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Il giudice penale

Il Giudice è soggetto processuale super partes ed è il titolare del potere decisionale.


INDIPENDENZA

L'indipendenza attiene al profilo esterno della giurisdizione, poiché riguarda la posizione istituzionale del giudice in relazione agli altri poteri dello Stato.

L'art. 104 c.p.p. recita: "la magistratura costituisce un ordine autonomo ed indipendente da ogni altro potere".

Il giudice è soggetto soltanto alla legge, così come previsto dall'art. 101 Cost.

La funzione giurisdizionale è esercitata dai magistrati ordinari (art. 102 Cost. - art. 1 c.p.p.).

Vi sono ipotesi eccezionali di partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia (Corti di Assise).

A rafforzare l’indipendenza del giudice, l’art. 107 Cost. prevede la garanzia di inamovibilità.


IMPARZIALITA’

Attiene al profilo interno della giurisdizione, poiché il giudice non deve propendere né per la difesa, né per l’accusa (assenza di pregiudizio prima della formazione delle prove in dibattimento).

Il diritto di difesa (24 Cost.) e la precostituzione del giudice (25 Cost.) mirano ad evitare parzialità nella formazione e valutazione delle prove, ma anche nella scelta del giudice

a tutela dell’imparzialità. Sono previsti anche gli istituti della rimessione (45 c.p.p.) incompatibilità (34-35 c.p.p.) astensione (36 c.p.p.) ricusazione (37 c.p.p.).


RIMESSIONE

Consiste nell’attribuzione di competenza ad un giudice diverso da quello territorialmente competente secondo le regole ordinarie.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, la rimessione non viola il principio di predeterminazione del giudice ex art. 25 Cost., in quanto costituisce anch’esso un criterio attributivo di competenza.

La disciplina della rimessione è dettata agli artt. 45 e ss. c.p.p., ed è stata riformata dalla Legge Cirami nel 2002.

La rimessione si può attivare in ogni stato e grado del processo di merito quando vi siano:

  1. gravi situazioni locali sono tali da turbare lo svolgimento del processo e non altrimenti eliminabili:

  • pregiudicano la libera determinazione delle persone che partecipano al processo

  • pregiudicano la sicurezza o l’incolumità pubblica delle persone che partecipano al processo

  • situazioni di coartazione fisica e psichica reali e non ipotetiche, tali da avere conseguenze negative sul processo.


2. Legittimo sospetto cioè quelle situazioni di dubbio sull’imparzialità e serenità del giudice, ancorate non a fatti concreti, ma a seri dubbi di ostilità ambientale.

Sul legittimo sospetto le SS.UU. della Cassazione hanno precisato che:

  • l’istituto della rimessione ha carattere eccezionale, quindi necessita di interpretazione restrittiva.

  • per grave situazione locale, deve intendersi un fenomeno esterno alla dialettica processuale, riguardante l’ambiente territoriale nel quale il processo si svolge e connotato da abnormità e consistenza tali da generare un pericolo concreto per la non imparzialità del giudice.


La richiesta della rimessione è depositata, con i documenti che vi si riferiscono, nella cancelleria del giudice ed è notificata, a cura del richiedente, entro 7 giorni alle altre parti.

Può essere avanzata in ogni stato e grado del processo di merito:

  • dal P.M.

  • dall’imputato

  • dal Procuratore Generale presso la C.D.A.

Non sono legittimati il difensore dell’imputato, nonché le altre parti private.

Effetti della richiesta di rimessione (art. 47 c.p.p.)

Sia il giudice di merito, che la Corte di Cassazione, possono disporre la sospensione del processo in attesa della decisione.

La sospensione è obbligatoria quando il ricorso è stato assegnato alle SS.UU. o a ad una Sezione diversa da quella che deve pronunciare l’inammissibilità.

Durante la sospensione del processo, sono altresì sospesi i termini di prescrizione del reato.

Decisione sulla richiesta di rimessione (48 c.p.p.):

la Corte, con procedimento in camera di consiglio, può decidere per:

  • inammissibilità

  • rigetto

  • accoglimento


In ordine agli effetti della rimessione, è previsto che il nuovo giudice debba provvedere al rinnovo degli atti compiuti anteriormente al provvedimento, solo però se vi sia un'esplicita richiesta di una delle parti e con l’esclusione per quegli atti che siano divenuti irripetibili.


INCOMPATIBILITA’

Disciplinata dagli artt. 34 e 35 c.p.p. ha come ratio: "garantire il giusto processo"

Cause di incompatibilità:

  • precedenti atti compiuti nel procedimento

  • ragioni di parentela (non possono svolgere nello stesso processo giudici che sono tra loro parenti o affini fino al secondo grado)


L’incompatibilità determina la sostituzione della persona fisica del giudice con altro giudice, appartenente allo stesso ufficio.


Differenze tra incompatibilità e remissione:

  • L’incompatibilità comporta l’inidoneità a giudicare di un singolo giudice che quindi verrà sostituito

  • La rimessione produce lo spostamento della competenza territoriale.


