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Delitti contro la Pubblica Amministrazione

I delitti contro la Pubblica Amministrazione

Il titolo II del libro II del codice penale è dedicato all’esame dei delitti contro la Pubblica Amministrazione.

Il titolo è diviso in tre capi:

  • Capo I - Dei delitti dei pubblici ufficiali contro la pubblica amministrazione (artt. 314-335-bis)

  • Capo II - Dei delitti dei privati contro la pubblica amministrazione (artt. 336-356)

  • Capo III - Disposizioni comuni ai capi precedenti (artt. 357-360)


Nozione di pubblico ufficiale

Art. 357 c.p. Agli effetti della legge penale, sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa.

Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.


Dalla definizione legislativa si deduce che l’elemento che caratterizza il pubblico ufficiale è l’esercizio di una funzione pubblica.


La duplice configurazione del requisito dell’abuso di ufficio nel codice penale

Il requisito dell’abuso di ufficio ha assunto, nel codice del 1930, una duplice configurazione, essendo stato riferito o alla soggettività dell’ufficio (abuso della qualità) o alla oggettività di esso (abuso dei poteri).


Il concetto di persona incaricata di un pubblico servizio

Art. 358 c.p. Agli effetti della legge penale, sono incaricati di un pubblico servizio coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio.

Per pubblico servizio deve intendersi un’attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione, ma caratterizzata dalla mancanza dei poteri tipici di questa ultima, e con esclusione dello svolgimento di semplici mansioni di ordine e della prestazione di opera meramente materiale.


La posizione della dottrina e della giurisprudenza


DOTTRINA:

Per Manzini, pubblico servizio è l’attività non autoritaria connessa o accessoria ad una pubblica funzione, come pure l’attività monopolistica della P.A., diretta a fini sociali, che non sono caratteristicamente essenziali dello Stato, esercitate immediatamente o a mezzo di concessionari privati per cui "incaricato di un pubblico servizio" è chi esercita tale attività.

Secondo Antolisei e Pannain, la categoria degli incaricati di un pubblico servizio ha carattere residuale e comprende coloro che non sono né pubblici ufficiali né esercenti un servizio di pubblica necessità.


GIURISPRUDENZA:

Il pubblico servizio è un’attività di carattere intellettivo, caratterizzata, quanto al contenuto, dalla mancanza dei poteri autoritativi e certificativi propri della pubblica funzione, con la quale è solo in rapporto di accessorietà o complementarietà (Cass. Sez. Un. 11-7-1992, n. 7958).


Il concetto di persona esercente un servizio di pubblica necessità

Art. 359 c.p. Agli effetti della legge penale, sono persone esercenti un servizio di pubblica necessità: i privati che esercitano professioni forensi o sanitarie o altre professioni il cui esercizio sia per legge vietato senza una speciale abilitazione dello Stato, quando dell’opera di essi il pubblico sia per legge obbligato a valersi;

I privati che, non esercitando una pubblica funzione, né prestando un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della Pubblica Amministrazione.


Pubblico ufficiale e persona incaricata di un pubblico servizio

Sono assimilati ai pubblici ufficiali, qualora esercitino funzioni corrispondenti, e agli incaricati di un pubblico servizio:

  • I membri della Commissione delle Comunità europee, del Parlamento europeo, della Corte di Giustizia e della Corte dei conti delle Comunità europee;

  • I funzionari e agli agenti assunti per contratto a norma dello statuto dei funzionari delle Comunità europee o del regime applicabile agli agenti delle Comunità europee;

  • Le persone comandate dagli Stati membri o da qualsiasi ente pubblico o privato presso le Comunità europee, che esercitino funzioni corrispondenti a quelle dei funzionari o agenti delle Comunità europee;

  • I membri e gli addetti a enti costituiti sulla base dei Trattati che istituiscono le Comunità europee;

  • Coloro che, nell’abito di altri Stati membri dell’Unione europea svolgono funzioni e attività corrispondenti a quelle dei pubblici ufficiali e degli incaricati di un pubblico servizio.

Il novero dei soggetti equiparati ai pubblici ufficiali è stato esteso:

  • Ai giudici, al procuratore, ai procuratori aggiunti, ai funzionari e agli agenti della Corte penale internazionale

Rapporti tra qualifica e fatto

La semplice qualifica, nell’agente o nella vittima, di pubblico ufficiale, incaricato di un pubblico servizio o di esercente un servizio di pubblica necessità non basta perché un determinato fatto possa considerarsi rientrante tra le fattispecie criminose previste nel titolo secondo; spesso, infatti, occorre un particolare rapporto tra la qualifica e il fatto, rapporto che può essere di:

  • Contestualità

  • Finalità

  • Causalità, nel senso che il fatto deve verificarsi "a causa" dell’esercizio della funzione o servizio.



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