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Colpevolezza (imputabilità)

La colpevolezza costituisce il terzo elemento della sistematica del reato.

La colpevolezza rappresenta l'insieme dei criteri per muovere o graduare un rimprovero personale all'agente per aver commesso un fatto tipico e antigiuridico.


I criteri che fondano e graduano la colpevolezza sono:

  • capacità di intendere e di volere (imputabilità)

  • dolo o colpa

  • esigibilità della condotta conforme alle aspettative dell'ordinamento giuridico (assenza di scusanti)

  • conoscenza / conoscibilità della norma penale violata


CAPACITA' DI INTENDERE E DI VOLERE = Imputabilità

È uno degli elementi della colpevolezza (Cass. SS.UU. n. 9163 del 2005 - caso Raso)

La definizione legislativa di imputabilità è data dall'articolo 85 c.p.:

[1] Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se al momento in cui lo ha commesso non era imputabile.

[2] È imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere.


La capacità di intendere attiene alla sfera intellettiva e include:

  • una normale percezione della realtà

  • il comprendere il significato sociale del proprio comportamento

  • il capire le conseguenze dei propri atti


La capacità di volere attiene alla sfera volitiva e include:

  • autodeterminarsi liberamente

  • controllare i propri impulsi

  • scegliere tra motivi antagonisti


Verifica della imputabilità

La verifica della sussistenza di capacità di intendere e di volere deve farsi:

  • Specificamente riferita al significato giuridico-sociale di quei comportamenti che costituiscono il fatto di reato in concreto commesso

  • al momento del concreto fatto commesso

  • in relazione a tale fatto

Non è ammessa una imputabilità "generica".


LE CAUSE DI ESCLUSIONE DELLA CAPACITA' DI INTENDERE E VOLERE

Sono ipotesi previste dal legislatore (applicazione del disposto dell'articolo 85 c.p.):

  1. Vizio di mente

  2. Minore età

  3. Azione di sostanze alcoliche (e sostanze stupefacenti)

  4. Sordomutismo


Non sono ipotesi tassative, per cui è possibile l'applicazione dell'art. 85 c.p. anche in altri casi.


VIZIO DI MENTE


Art. 88 c.p.

Vizio totale di mente

[1] Non è imputabile chi nel momento in cui ha commesso il fatto era per infermità in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere o di volere.


Art. 89 c.p.

Vizio parziale di mente

[1] Chi nel momento in cui ha commesso il fatto era per infermità in tale stato di mente da scemare grandemente senza escluderla la capacità di intendere o di volere risponde del reato commesso, ma la pena è diminuita.


Al giudice si chiede:

  • di accertare la presenza di un'infermità ex articoli 88 e 89 c.p. con una perizia

  • di stabilire l'influenza che quell'infermità ha avuto nel caso concreto sulla capacità di intendere o di volere dell'agente.


Il concetto di infermità ricomprende:

  • malattie di tipo fisico, se tali da incidere sulle capacità intellettive o volitive della persona

  • malattie di tipo psichico


Conseguenze

  1. Se viene accertato il vizio totale di mente si avrà assoluzione per difetto di colpevolezza

  2. Se viene accertato il vizio parziale di mente si avrà una condanna con pena diminuita (circostanza attenuante)


MINORE ETA'


a) Età inferiore a 14 anni

Art. 97 c.p.

[1] Non è imputabile chi nel momento in cui ha commesso il fatto non aveva compiuto i 14 anni.

In questo caso il soggetto è sempre non imputabile, per una scelta di politica legislativa.


b) Età compresa tra i 14 e i 18 anni

Art. 98 c.p.

[1] È imputabile chi nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i 14 anni ma non ha ancora i 18, se aveva capacità di intendere e di volere, ma la pena è diminuita.


L'accertamento va fatto caso per caso.

Potrebbero nascere problemi quando vi sia una notevole distanza temporale fra il momento del fatto e quello dell'accertamento.