Secondo la giurisprudenza (SS.UU.), i provvedimenti giurisdizionali adottati da un giudice incompatibile non sono affetti da nullità.

L’art. 34 c.p.p. disciplina l’incompatibilità determinata da atti compiuti in precedenza nel corso dello stesso procedimento, ma in fasi diverse.

Non può partecipare al procedimento il giudice che:

  • ha pronunciato (o concorso a pronunciare) sentenza in un grado del procedimento

  • ha emesso il provvedimento conclusivo dell’udienza preliminare o ha disposto il giudizio immediato o ha emesso decreto penale di condanna o ha deciso sull’impugnazione della sentenza di non luogo a procedere...


La Corte Costituzionale ha ribadito che la situazione di incompatibilità si verifica solo allorché il giudice si sia già pronunciato sul merito dell’accusa in una fase diversa del procedimento o del processo, quindi:

  • non c’è incompatibilità se un giudice si è pronunciato nella stessa fase del processo.


ASTENSIONE

E' fatto obbligo al giudice di astenersi (art. 36 c.p.p.) quando:

  • sussistono i motivi per cui può essere ricusato

  • quando ricorre l’ipotesi generica delle altre gravi ragioni di convenienza (all’obbligo di astensione relativo alle “altre gravi ragioni di convenienza” non è correlato il potere di ricusazione delle parti)


Chi decide sulla dichiarazione di astensione?

Se si astiene il giudice, decide il presidente del tribunale o della Corte d’appello

Se si astiene il presidente del tribunale, decide il presidente della corte d’appello

Se si astiene il presidente della Corte d’appello, decide il presidente della Corte di Cassazione.

Il giudice che si è astenuto è sostituito da un altro magistrato.

Gli atti da lui compiuti, perdono o conservano efficacia, secondo quanto stabilito dal provvedimento di accoglimento dell’astensione (vale anche per la ricusazione).


RICUSAZIONE

E' prevista agli artt. 37 e ss. c.p.p.

Ex art. 42 c.p.p. se la dichiarazione di astensione o ricusazione è accolta, il giudice non può compiere alcun atto del procedimento.

Vi è una preclusione temporanea a pronunciare sentenza, fino a quando non si sia provveduto sulla decisione di ricusazione.

La dichiarazione di ricusazione si considera come non proposta, quando il giudice si astiene.

I motivi di ricusazione investono:

  • casi di incompatibilità determinati da atti compiuti nello stesso procedimento o da legami familiari tra giudici

  • la presenza di un interesse proprio

  • rapporti debitori o creditori con le parti

  • talune qualità personali che legano il giudice alle parti

  • un'anticipazione di giudizio

  • inimicizia grave con le parti

  • taluni legami familiari con le parti o i soggetti processuali.


Nel caso in cui l’istanza di ricusazione sia fondata sugli stessi motivi di altra già respinta, è consentito al giudice pronunciare sentenza.

Il giudice può essere ricusato dalle parti.

La ricusazione non può riguardare il P.M., perché è parte e non dotato di terzietà.

La dichiarazione di ricusazione può essere proposta:

  • nell’udienza preliminare, fino a che non si siano conclusi gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti.

  • nel giudizio, fino a che non sia scaduto il termine previsto dall'art. 491 comma 1 c.p.p.

Se la causa di ricusazione è divenuta nota dopo la scadenza dei termini, deve essere proposta entro 3 giorni.

Riguardo gli effetti dell’accoglimento della richiesta di ricusazione, le SS.UU., con la Sentenza n. 37207 del 2020, hanno dato risposta al seguente quesito:

"Se, in caso di accoglimento della istanza di ricusazione del G.U.P., il decreto che dispone il giudizio - emesso in pendenza della decisione definitiva sulla domanda di ricusazione - conservi o meno efficacia".

Le Sezioni Unite hanno stabilito che, in caso di accoglimento della istanza di ricusazione del giudice dell'udienza preliminare, il decreto che dispone il giudizio - emesso in pendenza della decisione definitiva sulla domanda di ricusazione - non conserva efficacia ed è affetto da nullità ai sensi dell'art. 178, comma 1, lett. a), c.p.p.

L’ordinanza, che decide sul merito della ricusazione, provvede contestualmente a dichiarare, in caso di accoglimento della dichiarazione di ricusazione, se e in quale parte gli atti compiuti precedentemente dal giudice ricusato, devono considerarsi efficaci.

Contro tale ordinanza è proponibile ricorso per Cassazione nelle forme dell'art. 611 c.p.p..


TIPOLOGIA DEI GIUDICI

I giudici possono essere divisi secondo una molteplicità di criteri:

  • In base alla composizione dell’organo: giudici monocratici (G.I.P. – G.U.P., MAG SORV) e giudici collegiali

  • In base al rapporto di impiego: giudici togatigiudici onorari (Corte d’Assise 6 + 2 togati)

  • In base alla natura delle funzioni: giudici di merito giudici di legittimità.



Giudice penale
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