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Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita

Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita (Art. 648-ter c.p.)

Chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648 e 648-bis, impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da 5.000 euro a 25.000 euro.

La pena è della reclusione da due a sei anni e della multa da euro 2.500 a euro 12.500 quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi.

La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.

La pena è diminuita nell'ipotesi di cui al quarto comma dell'articolo 648.

Si applica l'ultimo comma dell'articolo 648”.


La norma, introdotta con la Legge n. 55/1990, è stata modificata con la Legge n. 328/1993 e dal D.lgs. 8 novembre 2021, n. 195.


Bene tutelato

  • Patrimonio ratio: impedire che si possano rimettere in circolazione capitali illegalmente acquisiti;

  • Ordine economico ratio: tutela della concorrenza e/o degli investimenti; evitare l’utilizzo di metodi illeciti nell’ambito dell’attività finanziaria; evitare il travolgimento delle regole del mercato, con approvvigionamento del capitale a costo zero, ecc.

  • Ordine pubblico ratio: impedire lo sviluppo e il rafforzamento della criminalità organizzata;

  • Scoraggiare la commissione dei "reati-presupposto"


Soggetto attivo

Reato comune può essere commesso da:

  • chiunque, salvo l'autore o concorrente del/nel delitto presupposto.

Condotta incriminata

Fuori dei casi di concorso nel reato e fuori dei casi previsti dagli articoli 648 e 648-bis (clausola di riserva):

  • chi impiega i capitali di provenienza illecita deve averne la disponibilità, dunque normalmente ha commesso il reato presupposto o ha già realizzato i presupposti della ricettazione o del riciclaggio.

Riconducibilità all’art. 648-ter di casi in cui:

  • l’agente prima ricetta o ricicla i beni e solo in un secondo momento decide di reimpiegarli

  • l’agente ha solo continuato una catena di passaggi che aveva a monte un ricettatore o un riciclatore, cioè la sua condotta è successiva alla “ripulitura” del capitale (ovviamente con la consapevolezza della provenienza delittuosa) (Trib. Lecce, 06-06-2003)

  • l’agente non ha contatto con il denaro o i beni proventi da fatto costituente reato;

  • il comportamento non costituisce ostacolo all’identificazione della provenienza delittuosa del bene (criterio non accettabile se si ritiene che l’inciso sia qui requisito implicito)

  • il delitto presupposto può essere anche colposo in forza della modifica legislativa operata dal d.lgs 195/2021

  • l’agente conosce la provenienza delittuosa successivamente alla ricezione.


Differenza col riciclaggio (art. 648-bis)

La fattispecie in esame si differenzia dell’ipotesi di riciclaggio, poiché, mentre quest’ultimo prevede la sostituzione, il trasferimento o le operazioni di ostacolo alla identificazione delle provenienze illecite, la figura in esame punisce l’impiego in attività economiche o finanziarie. Il legislatore, ha voluto punire, quindi, anche quelle attività mediate che non costituiscono immediatamente i beni provenienti da alcuni gravi delitti, ma che comunque contribuiscono alla ripulitura degli illeciti capitali, colpendo così una serie di attività di investimento apparentemente legali. I settori di investimento possono essere i più vari: dagli appalti, al commercio, alle concessioni e persino all’assistenza sanitaria


Elemento soggettivo

Dolo generico: è sufficiente che colui che impiega il danaro, i beni o le altre attività, sia consapevole che questi provengano da un delitto.


Circostanze

  • (Commi II e IV) attenuante: la pena è diminuita quando il fatto riguarda denaro o cose provenienti da contravvenzione punita con l'arresto superiore nel massimo a un anno o nel minimo a sei mesi, oppure nell’ipotesi previsti dal 4° comma dell’art. 648;

  • (Comma III) aggravante: la pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività professionale.



Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita
Impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita



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