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IL POSSESSO

Aggiornamento: 9 gen

Art. 1140 c.c.

[1] Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di un altro diritto reale [...]


Il possesso deriva da una situazione di fatto che può anche non trovare riscontro nel diritto, ossia non vi è una necessaria coincidenza tra il soggetto possessore e il soggetto titolare del diritto reale corrispondente (es. ladro e bene rubato).


Effetti del possesso

Dal possesso derivano alcuni effetti vantaggiosi, cosiddetti commoda possessionis.

A titolo esemplificativo:

  • tutela del possesso

  • azioni possessorie

  • diritto di ritenzione

  • acquisto dei diritti reali (in aggiunta ad altri presupposti) articolo 1153;

  • usucapione,

  • acquisto dei frutti, rimborso spese

Possideo quia possideo: il convenuto, nell'azione di rivendicazione, non è mai gravato dal primo onere probatorio, egli risulta vittorioso per il solo fatto che l'attore non riesca ad assolvere il proprio onere probatorio, circa l'esistenza di un titolo di acquisto del diritto di proprietà.

Ratio della disciplina

La ratio, sottesa alla scelta di riconnettere al possesso, anche se privo di riscontro nella titolarità del relativo diritto, effetti vantaggiosi, risiede:

  • nell'assicurare il pacifico godimento dei beni evitando forme di autotutela e giustizia privata

  • nel tutelare l'affidamento dei terzi fondato sulla situazione di fatto (principio dell'apparenza) e quindi favorire i traffici giuridici

  • nel favorire lo sfruttamento, l'utilizzo produttivo dei beni.

Oggetto

Il potere

Il possesso si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio del diritto di proprietà o di un altro diritto reale (1140) inclusi il pegno (1153) e la comunione cosiddetto compossesso (1102 comma 2).

Tuttavia, sono escluse le servitù coattive (1032 c.c.), le servitù non apparenti (1061), l'ipoteca.

Talvolta può essere difficile individuare il diritto reale in relazione al quale il possesso è esercitato (es. proprietà piena o proprietà superficiaria?).

Per modificare il tipo di possesso: interversio possessionis (ex art. 1164 c.c.)

I BENI

Beni materiali ("sulla cosa"; "diritto reale" 1140 c.c.)

Titoli di credito (1157) (no diritti di credito)

Universalità di fatto (816) e universalità di beni mobili (1160)

Beni demaniali e del patrimonio indisponibile, solo ai fini della tutela possessoria fra privati (1145, co. 2 e co.3).


Classificazioni

Il possesso può essere classificato utilizzando diversi criteri. Come sempre, tali classificazioni corrispondono a delle differenze in termini di disciplina giuridica.

Possesso pieno (o diretto)

Presuppone:

  • Corpus: disponibilità di un bene, vale a dire la possibilità di instaurare in ogni momento una relazione materiale con esso; occorre avere la sfera di controllo sul bene, non necessariamente una relazione fisica costante con esso (es. macchina parcheggiata)

  • Animus possidendi: volontà di utilizzare il bene come titolare del diritto reale corrispondente.

Possesso mediato (o indiretto)

Presuppone solo l'animus possidendi, ossia la volontà di comportarsi come il titolare del corrispondente diritto reale. L'assenza del corpus discende dalla coesistenza della detenzione in capo a un terzo.

Possesso legittimo

Vi è coincidenza fra possesso (situazione di fatto) e titolarità del diritto (situazione di diritto).

Possesso illegittimo

  • di buona fede: non vi è coincidenza tra possesso e titolarità del diritto. Il possesso è stato acquistato in buona fede, ignorando senza colpa grave di ledere un diritto altrui.

  • di mala fede: non vi è coincidenza fra possesso e titolarità del diritto. Il possesso è stato acquistato in malafede, nella consapevolezza o ignorando con colpa di ledere un diritto altrui

  • vizioso: non vi è coincidenza tra possesso e titolarità del diritto. Il possesso è stato acquistato in modo violento contro la volontà del titolare del diritto, o in modo clandestino, di nascosto dal titolare del diritto.

La sussistenza della buona fede è presunta iuris tantum (1147 comma 3). Ai fini della sussistenza della buona o mala fede, rileva solo il momento di acquisto del possesso (mal fides superveniens non nocet; art. 1147, co.3).