La pena in questi casi potrà eventualmente essere ridotta (circostanza attenuante) e dovrà eseguirsi presso istituti penali per minorenni (carceri minorili).


AZIONE DI SOSTANZE ALCOLICHE (O STUPEFACENTI)

I rapporti tra azione di sostanze alcoliche e imputabilità possono essere sintetizzati nel modo che segue:

  • Ubriachezza accidentale

  • Ubriachezza volontaria o colposa (finzione di imputabilità)

  • Ubriachezza abituale (finzione di imputabilità)

  • Cronica intossicazione da alcool

  • Ubriachezza preordinata alla commissione di un reato (finzione di imputabilità)


Questa disciplina (prevista dagli artt. 93, 94, 95 c.p.) viene estesa nel caso di azione di sostanze stupefacenti.


Ubriachezza accidentale

Art. 91 c.p.

Ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore

[1] Non è imputabile, nel momento in cui ha commesso il fatto, chi non aveva la capacità di intendere o di volere a cagione di piena ubriachezza derivata da caso fortuito o da forza maggiore.

[2] Se l'ubriachezza non era piena, ma era tuttavia tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere o di volere, la pena è diminuita.


Se non è provata l'accidentalità, la giurisprudenza tende a ricondurre l'ubriachezza alla forma colposa.


Ubriachezza volontaria o colposa

Art. 92, primo comma, c.p.

[1] L'ubriachezza non derivata da caso fortuito o da forza maggiore non esclude né diminuisce la imputabilità.


Ubriachezza volontaria = Assunzione di alcool con intenzione di ubriacarsi

Ubriachezza colposa = Assunzione di alcool in misura superiore alla capacità di reggerlo (il soggetto ignora o sottovaluta gli effetti inebrianti).


Anche in questi casi si ha una finzione di imputabilità.


Ubriachezza abituale

Art. 94, primo e secondo comma, c.p.

[1] Quando il reato è commesso in stato di ubriachezza e questa è abituale la pena è aumentata.

[2] Agli effetti della legge penale è considerato ubriaco abituale chi è dedito all'uso di bevande alcoliche e in stato frequente di ubriachezza.


In questo caso, si ha una finzione di imputabilità + un aumento di pena (circostanza aggravante).


Cronica intossicazione

Art. 95 c.p.

[1] Per i fatti commessi in stato di cronica intossicazione prodotta da alcool ovvero da sostanze stupefacenti si applicano le disposizioni contenute negli articoli 88 (vizio totale di mente) e 89 (vizio parziale di mente).


Cronica intossicazione = alterazione patologica permanente.


Ubriachezza preordinata

Art. 87 c.p. (in generale): Incapacità di intendere o di volere preordinata dall'agente

Il soggetto si mette in stato di incapacità al fine di commettere il reato o di prepararsi una scusa.

Actio libera in causa, non esclude la imputabilità.


Art. 92, secondo comma, c.p. (Applicazione dell'art. 87 + Aumento di pena)

[2] Se l'ubriachezza era preordinata al fine di commettere il reato o di prepararsi una scusa la pena è aumentata.


Si ha una finzione di imputabilità + un aumento di pena (circostanza aggravante).


Sordomutismo

Art. 96 c.p.

[1] Non è imputabile il sordomuto che nel momento in cui ha commesso il fatto non aveva per causa della sua infermità la capacità di intendere o di volere.

[2] Se la capacità di intendere o di volere era grandemente scemata, ma non esclusa, la pena è diminuita.



Deroghe al principio di imputabilità

Oltre alle ipotesi di "finzione di imputabilità", sopra elencate, occorre ricordare che gli stati emotivi o passionali non escludono né diminuiscono l'imputabilità (art. 90 c.p.), salvo che determinino un vizio totale o parziale di mente (ex artt. 88 o 89 c.p.).

Gli stati emotivi o passionali sono spesso valorizzati ai fini della concessione delle circostanze attenuanti generiche.



Colpevolezza e imputabilità
Imputabilità

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