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Il sistema accusatorio vigente

La scelta del sistema accusatorio è espressamente proclamata dall’art. 2 della legge di delega al governo per l’emanazione del nuovo codice (legge 81/1987).

L’esposizione dei principi e criteri direttivi si snoda in 105 punti del citato art. 2, successivamente recepiti e sviluppati nei 746 articoli del codice.


ORALITA’

  • La prova si deve formare necessariamente nel dibattimento, oralmente e in contraddittorio.

  • Nel fascicolo, in cui sono raccolti gli atti del dibattimento, non sono contenuti gli atti compiuti nel corso delle indagini, i quali, invece, sono conservati dal P.M.


PUBBLICITA’

Durante le indagini preliminari (espletate da P.G. e P.M.) è sempre esclusa la presenza del pubblico.

L'assistenza del difensore è limitata allo svolgimento di taluni atti garantiti quali:

  • incidente probatorio

  • perquisizioni

  • ispezioni e sequestri

L'Udienza preliminare e l'udienza predibattimentale si svolgono in assenza di pubblico.

L’assenza di pubblicità si ripercuote, inoltre, nel divieto di pubblicazione di atti, fino alla pronuncia di primo grado e fino a quella di secondo grado per gli atti del fascicolo del P.M.

La pubblicità assume un ruolo fondamentale solo nell’udienza dibattimentale, la quale è pubblica a pena di nullità.


POTERE DI ACCUSA

Il codice Vassalli affida al P.M. l’esercizio dell’azione penale e la funzione investigativa.

Il Giudice non ha poteri di ricerca.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni:

  • circa l’iniziativa penale, in caso di richiesta di archiviazione, il Giudice, se dissente, dopo avere fissata un’apposita udienza, dispone che il P.M. formuli l’imputazione.

  • In sede di udienza preliminare, allorché è investito dal P.M. con la richiesta di rinvio a giudizio dell’imputato, il Giudice, ai fini della discussione, può ingerirsi nell’attività di ricerca delle prove, ordinando al P.M. lo svolgimento di ulteriori indagini oppure può disporre di un’attività di integrazione probatoria.

  • Nel corso di giudizio abbreviato, il Giudice può disporre un’integrazione probatoria.

  • Nella fase di istruzione dibattimentale è data al Giudice una duplice potestà: 1) può indicare alle parti temi nuovi di prova o più ampi; 2) può disporre, anche d’ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova (507 c.p.p.)


FASI DEL PROCESSO E DEL PROCEDIMENTO

La terminologia di processo è riservata solo a quella fase che inizia con l’assunzione della qualità di imputato.

La "fase" del procedimento, invece, inizia con l’acquisizione della notizia di reato e termina con l’esercizio dell’azione penale, momento in cui inizia la fase del processo.

Lo "stato" indica il momento in cui è giunto il procedimento: ciò può essere rilevante in relazione al maturarsi di preclusioni processuali.

Per "grado" del procedimento deve intendersi il suo eventuale sviluppo verticale, che può articolarsi dopo un primo grado, in un successivo controllo del procedimento.


La fase iniziale del procedimento delle indagini preliminari, è condotta dal P.M. e dalla P.G. nei confronti di un soggetto (indagato o sottoposto alle indagini) che non è ancora imputato.

Al termine della fase investigativa, il P.M. può chiedere al G.I.P., l’archiviazione, quando gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentono di formulare una ragionevole previsione di condanna o di applicazione di una misura di sicurezza diversa dalla confisca;

Oppure, salve le proroghe, conclude le indagini entro i termini indicati dall’art. 415-bis c.p., che decorrono dall’iscrizione del nome dell’indagato nel registro delle notizie di reato.

Il P.M., a questo punto, se non chiede l’archiviazione, esercita l’azione penale e dà inizio al processo, formulando l’imputazione a carico dell’indagato che diventa così imputato.

Segue l’udienza preliminare innanzi al G.U.P., che esamina l’accusa, definendo il corso del processo con sentenza di non luogo a procedere, oppure disponendo la celebrazione del giudizio.

Per i reati di competenza del Giudice monocratico, alla richiesta di rinvio a giudizio, segue l’udienza predibattimentale, con la partecipazione delle sole parti necessarie e interessate al singolo processo e con verbalizzazione sommaria. Il Giudice dell’udienza predibattimentale, può definire il corso del processo con sentenza di non luogo a procedere “anche quando gli elementi acquisiti non consentono una ragionevole previsione di condanna”. Se non sussistono le condizioni per pronunciare sentenza di non luogo a procedere e in assenza di definizioni alternative del processo, il giudice fissa per la prosecuzione del giudizio la data dell’udienza dibattimentale davanti ad un giudice monocratico diverso.

Si svolge quindi l’udienza pubblica dibattimentale innanzi al giudice, monocratico o collegiale.

Il giudizio contempla le formalità degli atti introduttivi, della costituzione delle parti e delle questioni preliminari.

Inizia l’istruzione dibattimentale, con l’esame incrociato delle parti e dei testimoni (cross examination).

Seguono la discussione e la deliberazione della sentenza.

Giudizio abbreviato e patteggiamento rendono inutile l’udienza dibattimentale.

Giudizio immediato e giudizio direttissimo evitano l’udienza preliminare e l’udienza predibattimentale.

Il giudizio di secondo e quello di terzo grado (Appello e Cassazione) costituiscono i mezzi ordinari di gravame, che si risolvono con la celebrazione di un’udienza dibattimentale pubblica o in camera di consiglio.

La Revisione è un mezzo straordinario di gravame.


Il soggetto nei cui confronti verrà assunta una decisione giurisdizionale è parte processuale.

Sono parti necessarie il P.M., l’imputato e il suo difensore.

La parte civile, responsabile civile e civilmente obbligato per la pena pecuniaria e i rispettivi difensori, sono figure processuali meramente eventuali (parti non necessarie).

La qualità di parte si assume, per le parti necessarie (P.M., imputato e suo difensore), sin dal momento in cui sorge il processo e cioè da quando il P.M. formula a carico dell’imputato, l’incolpazione, investendo del rapporto processuale, il Giudice.

Per tali parti, la qualità permane fino alla formazione della sentenza irrevocabile.

Per le parti secondarie, la qualità di parte viene assunta dal momento della loro citazione o loro intervento.

Non sono parti del processo, il Giudice, la P.G., la Persona Offesa dal reato e gli Enti esponenziali di interessi lesi.


RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO

La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, sancisce che ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un tribunale imparziale.

La legge 89/2001 prevede che la violazione del principio della ragionevole durata del processo dà diritto ad ottenere un’equa riparazione per eventuali danni patiti.

Nell’accertare la violazione, il giudice deve valutare la complessità del caso, il comportamento delle parti, del giudice e di ogni altra autorità intervenuta.

Il risarcimento è determinato ex art. 2056 c.c. (danno emergente/lucro cessante). E’ dovuta anche la riparazione per il danno non patrimoniale ex art. 2059 c.c.

Il danno va quantificato con esclusivo riferimento al periodo di tempo eccedente quello della ragionevole durata del processo.

La domanda di equa riparazione va proposta con ricorso che deve essere sottoscritto da un difensore munito di procura speciale.

L’istanza va avanzata contro il Ministro di Giustizia, innanzi alla C.D.A., ove è sito il Giudice competente.

A pena di decadenza, l’istanza va proposta nel corso del processo, ovvero entro sei mesi dal momento in cui la decisione è divenuta definitiva.



Sistema accusatorio
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