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Delitti contro la fede pubblica. Falso materiale e falso ideologico

I delitti contro la fede pubblica

Nella categoria dei delitti contro la fede pubblica, sono ricompresi quattro tipi di falsità:

  • Falsità in monete, in carte di pubblico credito e in valori di bollo;

  • Falsità in sigilli o strumenti o segni di autenticazione, certificazione o riconoscimento

  • Falsità in atti

  • Falsità personali


La dottrina prevalente individua l'interesse tutelato nel bene-categoria "fede pubblica", definita come la fiducia che la collettività ripone nella genuinità e veridicità di determinati contrassegni rilevanti per la vita sociale (monete, carte di pubblico credito, valori di bollo, biglietti di pubbliche imprese di trasporto) e ai quali l'ordinamento giuridico riconosce certezza e valore probatorio per la particolare funzione economica che svolgono nelle relazioni giuridiche pubbliche e private.


Secondo la tesi della plurioffensività della falsità in atti, per la configurazione dei reati è necessario che, oltre al pregiudizio arrecato alla fede pubblica, si verifichi la lesione dei singoli interessi garantiti dal documento.


A favore della natura di reato plurioffensivo si è ormai decisamente orientata la giurisprudenza, secondo cui i delitti contro la fede pubblica tutelano direttamente non solo l'interesse pubblico alla genuinità materiale e alla veridicità ideologica di determinati atti, ma anche quello del soggetto privato sulla cui sfera giuridica l'atto sia destinato a incidere concretamente, con la conseguenza che egli, in tal caso, riveste la qualità di persona offesa dal reato e, in quanto tale, è legittimato a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione (Cass. SS.UU. 25.10.2007, n. 46982; Cass. Sez. V, 1.6-3.10.2011, n. 35774).


Documento può essere definito “ogni scrittura riportata sopra un mezzo idoneo, promanante da un determinato autore, contenente una esposizione di fatti o dichiarazioni di volontà, idoneo a suffragare una pretesa giuridica o a provare un fatto giuridicamente rilevante”.

Elenco di requisiti minimi di un documento per essere definito tale:

  • la forma scritta

  • la riconoscibilità dell'autore o comunque della provenienza del documento

  • un contenuto giuridicamente rilevante

  • infine, alcuni documenti richiedono la necessità dell’apposizione della data.


Si intendono documenti:

  • Atti pubblici

  • Certificati o autorizzazioni amministrative

  • Copie e attestati

  • Scritture private

  • Documenti informatici


Distinzione tra falsità materiale e ideologica

Secondo una originaria distinzione, il falso materiale concernerebbe un'alterazione esteriore del documento, mentre il falso ideologico la non conformità al vero del suo contenuto.

Dunque, mentre nel falso materiale il documento viene falsificato nella sua essenza materiale, ovvero non è genuino, nel falso ideologico, il documento è falsificato solamente nella sostanza, e cioè nel suo contenuto ideale, e quindi non è veritiero.

Il falso materiale può essere elaborato in due modi:

  • tramite la contraffazione, ovvero quando il documento è posto in essere da una persona diversa da quella che sembra essere l’autore

  • tramite l’alterazione, quando da colui che appare essere l’autore sono state apportate modificazioni di qualsiasi specie (aggiunte, cancellature) successive alla sua conclusione e perfezionamento.

La falsità materiale, pertanto, riguarda tre elementi:

  1. autore

  2. luogo

  3. data di formazione dell’atto

Il falso ideologico, invece, sussiste ogniqualvolta un documento che non sia stato né alterato, né contraffatto, contenga delle dichiarazioni menzognere;

Il legislatore ha opportunamente usato la locuzione “attesta falsamente che” ogniqualvolta ha ritenuto di punire una condotta per falso ideologico.

Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (articolo 476 c.p.)

L’articolo 476 c.p. prevede il caso del pubblico ufficiale che, nell’esercizio delle sue funzioni forma, in tutto o in parte un atto falso o altera un atto vero.


Il soggetto attivo può essere solamente un pubblico ufficiale;

  • se il fatto è commesso da un privato ricorrerà il delitto previsto dall’art. 482 c.p. (Falsità materiale commessa dal privato).

L’articolo richiede che il pubblico ufficiale sia nell’esercizio delle sue funzioni; pertanto, la falsificazione deve essere compiuta nei confronti di un atto che rientri nella competenza funzionale e territoriale del pubblico ufficiale.


Falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 c.p.)

Commette tale delitto il pubblico ufficiale che:

  • riceve o forma un atto nell’esercizio delle sue funzioni, attestando falsamente che un fatto è stato da lui compiuto o è avvenuto alla sua presenza

  • attesta come da lui ricevute dichiarazioni a lui non rese

  • omette o altera dichiarazioni da lui ricevute

  • attesta comunque falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità.


Falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.)

L’articolo 485 punisce chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, e poi ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso.

Al secondo comma l’articolo afferma che sono considerate alterazioni anche le aggiunte falsamente apposte a una scrittura vera, dopo che questa è stata definitivamente formata.


Formare una scrittura privata equivale a dire “contraffare”, creando con ciò un documento che non proviene dall’autore apparente.

Alterare una scrittura privata vera, invece, significa apporre delle aggiunte o produrre delle modificazioni dopo la sua formazione.


Si tratta, inoppugnabilmente, di una figura di falso materiale.

L’uso, necessario alla consumazione del reato, si ha quando la scrittura privata falsa esce dalla sfera di disponibilità dell’agente, producendo i suoi effetti giuridici all’esterno nei confronti di terzi;

Trattandosi di un reato di pericolo, per la consumazione è irrilevante il verificarsi di un pregiudizio patrimoniale.

L’elemento psicologico del reato è il dolo specifico, in quanto l’agente non deve solamente volere la falsificazione, con la coscienza e volontà di offendere gli interessi protetti, ma deve avere l’intenzione di procurare a sé un vantaggio o di cagionare ad altri un danno di qualsiasi natura, sia di natura morale che patrimoniale.



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Falso materiale e falso ideologico

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