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Colpa

La colpevolezza si articola in:

  • imputabilità

  • dolo oppure colpa

  • esigibilità della condotta conforme alle aspettative dell'ordinamento giuridico (assenza di scusanti)

  • conoscenza o quantomeno conoscibilità della legge penale violata


La colpa è un criterio di colpevolezza:

  • alternativo rispetto al dolo

  • meno grave rispetto al dolo


Definizione legislativa di colpa

Art. 43. primo comma, c.p.

[1] Il delitto [...] è colposo, o contro l'intenzione, quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi regolamenti ordini o discipline.


La colpa si compone di:

  • un requisito negativo = l'evento non è voluto

  • un requisito positivo = violazione di una regola cautelare di comportamento prevenzionistico


La colpa presenta un'essenza interamente normativa in quanto si sostanzia nel contrasto fra la condotta effettivamente tenuta dal soggetto agente e la condotta che avrebbe dovuto e potuto essere tenuta dal soggetto agente nel rispetto della regola cautelare.


La regola cautelare violata può essere:

  • scritta (leggi, regolamenti, ordini, discipline) = colpa specifica

  • non scritta (parametri per il giudice: diligenza, prudenza e perizia) = colpa generica


LA COLPA GENERICA

Sussiste colpa generica nel caso di violazione di una regola cautelare non scritta.

Al fine di individuare la regola cautelare non scritta pertinente al caso di specie deve farsi riferimento ai seguenti parametri:

  • Imprudenza = si è fatto qualcosa che la regola cautelare imponeva di non fare, oppure di fare in modo diverso

  • Negligenza = non si è fatto qualcosa che la regola cautelare imponeva di fare

  • Imperizia = una imprudenza o una negligenza qualificata, ossia riferita ad un particolare settore tecnico-professionale.


La regola cautelare nasce da una valutazione di prevedibilità ed evitabilità di un determinato accadimento avverso.

La valutazione di prevedibilità ed evitabilità deve essere compiuta dal punto di vista del cosiddetto agente modello (osservatore esterno).

L'agente modello (osservatore esterno) è:

  • plurimo e differenziato in base alla professione, all'età e altre caratteristiche fisiche (non rilevano le qualità negative attinenti alla sfera psico-caratteriale ed emotiva)

  • non "medio"

  • coscienzioso e avveduto

  • non sapientissimo o espertissimo


Punto di vista della valutazione

La valutazione di prevedibilità ed evitabilità deve essere compiuta prendendo in considerazione:

  • il patrimonio di conoscenze fattuali posseduto ex ante dall'agente modello

  • le (eventuali) superiori conoscenze dell'agente concreto.


Base ontologica della valutazione

La valutazione di prevedibilità ed evitabilità deve essere compiuta su:

  • base ontologica ampia, ma non totale (una base ontologica diversa quindi rispetto a quella che deve essere utilizzata per i giudizi attinenti al "fatto" di reato (oggettivi).)


Oggetto della valutazione

Nei reati di evento la valutazione di prevedibilità ed evitabilità deve essere effettuata anche in relazione all'evento, oltre che alla condotta.

Si ritiene che la previsione (necessaria per la sussistenza della colpa) debba riguardare la categoria di eventi a cui è riconducibile quello concretamente verificatosi (non è sufficiente il "generico evento" menzionato dalla norma incriminatrice e non è necessario lo "specifico evento" realizzatosi).

È inoltre necessaria la sussistenza della "causalità della colpa" o "nesso tra colpa ed evento", ossia:

  • ai fini della prevedibilità, che il concreto evento verificatosi rientri nello scopo di tutela della regola cautelare violata, e consista nella realizzazione del rischio che la regola cautelare mira (o mirava) a evitare (c.d. nesso di realizzazione del rischio)

  • ai fini dell'evitabilità, che il rispetto di tale regola avrebbe, nel caso concreto, consentito di evitare l'evento (c.d. nesso del comportamento alternativo lecito).


Osservazioni sulla colpa generica

Un accertamento serio, della colpa generica, è necessario per

  • evitare il rischio di regressi verso forme di responsabilità oggettiva occulta (nel rispetto del principio di colpevolezza)

  • consentire decisioni giudiziali non arbitrarie, ma fondate su motivazioni esplicitate in termini razionali e, quindi, controllabili (nel rispetto del principio di uguaglianza)

Fermo restando che, nell'accertamento della colpa, sussiste un ineliminabile margine di discrezionalità giudiziaria.


LA COLPA SPECIFICA

Sussiste colpa specifica nel caso di violazione di una regola cautelare scritta (esempio: leggi, regolamenti, ordini, discipline).


