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IL DIFENSORE

Il difensore è una persona che ha particolare competenza tecnico-giuridica.

Possiede determinate qualifiche penalistiche, privatistiche e processuali.

La qualifica penalistica è quella di esercente un servizio di pubblica necessità.

La qualifica privatistica si individua nel rapporto di prestazione di opera intellettuale che lega il difensore al cliente.

La qualifica processuale è quella di rappresentante tecnico della parte.


La rappresentanza tecnica è il potere conferito al difensore, di compiere atti processuali per conto del cliente e/o parte assistita.

Perché il difensore possa disporre di un diritto “in nome” del cliente o della parte assistita, deve essergli attribuita una rappresentanza volontaria.

Sono ammessi fino a due difensori per l’imputato, mentre uno solo per le altre parti.


Il difensore di fiducia è scelto dall’imputato-indagato.

Se il soggetto è persona fermata, arrestata o in custodia cautelare, la nomina può essere fatta da un prossimo congiunto.


Nomina del difensore da parte dell'imputato/indagato:

Sono previste forme semplificate per agevolare il diritto di difesa:

  • dichiarazione resa oralmente dall’imputato davanti all’autorità procedente (che ne redige verbale)

  • nomina effettuata per atto scritto, senza necessità di autentica della firma. In tal caso, la dichiarazione scritta deve essere consegnata all’autorità procedente o trasmessa per raccomandata.

Nomina del difensore da parte della persona offesa:

  • stesse forme semplificate previste per l’imputato.


Nomina del difensore di parte civile, del civilmente obbligato per la pena pecuniaria e del responsabile civile:

  • con procura speciale (conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata)


L’imputato non può esercitare un'autodifesa esclusiva, quindi, se non nomina un avvocato, gli viene designato un difensore d’ufficio.

L’imputato può togliere effetto all’atto compiuto dal proprio difensore, ma deve farlo con espressa dichiarazione e prima che sia intervenuto il provvedimento del giudice in relazione all’atto.

La persona offesa non può togliere effetto ad un atto del proprio difensore.

  • l’unico modo è quello di revocare la nomina del difensore e nominarne un altro.


E’ difensore d’ufficio, quello che viene nominato dall’Autorità Giudiziaria, in difetto di nomina del difensore di fiducia.

Il difensore d’ufficio da chi e come viene retribuito?

  • gli onorari del difensore d’ufficio vengono pagati dall’assistito.

  • se l’assistito non provvede al pagamento e il difensore dimostra di aver esperito inutilmente le procedure per il recupero dei crediti, è retribuito dallo Stato.

Il difensore d’ufficio:

  • cessa le sue funzioni, se viene nominato un difensore di fiducia

  • non può rifiutare l’incarico

  • può avvalersi di un sostituto


Difensore incompatibile

Il difensore non può assistere due imputati quando uno degli imputati ha interesse nel sostenere una tesi difensiva sfavorevole all’altro.


L'abbandono o il rifiuto della difesa comportano la violazione di una norma deontologica:

  • sarà attivato un procedimento disciplinare presso il consiglio dell’Ordine, che potrà irrogare sanzioni.


L’essenzialità della difesa tecnica, in ossequio al principio dettato dall’art. 24 Cost., comporta che ai non abbienti (sia italiani che stranieri) sia garantito il diritto di difesa attraverso il gratuito patrocinio.

Il gratuito patrocinio è disciplinato dal Testo Unico in materia di Spese di Giustizia.

  • Può essere scelto un difensore tra gli avvocati inseriti nell’albo speciale dei difensori d’ufficio e iscritti da almeno due anni nell’Albo degli Avvocati.

  • Le spese per consulenti tecnici, investigatori privati, notai e ufficiali giudiziari, sono a carico dello Stato.

Per accedere al gratuito patrocinio, il reddito annuo IRPEF, ai sensi del D.M. 23 lug. 2020, deve essere inferiore a € 11.746,68. Tale importo viene adeguato ogni 2 anni.

Si conteggiano e si valutano anche i redditi di provenienza illecita e pure quelli dei conviventi (anche more uxorio).

Ai sensi dell’art. 76 co. 4-ter del D.P.R. 115/02, la persona offesa da taluni gravi reati indicati dalla norma, tra cui maltrattamenti in famiglia, stalking e violenza sessuale, può essere ammessa al gratuito patrocinio anche in deroga ai limiti di reddito.


Procedura per l'accesso al gratuito patrocinio

  • istanza dell'interessato al giudice (corredata di documentazione ed autocertificazione)

  • il giudice decide sull’ammissione entro dieci giorni.

Contro il provvedimento di rigetto è ammesso ricorso al presidente del tribunale o della C.D.A. e in Cassazione per violazione di legge.


Ai sensi dell’articolo 75 comma 2-bis del T.U. in materia di Spese di Giustizia, specificamente inserito dal D.lgs. n. 24/2019, la disciplina del patrocinio gratuito si applica altresì per le persone ricercate nell'ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d'arresto europeo.

Inoltre, il D.lgs 24/2019 ha esteso l’applicazione del beneficio del gratuito patrocinio anche agli indagati e agli imputati per reati tributari, precluso fino all’emanazione della citata norma.

In tal modo, secondo le intenzioni del legislatore, il sistema garantisce parità di accesso al patrocinio a spese dello Stato anche agli indagati e imputati di reati tributari, ma non anche ai condannati in via definitiva per tali reati.

Inoltre, ai sensi dell'articolo 115-bis del Testo Unico in materia di Spese di Giustizia, espressamente previsto dalla L. n. 36/2019, l'onorario e le spese spettanti al difensore, all'ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte di persona nei cui confronti è emesso:

  • provvedimento di archiviazione motivato dalla sussistenza delle condizioni di cui all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale (legittima difesa) o

  • sentenza di non luogo a procedere o di proscioglimento perché il fatto non costituisce reato in quanto commesso in presenza delle condizioni di cui all'articolo 52, commi secondo, terzo e quarto, del codice penale, nonché all'articolo 55, secondo comma, del medesimo codice,

sono liquidati dal magistrato nella misura e con le modalità previste dal T.U. spese di Giustizia.



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