DIFFERENZA TRA POSSESSO E DETENZIONE

La detenzione è una situazione di fatto diversa dal possesso.

Presupposti

  • Corpus: disponibilità di un bene

  • Animus detinendi: volontario utilizzo del bene, riconoscendo e rispettando il possesso di un terzo (es. conduttore che paga il canone al locatore). Discende dalla coesistenza di un possesso mediato in capo a un altro soggetto (non avviene in caso di nuda proprietà, abbinata a un diritto reale minore, in quanto sono due possessi).


Apparentemente, la distinzione tra possesso mediato e detenzione, risiede nel tipo di animus (dato interiore), ma, nella realtà, dipende dal titolo giuridico in forza del quale il soggetto ha acquistato la disponibilità del bene. Si presume iuris tantum che la situazione sia qualificabile come possesso (art. 1141, co.1 c.c.).


TIPOLOGIE DI DETENZIONE

Detenzione qualificata: la materiale disponibilità del bene nell'interesse proprio (detenzione qualificata autonoma, es. conduttore) o del possessore (detenzione qualificata non autonoma, es. mandatario del possessore).

Azioni esperibili: azione di reintegrazione; diritto al risarcimento del danno; interversio possessionis ai sensi dell'art. 1141 co. 2 c.c.

Detenzione non qualificata: la materiale disponibilità del bene per ragioni di ospitalità o lavoro (es. amico che utilizza l'appartamento di un proprio amico). E' irrilevante per il diritto.


Negozi giuridici e possesso

Secondo la tesi oggi maggioritaria, non sono ammessi negozi giuridici dispositivi del solo possesso, poiché l'articolo 1321 definisce il contratto come l'accordo volto a costituire regolare ed estinguere un rapporto giuridico patrimoniale, ossia una situazione di diritto, non di fatto (Cass. SS.UU. n. 7930 del 2008).

Non sono ammessi, quindi, contratti di trasferimento del possesso, così neppure atti di rinuncia del possesso.


ACQUISTO DEL POSSESSO

  • a titolo originario: mediante l'apprensione del bene contro la volontà (c.d. spoglio; es. ladro) oppure senza volontà (c.d. occupazione; es. cosa abbandonata) del precedente possessore.

  • a titolo derivativo: mediante acquisto della disponibilità non necessaria materiale apprensione del bene attraverso la consegna (traditio) effettuata dal precedente possessore può essere materiale oppure simbolica esempio consegna delle chiavi della casa può anche essere virtuale (c.d. ficta = muta solo l'animus, non la situazione di fatto) il detentore diventa possessore. La traditio brevi manu (è un'ipotesi di interversio possessionis)

  • successione a titolo universale (art. 1146 co.1 c.c.)


ACQUISTO DEL POSSESSO A TITOLO DERIVATIVO

Successione nel possesso

Se la successione nel possesso avviene per morte del possessore, il possesso continua in capo all'erede (1146 co. 1 c.c.) in quanto successore a titolo universale. Il possesso ha gli stessi caratteri di quello del dante causa (es. legittimo o illegittimo). Opera ipso iure anche se l'erede non ha la materiale disponibilità o addirittura la consapevolezza dell'esistenza del bene.


ACCESSIONE NEL POSSESSO

Se la successione nel possesso avviene in presenza di un titolo idoneo al trasferimento a titolo particolare (inter vivos o mortis causa) di diritto reale, l'acquirente può unire il proprio possesso a quello del dante causa per beneficiare degli eventuali effetti favorevoli (1146 co. 2 c.c.).

Se operante, il possesso risente dei caratteri di quello del dante causa.

Opera se sussiste la volontà dell'acquirente.


INTERVERSIO POSSESSIONIS

Passaggio da detenzione qualificata a possesso

art. 1141, co. 2, c.c.

Presupposti:

  • detenzione qualificata

  • mutamento del titolo (non solo dell'animus)


PERDITA DEL POSSESSO

  • mutamento del possesso a detenzione (es. constitutum possessorio)

  • perdita del possesso: derivante da cause naturali (es. morte del possessore, eventi che provocano la perdita irreversibile del corpus) oppure dall'atto di un terzo (es. impossessamento, atto di opposizione del detentore).



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