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False informazioni al pubblico ministero

False informazioni al pubblico ministero (Art. 371-bis c.p.)

Chiunque, nel corso di un procedimento penale, richiesto dal pubblico ministero o dal procuratore della Corte penale internazionale di fornire informazioni ai fini delle indagini, rende dichiarazioni false ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, è punito con la reclusione fino a quattro anni.


Ferma l'immediata procedibilità nel caso di rifiuto di informazioni, il procedimento penale, negli altri casi, resta sospeso fino a quando nel procedimento nel corso del quale sono state assunte le informazioni, sia stata pronunciata sentenza di primo grado, ovvero il procedimento sia stato anteriormente definito con archiviazione o con sentenza di non luogo a procedere.


Le disposizioni di cui ai commi primo e secondo si applicano, nell'ipotesi prevista dall'articolo 391 bis, comma 10, del codice di procedura penale, anche quando le informazioni ai fini delle indagini sono richieste dal difensore.


L'art. 371-bis c.p. costituisce una delle risposte alle stragi di Palermo, è quindi orientato a combattere il fenomeno mafioso, in particolare negli ostacoli che esso crea contro la corretta amministrazione della giustizia.


La ragione di tale aggiunzione normativa si deve alla diffusa convinzione che, nel nuovo codice di procedura penale, il P.M. assume il ruolo di parte.


La giurisprudenza ha ripetutamente affermato che non è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione il soggetto danneggiato che ha presentato denunzia per il delitto di false dichiarazioni al P.M., nel quale persona offesa è esclusivamente lo Stato-collettività (Cass. Sez. VI, 16.6.2009; C., Sez. VI, 27.5.2008).


La condotta risulta modellata su quella tradizionalmente propria della Falsa Testimonianza ex art. 372 c.p.


Il fatto deve essere commesso «nel corso di un procedimento penale»: dunque, resta ad esempio escluso il procedimento di prevenzione.

Si esclude generalmente l'applicabilità della norma all'attività di polizia giudiziaria, neppure se questa assuma sommarie informazioni dalle persone che possono riferire circostanze utili ai fini delle indagini a seguito di delega del P.M.

Anche la giurisprudenza ha escluso l'applicabilità della norma in esame alle false dichiarazioni alla polizia giudiziaria (Cass. Sez. V, 14.7.2010).


E’ un reato proprio del soggetto a cui sono richieste informazioni utili alle indagini preliminari secondo le forme stabilite.

Il delitto è escluso se le informazioni comporterebbero un’autoaccusa, per via del principio del nemo tenetur se detegere.



False informazioni al pubblico ministero
False informazioni al pubblico ministero

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