La regola cautelare scritta

  • discende dalla valutazione di prevedibilità ed evitabilità (come per la regola cautelare non scritta)

  • presenta un certo tasso di generalità e astrattezza (superiore alla regola cautelare non scritta). La specificazione e la concretizzazione avvengono in sede di valutazione del duplice nesso colpa-evento.


Le regole cautelari scritte possono essere:

  • a contenuto elastico

  • a contenuto rigido


Regole cautelari scritte a contenuto elastico

Sono quelle regole cautelari scritte che impongono una condotta predeterminata solo in relazione ad alcuni aspetti, mentre gli altri devono essere determinati in seguito mediante una valutazione basata sul caso concreto.

Ai fini di tale determinazione, si fa ricorso alle regole utilizzabili per la colpa generica (parametri, punto di vista, base ontologica, oggetto).


Regole cautelari scritte a contenuto rigido

Sono quelle regole cautelari scritte che impongono una condotta predeterminata in relazione a tutti gli aspetti.

Tuttavia, può essere eccezionalmente richiesto di prendere in considerazione (anche) i parametri valevoli per l'accertamento della colpa generica: ciò avviene nei casi in cui l'osservanza del comportamento imposto dalla regola cautelare scritta a contenuto rigido, avrebbe comportato un aumento del rischio di verificazione proprio degli eventi che essa, in base ad una valutazione in astratto, mirava a prevenire.


Il duplice nesso colpa-evento

Nei reati di evento, ai fini della sussistenza della colpa specifica, non è sufficiente limitarsi ad accettare la mancata osservanza della condotta (eventualmente, nei suoi contenuti predeterminati) imposta dalla regola scritta, ma deve verificarsi anche la sussistenza della "causalità della colpa" o "duplice nesso colpa-evento".


Causalità della colpa o "nesso tra colpa ed evento"

  • occorre verificare, ai fini della prevedibilità, che il concreto evento verificatosi, rientri nello scopo di tutela della regola cautelare violata e che consista nella realizzazione del rischio che la regola cautelare mirava a evitare (c.d. nesso di realizzazione del rischio)

  • occorre verificare, ai fini della evitabilità, che il rispetto di tale regola avrebbe nel caso concreto consentito di evitare l'evento (c.d. nesso del comportamento alternativo lecito).


Osservazioni sulle regole cautelari scritte

La violazione di una regola cautelare può essere già di per sé sanzionata a prescindere dalla verificazione di un reato colposo.

Ai fini della sussistenza di un reato colposo, è necessario verificare attentamente che la regola scritta violata abbia effettivamente un contenuto cautelare, funzionale a evitare il rischio di realizzazione di un determinato evento.



LA COLPA COSCIENTE (Rectius con previsione)


Art. 43, primo comma, c.p.

Elemento psicologico del reato

[1] Il delitto [...] è colposo [...] quando l'evento, anche se preveduto [...]


Art. 61, n.3, c.p.

Circostanze aggravanti comuni

[1] Aggravano il reato [...]

3) l'avere, nei delitti colposi, agito nonostante la previsione dell'evento [...]


Si ha colpa cosciente (rectius) con previsione quando l'agente:

  • non accetta la possibile verificazione dell'evento (non "vuole" l'evento)

  • ma agisce nonostante la previsione dell'evento (colpa con previsione) perché sottovaluta le possibilità di verificazione del pericolo o sopravvaluta la propria capacità di evitarlo.


Ipotesi di colpa = L'agente modello non si sarebbe comportato in quel modo (sottovalutazione del rischio; sopravvalutazione delle proprie capacità).

A differenza delle ipotesi di dolo eventuale, nella colpa con previsione, l'agente non "vuole" l'evento, in quanto non accetta il rischio della sua possibile verificazione (calcolo costi-benefici).


Colpa con previsione e dolo eventuale

Hanno in comune la previsione dell'evento.

Si differenziano per la sussistenza o meno della volontà dell'evento, intesa come accettazione della possibile verificazione dell'evento (presente solo nel dolo eventuale).

Si tratta di una distinzione molto labile e soprattutto difficile da individuare nei fatti, poiché dipende dall'accertamento di elementi psichici di non agevole verificazione (se non per via indiziaria).



LA COLPA PER ASSUNZIONE

Sono ipotesi di colpa in cui la violazione della regola cautelare è a monte.

Tale regola cautelare è:

"Non assumere un ruolo se non hai la capacità per svolgerlo e per affrontare i relativi rischi ".

La colpa per assunzione impedisce, di regola, che possa escludersi la responsabilità di chi abbia intrapreso un'attività al di sopra dei propri limiti.

L'individuazione dell'agente modello, infatti, va fatta sulla base dell'attività effettivamente svolta dal soggetto agente (non dell'attività normalmente svolta da questi).

