.

  • contro tale ordinanza, possono ricorrere per Cassazione, il P.M., l’imputato, il suo difensore e anche il curatore speciale nominato all’imputato.

Disciplina art. 72-bis c.p.p. (Definizione del procedimento per incapacità irreversibile dell'imputato)

Il legislatore con la Riforma Orlando (Legge 23/06/2017, n. 103) ha previsto che il giudice abbia il potere di definire il procedimento per incapacità irreversibile dell’imputato.

Se, a seguito degli accertamenti previsti dall'articolo 70 c.p.p., risulta che lo stato mentale dell'imputato è tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento e che tale stato è irreversibile, il giudice, revocata l'eventuale ordinanza di sospensione del procedimento, pronuncia sentenza di non luogo a procedere o sentenza di non doversi procedere, salvo che ricorrano i presupposti per l'applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca.


I DIRITTI DELL’IMPUTATO E L’INTERROGATORIO

Durante il compimento del primo atto, l’art. 369-bis c.p.p. impone al P.M. a pena di nullità di informare l’indagato del diritto alla difesa tecnica, cioè del diritto alla nomina di un difensore di ufficio o di fiducia e dell'eventuale diritto all'ammissione al gratuito patrocinio.

L’indagato, inoltre, deve essere informato delle facoltà e dei diritti che gli sono attribuiti per legge.


L’imputato è titolare di una serie di diritti:

  • diritto di scegliersi un difensore di fiducia

  • se in custodia cautelare, di conferire con il difensore fin dall’inizio dell’esecuzione della misura

  • diritto di rivolgersi direttamente al giudice

  • diritto di chiedere incidente probatorio

  • diritto a scegliere un rito alternativo

  • diritto alle impugnazioni

  • diritto di non rispondere in sede di interrogatorio, ecc.

L'interrogatorio può essere svolto:

  • dal Giudice

  • dal P.M.

  • dalla P.G. su delega del P.M.


Se l’interrogatorio è svolto in sede dibattimentale, è denominato “esame della parte”.

A tutela delle garanzie e dignità dell’imputato, il suo interrogatorio è sottoposto a determinate formalità previste ex art. 64 e 65 c.p.p.:

  • l’imputato deve presentarsi libero nella persona innanzi all’interrogante

  • non possono essere utilizzati metodi che influenzino la capacità di autodeterminarsi o ricordare i fatti

  • preventivamente l’interrogante deve contestare con precisione i fatti e gli elementi di prova (ma non per forza rivelarne la fonte)

  • se l’imputato/indagato riferisce nell’interrogatorio su fatti attinenti ad accuse che lo riguardano, egli assume la veste di imputato

  • se riferisce di fatti riguardanti la responsabilità di altri, assume la veste di testimone

Infatti, l’art. 64 c.p.p. prevede che, prima che inizi l’interrogatorio, la persona deve essere avvisata che:

  • lett. a) le dichiarazioni rese potranno sempre essere usate contro di lui

  • lett. b) ha facoltà di non rispondere, ma in ogni caso il procedimento segue il suo corso

  • lett. c) in relazione alle dichiarazioni che coinvolgano la responsabilità di altri, assumerà la veste di testimone

L’omissione degli avvertimenti di cui alle lettere a e b, comporta l’inutilizzabilità assoluta delle dichiarazioni rese.

L’omissione sub c, rende inutilizzabili le dichiarazioni nei confronti della persona accusata.


Le dichiarazioni rese nel corso del procedimento dall’imputato-indagato, non possono essere oggetto di testimonianza.


La giurisprudenza di legittimità e la Corte Costituzionale hanno affermato che il divieto ex art. 62 c.p.p. non è assoluto e illimitato.

Infatti, tale divieto opera solo con riferimento a dichiarazioni rese nel procedimento e non genericamente in pendenza di procedimento:

  • se una persona viene sentita come persona informata dei fatti (teste) e nel corso dell’escussione emergono indizi di reità a suo carico, la deposizione deve essere interrotta, e deve proseguire con la presenza di un difensore

  • se la qualità di indagato o imputato emerge nel corso delle sue dichiarazioni  queste non possono essere utilizzate contro di lui, ma contro gli altri sì.


Ai sensi dell’art. 370 c.p.p., l’interrogatorio davanti al P.M. o delegato alla P.G. può svolgersi a distanza se il difensore e l'indagato lo consentono.

In tal caso si applicano le disposizioni dell’art. 133-ter c.p.p. (che disciplina le modalità della partecipazione a distanza).

Il P.M. non è comunque obbligato a procedere a distanza, potendo delegare il P.M. presso il Tribunale del luogo dove si trova il soggetto da interrogare.

La documentazione dell’interrogatorio, sia dell’indagato che dell’imputato in procedimento connesso, deve essere effettuata, ai sensi dell’art. 373 c.p.p., anche con videoregistrazione.

È consentita l’audioregistrazione solo quando vi sia la contingente indisponibilità di strumenti o di personale tecnico.

La trascrizione delle registrazioni è disposta solo se assolutamente indispensabile e può essere effettuata anche dalla P.G. che assiste il P.M.


Autodifesa

L’imputato in ogni momento può affiancare la difesa tecnica, sia nel corso delle indagini, sia nel corso del giudizio:

  • può presentare memorie e richieste all’A.G. in ogni stato e grado del procedimento

  • può rendere nel dibattimento dichiarazioni spontanee in ogni stato di esso.



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