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Concussione

Concussione (artt. 317 e 323-bis)


Ai sensi dell’art. 317 del codice penale risponde penalmente il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità.


Interesse tutelato: imparzialità, buon andamento della P.A., tutela del privato contro le sopraffazioni e i danni subiti a causa degli abusi dei pubblici funzionari;


Soggetto attivo: pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio (prima dell’entrata in vigore della L. n. 69/2015, soggetto attivo era solo il pubblico ufficiale).

L'applicazione di tale reato si estende ex art. 322-bis c.p. ai membri degli organi delle Comunità Europee e ai funzionari delle Comunità Europee e di Stati esteri che svolgono funzioni analoghe a quelle svolte dai pubblici ufficiali e dagli incaricati di pubblici servizi.


Soggetti passivi del reato sono contemporaneamente la P.A. e la persona che subisce il danno derivante dall’abuso.


Il delitto di concussione richiede un abuso dell’ufficio che può estrinsecarsi come:

  • abuso della qualità

  • abuso dei poteri;


Presupposto dell’abuso è la legittimità della qualifica. (solo il P.U.)


Si ha abuso della qualità, quando il soggetto si avvale della sua qualità per costringere altri a dare o promettere, indipendentemente dalla correlazione con atti del proprio ufficio.

L’abuso dei poteri presuppone la capacità di esercitarli legittimamente, in quanto rientranti nei limiti della competenza, e consiste nell’esercizio della potestà, di cui il soggetto è investito, difformemente dallo scopo per cui la legge gliel’ha conferita.


Il costringimento

La costrizione consiste in quel comportamento del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, idoneo ad ingenerare nel privato una situazione di metus, derivante dall’esercizio del potere pubblico, che sia tale da limitare la libera determinazione di quest’ultimo.

La costrizione, derivata dalla posizione soggettiva del P.U. o dell’incaricato di un pubblico servizio, deve porre il soggetto privato in una situazione di minorata difesa rispetto alle richieste, più o meno larvate, di danaro o altra utilità.


La dazione o la promessa indebita per sé o per altri

Dazione è l’effettiva consegna della cosa in modo definitivo;

Promessa è l’impiego ad eseguire una futura prestazione, comunque assunta (sono irrilevanti le forme e i modi dell’impegno, poiché il relativo patto, essendo un negozio illecito, è nullo).

Indebita è la dazione o la promessa che non è dovuta, per legge o per consuetudine, all’agente in quanto tale


Il denaro o altra utilità

Oggetto della dazione o promessa deve essere il denaro o altra utilità.


Consumazione e tentativo

In relazione al momento consumativo, il reato di concussione si perfeziona alternativamente con la promessa o con la dazione indebita per effetto dell’attività di costrizione del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio.

Con riferimento alle modalità di consumazione, la concussione è alternativamente consumabile per costrizione e per induzione, in due distinti tipi delittuosi, previsti rispettivamente dall'art. 317 (concussione) e dall'art. 319-quater (induzione indebita a dare o promettere utilità) introdotto dalla L. 69/2015.


Tentativo ammissibile


Elemento soggettivo e circostanza ex art. 323-bis c.p.

Il dolo previsto è generico.

L’errore sul carattere indebito della dazione o promessa esclude il dolo.

Il delitto è attenuato se il fatto è di particolare tenuità (art. 323-bis).


Pene ed istituti processuali

La pena è della reclusione da 6 a 12 anni, più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

In caso di condanna, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento di una somma equivalente al profitto del reato, ovvero all’ammontare di quanto indebitamente percepito dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, a titolo di riparazione pecunaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, fermo restando il diritto all’ulteriore eventuale risarcimento del danno.



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