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Il diritto di servitù

Quali sono i caratteri del diritto di servitù?

Caratteri della servitù sono:

- la tipicità, giacché, come è noto, i diritti reali costituiscono un numero chiuso. Ciò, però, non esclude una atipicità del contenuto delle servitù;

- l'utilità, che può consistere in un qualsiasi vantaggio, anche non economico, che si traduce in una migliore utilizzazione del fondo. Essa va intesa in senso ampio e, ai sensi dell'art. 1028, «può consistere anche nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante. Può del pari essere inerente alla destinazione industriale del fondo»;

- la vicinanza dei fondi intesa in senso relativo e funzionale. I due fondi cioè devono trovarsi in una posizione topografica tale da consentire al fondo servente di prestare un'utilità al fondo dominante, non devono dunque necessariamente essere confinanti;

- la predialità consiste nel fatto che la servitù è posta a vantaggio di un fondo (praedium). La servitù non può mai costituirsi a vantaggio di una persona (c.d. servitù personale o irregolare): il proprietario del fondo dominante riceve vantaggio attraverso il suo bene;

- la unilateralità. Tradizionalmente il peso gravante sul diritto di proprietà deve riguardare esclusivamente il fondo servente, mentre l'utilità deve essere a favore soltanto del fondo dominante. Dottrina e giurisprudenza ammettono ormai da tempo la costituzione di servitù c.d. reciproche, qualora i proprietari di due fondi vicini assumano obblighi che si traducono in un peso sopra ciascun fondo e a vantaggio dell'altro;

- l'appartenenza dei due fondi a diversi proprietari (nemini res sua servit) (art. 1027);

- l'indivisibilità (servitutes dividi non possunt). Poiché consiste in una qualità del fondo, la servitù è per sua natura indivisibile;

- l'ambulatorietà attiva e passiva. Carattere comune a tutti i diritti reali è quello per cui i titolari attivo e passivo del diritto mutano con il trasferimento del bene;

- l'impossibilità di consistere in un fare (servitus in faciendo consistere nequit). La servitù può solo consistere in un pati (cioè nel sopportare una data attività) o in un non facere (nelle servitù negative), mai in un facere imposto al proprietario del fondo servente (art. 1030). A carico del proprietario del fondo servente, tuttavia, possono essere imposte delle prestazioni positive accessorie (che non esauriscano, però, l'intero contenuto della servitù), le quali siano strumentali al concreto utilizzo del fondo servente;

- la inipotecabilità, a sensi dell'art. 2810.


Che cosa sono e come si costituiscono le servitù coattive?

Si ha servitù coattiva quando la legge, in vista della situazione nella quale si trova un fondo (che, ad esempio, risulta privo di accesso alla pubblica via), attribuisce al suo proprietario il diritto potestativo ad ottenere l'imposizione della servitù sul fondo altrui, dietro versamento di una indennità (art. 1032 c.c.). Prima che intervenga tale pagamento il proprietario del fondo servente può opporsi all'esercizio della servitù (cfr. art. 1032, comma 3). Questo tipo di servitù, dunque, è destinato a soddisfare una necessità e non una utilità del fondo dominante.

Nella servitù coattiva di passaggio, nell'ipotesi in cui l'interclusione costituisca l'effetto di un atto di alienazione a titolo oneroso, il proprietario del fondo rimasto intercluso ha il diritto di ottenere gratuitamente il passaggio dall'altro contraente che dispone della porzione di fondo avente accesso alla via pubblica.

La legge prevede due modi di costituzione:

1) per mezzo di un contratto (con forma scritta ab substantiam ex art. 1350, n. 4 e trascritto a sensi dell'art. 2642, n. 4) tra il proprietario del fondo dominante ed il proprietario del fondo servente;

2) per mezzo di una sentenza del giudice, che stabilirà le modalità di esercizio della servitù e l'indennità dovuta al proprietario del fondo servente. Questa ipotesi, naturalmente, avrà luogo soltanto nel caso in cui le parti non dovessero addivenire ad un accordo contrattuale.

Il contenuto delle servitù coattive è tipicamente individuato dalla legge, che, dunque, crea singoli e tassativi tipi di servitù coattive: servitù di acquedotto coattivo (artt. 1033 ss.), servitù di passaggio (artt. 1051 ss.), servitù di somministrazione coattiva di acqua ad un edificio o ad un fondo (artt. 1049 e 1050), servitù di scarico coattivo delle acque (art. 1043), servitù di passaggio coattivo di linee teleferiche (art. 1056).



Diritto di servitù e le servitù coattive
Servitù

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