Eccezioni: regole di diligenza elaborate tenendo conto delle ridotte capacità (ma obblighi compensativi, obblighi di vigilanza, forme di esteriorizzazione, per consentire di riconoscere i pericoli connessi a quei deficit).


La rilevanza di eventuali deficit intellettuali, culturali e di esperienza

È una questione molto controversa.

Secondo l'orientamento prevalente per escludere o limitare la colpa:

  • sono rilevanti quelli che possono essere inclusi all'interno di una categoria più ampia, al fine di costruire l'agente modello

  • non sono rilevanti quando derivano da carenze individuali di preparazione e informazione.



IL PRINCIPIO DI AFFIDAMENTO


Ambito di applicazione

Situazione in cui si verifica un intreccio, una intersecazione, di una pluralità di condotte individuali, in conseguenza:

  • di una collaborazione volontaria (es. operazione chirurgica in équipe)

  • di un'intersecazione necessaria (es. circolazione stradale).


Contenuto

Ciascun agente può normalmente confidare nel fatto che il comportamento degli altri consociati:

  • sarà conforme alle regole cautelari (essi si comporteranno come l'agente modello)

  • non sarà doloroso


Fondamento

Risiede negli stessi criteri per l'individuazione delle regole cautelari: garanzia verso l'esterno di essere in grado di agire come l'agente modello (gli altri consociati possono così regolare il loro comportamento).

Se non esistesse il principio di affidamento vi sarebbe un grave intralcio a tutte le attività che comportano l'intersecazione di plurime condotte individuali.


Effetto

L'applicazione del principio determina l'esonero dalla responsabilità colposa, in particolare non si risponde del fatto tipico causato (nesso di causalità) anche dalla propria condotta, ma addebitabile solo alla colpa altrui.


Limiti al principio di affidamento

Il principio di affidamento non è invocabile, quindi non esonera da responsabilità colposa, in due casi:

  • quando le circostanze del caso concreto lasciano riconoscere all'agente modello la possibilità di un altrui comportamento non rispettoso delle regole di cautela (limite situazionale)

  • se il dovere di cautela comprende anche l'obbligo di controllare e vigilare l'operato altrui (limite funzionale).


Il principio di affidamento nella giurisprudenza

In materia di circolazione stradale e di colpa medica, la prevalente giurisprudenza enuncia un principio opposto a quello dell'affidamento.


Il principio di affidamento rispetto al dolo altrui

Non solo possiamo confidare con gli altri consociati non agiranno colposamente, ma siamo anche autorizzati a confidare che non agiranno dolosamente.

Il principio di affidamento vale quale causa di esonero dalla responsabilità colposa anche rispetto al fatto tipico commesso da altri per dolo e al quale la propria condotta ha fornito un contributo causale.



IL GRADO DELLA COLPA

È il grado di divergenza tra la condotta dell'agente e la condotta dell'agente modello.


Nei reati di evento si tiene, inoltre, conto del grado di prevedibilità dell'evento (invece l'effettiva previsione rileva come aggravante).


Il grado della colpa rileva:

  • sempre ai fini del calcolo del quantum della pena

  • in determinati casi, quale criterio di selezione delle condotte punibili.


Grado della colpa e quantum della pena

La colpa rileva sempre ai fini del quantum della pena, quale criterio di valutazione della "gravità del reato" (commisurazione giudiziale della pena, ex art. 133, co. 1, n. 3 c.p.).

Da precisare che, in base all'articolo 132 c.p., il giudice ha l'obbligo di motivazione sul punto.

Nei fatti, si riscontra, tuttavia, una scarsa attenzione della giurisprudenza in questa materia: in giurisprudenza di merito si rinvengono generalmente delle mere formule di stile.


Grado della colpa e selezione delle condotte punibili

Solo in casi specifici

Alcuni esempi:

  • La rilevanza della colpa grave in ambito di c.d. colpa medica

  • La responsabilità per colpa grave del prestatore d'opera (diverso dal medico) ai sensi dell'articolo 2236 c.c. Responsabilità del prestatore d'opera

  • La responsabilità per colpa grave dell'imprenditore soggetto a liquidazione giudiziale, ai sensi del Codice della Crisi d'Impresa (le quattro ipotesi dall'articolo 323 primo comma, D.lgs. 2019 numero 14)

  • La responsabilità per colpa grave del c.t.u. del processo civile, ai sensi dell'articolo 64 c.p.c.

  • La rilevanza della colpa grave negli articoli 589 bis c.p. Omicidio stradale e 590-bis c.p. Lesioni stradali gravissime.



La colpevolezza, la colpa
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