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Favoreggiamento personale e reale

Delitti di favoreggiamento


Tre requisiti accumunano le due forme di favoreggiamento, previste dal codice:

  • l'aiuto,

  • la preesistenza di un reato,

  • l’assenza di concorso nel reato-preesistente.

Non può essere considerato favoreggiatore, bensì concorrente, chi ha arrecato un contributo, materiale o morale, al reato-preesistente.


Favoreggiamento personale

Chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce la pena di morte o l'ergastolo o la reclusione, e fuori dei casi di concorso nel medesimo, aiuta taluno a eludere le investigazioni dell'autorità, comprese quelle svolte da organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti, è punito con la reclusione fino a quattro anni.

Quando il delitto commesso è quello previsto dall'articolo 416 bis, si applica, in ogni caso, la pena della reclusione non inferiore a due anni.

Se si tratta di delitti per i quali la legge stabilisce una pena diversa, ovvero di contravvenzioni, la pena è della multa fino a euro 516.

Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando la persona aiutata non è imputabile o risulta che non ha commesso il delitto.


Il favoreggiamento personale protegge l'interesse dell'amministrazione della giustizia al regolare svolgimento delle investigazioni e delle ricerche finalizzate a un procedimento penale.


Dottrina e giurisprudenza riconoscono che il favoreggiamento personale sia reato di pericolo.


Il favoreggiamento personale è reato comune, in quanto può essere commesso da chiunque.


In giurisprudenza si è affermato che commette il reato di favoreggiamento personale colui che tace il nome dell'autore di un furto da lui subito o comunque non palesa le circostanze che gli hanno permesso il recupero della refurtiva.


Il reato di favoreggiamento presuppone la commissione o di un delitto o di una contravvenzione e non di un mero illecito amministrativo (Cass. Sez. VI, 3.12.1987).

Si è poi precisato che il delitto di favoreggiamento non è configurabile se manca del tutto o è dubbia la prova della sussistenza obiettiva del reato presupposto;

  • ma quando il dubbio cade soltanto sull'autore di questo reato, è configurabile il reato di favoreggiamento nei confronti di chi, con il suo comportamento, abbia intralciato il corso dell'attività giudiziaria (Cass. Sez. VI, 10.4.1986).

In dottrina si è sostenuto che in presenza di cause di giustificazione (o elementi negativi) viene meno il presupposto del favoreggiamento personale e dunque lo stesso delitto.


Nozione di "aiuto": è necessaria e sufficiente la idoneità della condotta a realizzare l'evento.

Deve consistere in un aiuto teso a eludere le investigazioni dell'Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa.


Eludere le investigazioni dell'Autorità significa impedire che le indagini si svolgano regolarmente, pervenendo al risultato cui erano dirette.


Sottrarsi alle ricerche significa rendere vane le attività dirette alla coercizione personale, cioè il fermo, l'arresto, la cattura o l'accompagnamento.


La giurisprudenza è dell'opinione che il reato di favoreggiamento possa commettersi anche prima di un procedimento penale, essendo sufficiente la possibilità di investigazioni o probabile l'inizio delle ricerche tese alla esecuzione di un atto di coercizione.


Le investigazioni devono però essere chiaramente immaginabili dall'agente sulla base degli elementi concreti a sua conoscenza.


Dolo generico.


Il favoreggiamento personale si consuma nel momento in cui è stato prestato l'aiuto ad eludere le investigazioni dell'autorità o a sottrarsi alle ricerche di questa.


Per delimitare meglio l’area di tutela del favoreggiamento personale rispetto ad altri reati di contenuto simile (per es. la falsa testimonianza), si è precisato che esso tende ad impedire modifiche dei contesti materiali esterni che ostacolano le attività investigative urgenti.


Si ha tentativo quando l’aiuto non è portato a termine (per es. messaggi non potuti recapitare).


Favoreggiamento reale

Chiunque fuori dei casi di concorso nel reato e dei casi previsti dagli articoli 648, 648 bis e 648 ter, aiuta taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato, è punito con la reclusione fino a cinque anni se si tratta di delitto, e con la multa da euro 51 a euro 1.032 se si tratta di contravvenzione.

Si applicano le disposizioni del primo e dell'ultimo capoverso dell'articolo precedente.


Nel delitto di favoreggiamento reale la condotta consiste nell'aiutare taluno ad assicurare il prodotto o il profitto o il prezzo di un reato.


Sul concetto di aiutare taluno vale quanto detto per l’ipotesi delittuosa del favoreggiamento personale.


Dolo Generico.


Il favoreggiamento reale si consuma nel momento e nel luogo in cui l'agente ha posto in essere il comportamento nel quale si concreta l'aiuto.


In giurisprudenza si è affermato che il favoreggiamento reale si consuma nel momento in cui si fornisce l'aiuto, indipendentemente dal fatto che il favoreggiato riesca effettivamente a conseguire il prodotto, il profitto o il prezzo del reato.


Il tentativo è generalmente ammesso.



Favoreggiamento personale e reale
Favoreggiamento

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