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Codice di procedura penale e Riforma Cartabia

Il Codice Vassalli, in vigore dal 1988, è il primo corpus juris della Repubblica. Esso attua i principi costituzionali e i principi e criteri direttivi prefissati dal legislatore delegante ex art. 2, legge 81/1987.

Il codice è stato recentemente modificato dal Decreto legislativo n. 150/2022.

La “Riforma Cartabia”, entrata in vigore il 30.12.2022, ha modificato oltre 200 articoli del codice di procedura penale.

L’obiettivo della riforma è quello di conseguire:

  • effetti deflattivi sul contenzioso giudiziario

  • effetti positivi sulla durata complessiva dei procedimenti, nell’ottica di una maggiore efficienza del processo penale

La riforma Cartabia ha previsto, tra le tantissime novità:

  • una revisione del regime sanzionatorio dei reati

  • l'introduzione di una disciplina organica della giustizia riparativa

  • l’introduzione di una disciplina organica dell'ufficio per il processo penale

  • un iter di snellimento e semplificazione del processo penale, nel rispetto delle garanzie difensive.

E’ mutata, inoltre, la forma degli atti con un incremento, per non dire una quasi totale trasmigrazione, dell’analogico in favore del digitale.

Il legislatore della riforma Cartabia, ha modificato gli artt. 110 e 111 cod. proc. pen., dettando norme di carattere generale in tema di forma e di sottoscrizione degli atti.

Il novellato art. 110 del codice di procedura penale, prescrive che ogni atto scritto del procedimento penale deve essere redatto in formato digitale.

L’atto penale dovrà nascere ed essere conservato in forma di documento informatico.

Il Codice Vassalli, anche alla luce della Riforma Cartabia, ha previsto nuovi ed inediti schemi operativi per il P.M.

Diverso e assai più responsabilizzato il ruolo del difensore, chiamato a scelte decisionali in tema di riti alternativi, attraverso i quali è possibile definire anche anticipatamente la contesa giudiziaria.

Per quanto attiene al carattere tendenzialmente accusatorio del processo Vassalli e la centralità della fase dibattimentale, come momento in cui si svolge l’acquisizione e la valutazione della prova, le parti sono poste tutte su un piano di potenziale parità dialettica.

  • nella fase pre-processuale, la figura predominante è il P.M. che è il dominus dell’azione penale, ma quando si devono compiere atti che incidono sulle libertà dell’individuo, la sua preminenza scompare a seguito dell’intervento del G.I.P.

  • Anche il difensore ha un ruolo di grande rilievo nella fase pre-processuale, ovvero nella fase delle indagini.

Le disposizioni introdotte dalla Legge 397/2000 all'interno del codice di procedura penale, si inseriscono nel solco dell'armonizzazione della disciplina codicistica con la nozione di giusto processo, introdotto dall’art. 111 Cost. e garantiscono e sanciscono il diritto-dovere del difensore, anch'egli soggetto dell'attività di indagine, di ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito così come richiesto dall'art. 327-bis c.p.p.



Codice di procedura penale e Riforma Cartabia
Codice di procedura penale e Riforma Cartabia

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