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Comunione legale. Atti che un coniuge compie senza il necessario consenso dell'altro

Quali sono le conseguenze del compimento, da parte di un solo coniuge, di un atto di amministrazione dei beni della comunione che spetterebbe ad entrambi?

Per gli atti che un coniuge compie senza il necessario consenso dell'altro, i commi 1 e 2 dell'art. 184 stabiliscono l'annullabilità - su domanda del coniuge escluso, da esercitarsi entro un anno dalla data in cui ha avuto conoscenza dell'atto o, in ogni caso, entro un anno dalla data di trascrizione - se riguardano beni immobili o beni mobili registrati. Mentre, se gli atti riguardano beni mobili non registrati, il comma 3 della stessa norma - in ossequio al principio del possesso in buona fede di cui all'art. 1153 c.c. - salva gli affetti dell'atto compiuto, ma dispone che il coniuge che li ha compiuti senza il consenso dell'altro sia obbligato su istanza di quest'ultimo a ricostituire la comunione nello stato in cui era prima del compimento dell'atto e, qualora ciò non sia possibile, al pagamento dell'equivalente secondo i valori correnti all'epoca della ricostituzione della comunione.


atti compiuti da un coniuge senza il consenso
Comunione legale


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