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Il decentramento amministrativo

La prima linea di evoluzione, del sistema amministrativo, attiene all'organizzazione amministrativa; e la denomineremo, dall'accentramento al decentramento.

Questa linea di evoluzione, a differenza delle altre due che seguiranno, invero, inizia a delinearsi, almeno nei principi, solo in tempi relativamente recenti, cioè dopo l'instaurarsi dell'ordinamento costituzionale; ma riceve una decisiva impennata (una vera e propria svolta istituzionale) solo in tempi recentissimi (con la L. cost. 3/2001 e le leggi ordinarie "di contorno''). Il principio dell'accentramento non solo, infatti, non subisce svolte nei 90 anni circa che seguirono all'unificazione del Regno, ma vide anzi accentuarsi i suoi caratteri, nell'ambito dell'esperienza fascista. Talché il decentramento avviato con la Costituzione della Repubblica italiana appare come una reazione all'accentuazione eccessiva che il principio dell'accentramento aveva avuto nei decenni precedenti, sino a configurarsi come sinonimo senz'altro di autoritarismo.

Il principio di accentramento nei suoi termini essenziali, può essere così descritto: l'amministrazione dipende dal Governo (il quale dell'andamento dell'amministrazione è responsabile davanti al Parlamento); essa si articola in una serie di uffici burocratico-professionali ordinati in Ministeri, al vertice di ognuno dei quali è collocata un'autorità politica (il Ministro); in ogni Provincia è a sua volta collocato un ufficio del Governo (la Prefettura) con competenza di amministrazione generale, che esercita la vigilanza (controllo di legittimità sugli atti) e anche la tutela (controlli di merito di vario tipo, approvazione dei bilanci, nomina di alcuni funzionari, etc.) sugli enti locali (Comuni e Province). Questi ultimi, i cui organi sono parzialmente elettivi, svolgono compiti di carattere amministrativo in favore delle rispettive comunità, fissati dalla legge e perciò obbligatori; e altre attività, in limitati settori, anch'esse predeterminati dalla legge, a carattere facoltativo nei limiti delle disponibilità di bilancio.

Solo con la Costituzione si afferma il principio del decentramento e quello di autonomia locale , come principi portanti dell’organizzazione del nuovo Stato (art. 5) e il sistema di governo si articola una struttura pluralistica che vede accanto allo Stato un insieme di enti del governo territoriale (Regioni, Province e Comuni) cui la Costituzione stessa nel testo originario, riserva un ambito di governo loro proprio, come espressione politica delle comunità di riferimento (come vedremo puntualmente). Il disegno autonomistico viene completato con la L. cost. 3/2001, che modifica la Costituzione identificando la Repubblica in un insieme di enti di governo (pubblici poteri) tra loro equiparati (e tra essi lo Stato) e differenziati solo con riferimento alla comunità rispettivamente amministrata e per la differente dimensione degli interessi coinvolti (sul piano dell'amministrazione; che la legislazione è riservata allo Stato e alle Regioni). Per effetto di tale riforma viene invertito l’ordine di menzione degli enti territoriali di cui la Repubblica si compone secondo l’art 114, 1° co. Al primo posto viene ora menzionato il comune fino ad arrivare attraverso province e città metropolitane allo Stato, seguendo un percorso pienamente rispettoso di quel principio di sussidiarietà che ispira l’attribuzione delle relative funzioni.

E contestualmente vengono soppressi (completando un itinerario riformatore precedentemente avviato) gli istituti, risalenti alle antiche leggi di cui s'è detto, intesi alla vigilanza e alla tutela del Governo sugli enti locali ( art 130); che ormai divengono, si potrebbe dire, padroni del loro destino, cioè direttamente responsabili verso la propria comunità della loro azione di governo (enti politici nel senso pieno e intero), anche se operano entro una cornice normativa e finanziaria stabilita dalle leggi.

Questa prima linea di evoluzione del sistema amministrativo, produce dunque un vero e proprio ribaltamento di uno dei principi fondanti del sistema disegnato dalle leggi rivoluzionarie, che avevano portato a termine un itinerario accentratore sviluppatosi già nel corso dell’antico regime. Lo stesso primato assoluto della legge come fonte di ogni disciplina dell’amministrazione (l’amministrazione come esecuzione della legge) si sfrangia in una miriade di fonti del diritto dell’amministrazione, per molte materie emanate dagli stessi enti di governo deputati all’amministrazione stessa.



Decentramento amministrativo evoluzione storica
Decentramento amministrativo



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