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IL PROCEDIMENTO MINORILE

Il procedimento minorile

Caratteristiche:

  • specializzazione del giudice minorile (oltre alle funzioni specifiche di tale giudice, vi è una composizione mista dell’organo giudicante).

  • Il G.U.P. è collegiale (un giudice togato e due laici).

  • Il Tribunale dei minorenni è un organo collegiale, composto da quattro giudici: due giudici professionali (c.d. togati), cioè il presidente e un giudice a latere e due giudici onorari, un uomo e una donna, “benemeriti dell’assistenza sociale, scelti tra cultori di biologia, di psichiatria, di antropologia criminale, di pedagogia, di psicologia”.

All’interno del Tribunale per i minori, sono istituiti una sezione di P.G. e l’ufficio del P.M.

Si hanno pertanto:

  • G.I.P. e G.U.P. (in composizione collegiale)

  • il tribunale dibattimentale minorile.

Il G.U.P. può:

  • disporre il rinvio a giudizio

  • con il consenso del minore, definire il processo con sentenza di non luogo a procedere per: concessione del perdono giudiziale o irrilevanza del fatto

  • su richiesta del P.M., emanare una sentenza di condanna, allorché deve essere applicata solo una sanzione pecuniaria (tale sentenza di condanna può essere impugnata attraverso l’opposizione innanzi al tribunale minorile ad opera del solo imputato).

Il G.U.P., se l’imputato sceglie di avvalersi del rito abbreviato, può decidere nel merito ed emettere sentenza di proscioglimento o di condanna.


LA DECISIONE

La gamma delle decisioni adottabili nel procedimento minorile, sono analoghe a quelle ordinarie.

Per il rito minorile, tuttavia, sono previste le seguenti ulteriori possibilità:

  • declaratoria di improcedibilità per irrilevanza del fatto (ipotesi di un fatto privo di significato criminoso e di concreta rilevanza sociale).

  • il G.U.P. o il giudice dibattimentale possono emanare sentenza di non luogo a procedere (o di non doversi procedere) per irrilevanza del fatto.

  • istituto della messa in prova del minorenne (il giudice può sospendere il processo per una durata predeterminata, per consentire all’imputato di riparare alle conseguenze del reato e di riconciliarsi con l’offeso. Decorso il periodo di sospensione ed in caso di esito favorevole della probation, il giudice dichiara estinto il reato.

  • applicazione di sanzioni sostitutive

  • perdono giudiziale

Il patteggiamento, nel rito minorile, non è ammissibile, in quanto la minore età dell’imputato e la necessità di valutare la sua imputabilità urtano con la possibilità di concordare una pena.

  • L’art 444 c.p.p., infatti, si pone in contrasto con il modello di giustizia minorile che è sorretto da finalità di recupero del minore.

Non è ammissibile neanche il procedimento per decreto penale, poiché, svolgendosi esclusivamente in via cartolare, impedirebbe quell’adeguata valutazione della personalità del minore che costituisce un presupposto indefettibile di qualsiasi rito minorile.

È invece esperibile il giudizio abbreviato, giudizio immediato e direttissimo.



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Il procedimento minorile

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