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Enti di governo territoriale. In particolare, la Regione

Sul piano organizzativo gli enti di governo territoriale sono accomunati da una serie di caratteri che si vanno ad esporre.

Anzitutto, si tratta di enti esponenziali di comunità; comunità caratterizzate dalla loro attinenza a un territorio (i cittadini residenti nel territorio della Regione, del Comune etc.) nei cui confronti l’ente è chiamato ad esercitare i suoi poteri di governo. Il territorio perciò è elemento costitutivo fondamentale di questi enti.

Il primo carattere, perciò, degli enti di governo territoriale è la territorialità

In secondo luogo, gli enti del governo territoriale sono enti politici. Sul piano organizzativo ciò significa, anzitutto che gli organi di governo dell’ente sono espressione della comunità attraverso la designazione dei titolari di essi, prescelti direttamente o indirettamente dalla comunità stessa, mediante procedimenti elettorali.

Il secondo carattere degli enti del governo territoriale perciò è la politicità.

In terzo luogo, l’organizzazione di questi enti e la loro azione di governo è finanziata per regola con mezzi propri, cioè ricavati dalla stessa comunità amministrata, della cui spendita ad essa gli organi di governo devono rispondere. Questo principio è attuato solo in parte nell’ordinamento positivo; ma è in via di progressiva attuazione ed è sancito a chiare lettere dall’art. 119 Cost.

Il terzo carattere degli enti di governo territoriale è l’autonomia finanziaria.

Gli organi di vertice di ciascun ente, organi formati esclusivamente di personale politico, seguono uno schema triadico. Ogni ente ha un Consiglio, assemblea eletta dal popolo, che esercita compiti normativi di programmazione, di indirizzo e di controllo sugli organi esecutivi. Tali sono il Sindaco o Presidente e la Giunta, quest’ultima organo collegiale nominato dallo stesso Sindaco o Presidente.

Il territorio della regione non è definito. La Costituzione si limita, infatti, a menzionare le denominazioni delle diverse Regioni. In prima applicazione, esso coincide con la somma dei territori provinciali già aggregati nelle Regioni precedentemente individuate a fini statistici. Questi ambiti territoriali possono essere modificati con legge della Repubblica mediante il distacco, da una Regione ad altra, di singole Province o Comuni che ne facciano richiesta, sentiti i Consigli regionali interessati, e con «l'approvazione della maggioranza della provincia o delle province interessate e del comune o dei comuni interessati espressa mediante referendum» (art. 132, 2° co., Cost.). Mentre con legge costituzionale si può disporre la fusione di più Regioni o la creazioni di nuove regioni con un minimo di un milione di abitanti (art. 132, o co., Cost.), su proposta di tanti Consigli comunali che rappresentino un terzo delle popolazioni interessate, approvata con referendum delle popolazioni stesse, previo parere dei Consigli regionali,

Disciplina speciale, anche sul piano costituzionale, è prevista per le cinque Regioni speciali (art. 116).

Secondo l'art.121 sono «organi della regione: il consiglio regionale, la giunta, suo presidente». E’ fatta salva la possibilità per la Regione di costituire con proprie leggi, altri organi: lo stesso testo costituzionale prevede il presidente e l'ufficio di presidenza del consiglio regionale (art. 122, 3° co.).

In alcuni ordinamenti regionali anche i singoli assessori assumono la sembianza di organi, ciascuno preposto ad un proprio assessorato. Sono poi organi della Regione al di là del dettato costituzionale, come di tutte le pubbliche Amministrazioni, i dirigenti, ciascuno nell'ambito della competenza del proprio ufficio, secondo l'ordinamento generale di cui si dirà.

Il Consiglio regionale, è organo titolare della potestà normativa della regione nonché della potestà di fissare l’indirizzo politico e amministrativo controllandone l’attuazione. Ma la potestà regolamentare può essere attribuita anche alla giunta.

I membri del Consiglio regionale (consiglieri regionali) hanno uno status che li differenzia dai membri degli organi collegiali amministrativi e li assimila in qualche modo ai membri del Parlamento. Ciò si evidenzia nell'affermazione costituzionale che «i consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio delle loro funzioni» (art. 122, 4° co., Cost.; affermazione simile per i membri del Parlamento all'art. 68, l ° co., Cost.); e nell'affermazione contenuta in tutti gli Statuti che ciascun consigliere regionale rappresenta l'intera Regione senza vincolo di mandato (analoga affermazione per i membri del Parlamento all'art. 67 Cost.).

All'interno del Consiglio operano diversi organi: il presidente e l'ufficio di presidenza con compiti di organizzazione e direzione dei lavori consiliari; nonché commissioni permanenti con distinte competenze per materia che svolgono il lavoro preparatorio all'attività normativa del Consiglio (sul modello delle commissioni parlamentari) ed esercitano anche, in base a disposizioni di legge regionale, attribuzioni consultive in ordine a funzioni amministrative.

L'organizzazione interna del Consiglio regionale rispecchia quella delle Camere: sono previsti infatti gruppi consiliari, ai quali si iscrivono i consiglieri secondo la rispettiva appartenenza politica; le c.d. giunte (per il regolamento; per le elezioni; etc.) e le commissioni permanenti o speciali, previste nei diversi ordinamenti regionali.

Le commissioni, a parte i compiti referenti nella sede legislativa, assumono, nei diversi ordinamenti regionali, il ruolo di veri e propri organi amministrativi, titolari di funzioni proprie (previste dalle leggi regionali), in genere di natura consultiva, da esercitarsi nell'ambito dei principali procedimenti amministrativi. In tal modo, la commistione dei ruoli del Consiglio regionale, organo di normazione e di amministrazione insieme, si evidenzia al massimo; praticamente, per ogni settore di amministrazione regionale (e così ad esempio, agricoltura, urbanistica, ambiente, etc.) si viene a costituire una sorta di governo di settore, cui presiede il componente la giunta preposto al settore e la commissione consiliare competente per materia.



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Enti territoriali. La Regione

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