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Che cosa si intende per rapporto giuridico?

Aggiornamento: 12 dic 2023

Il rapporto giuridico è una relazione che si instaura fra più soggetti di diritto e assume rilevanza per il diritto, ossia l'ordinamento la riconosce e la tutela.

Non tutte le relazioni fra persone (soggetti di diritto) sono rapporti giuridici. Ad es. le relazioni sentimentali sono rilevanti solo in presenza dei presupposti di una convivenza di fatto (Legge n. 76 del 2016), del matrimonio o dell'unione civile.

I soggetti del rapporto giuridico sono le definiti "parti" (si distinguono dai "terzi").

Si distingue tra soggetto attivo, cioè colui che trae un vantaggio dal rapporto giuridico (situazione giuridica attiva); e soggetto passivo, ossia colui che dal rapporto giuridico trae un peso (situazione giuridica passiva).

La situazione giuridica (soggettiva) è la condizione in cui si trova la parte del rapporto giuridico.

Si distingue tra:

  1. Situazioni giuridiche attive (diritto soggettivo, diritto potestativo, aspettativa, potestà o uffici, interesse legittimo, situazioni di fatto);

  2. Situazioni giuridiche passive (dovere o obbligo, soggezione);

  3. Altre situazioni giuridiche (onere e status).

Il diritto, inteso in senso soggettivo, è una modalità di protezione degli interessi umani.

Il legislatore attua un'opera di selezione degli interessi, stabilendo se (an) essi debbano ricevere un riconoscimento in termini di tutela giuridica (giudizio di meritevolezza dell'interesse = rilevanza giuridica). In caso di esito positivo, a seconda del grado di tutela che il legislatore ritiene opportuno apprestare (quantum), l'interesse in questione viene ricondotto a una delle situazioni giuridiche attive.

Il diritto soggettivo è la situazione giuridica attiva "per eccellenza". In presenza di un diritto soggettivo, l'ordinamento riconosce a un soggetto il potere di agire materialmente e/o giuridicamente in giudizio, al fine di soddisfare l'interesse sotteso al diritto soggettivo stesso.

Le facoltà sono prerogative incluse nel diritto soggettivo (es. la facoltà del proprietario di chiudere il fondo, ex art. 841 c.c.). Le facoltà non hanno carattere autonomo rispetto al diritto: non si acquistano, non si trasferiscono e non si estinguono separatamente rispetto al diritto soggettivo cui attengono.

L'esercizio del diritto soggettivo si sostanzia nell'esplicazione dei poteri - materiali o giuridici - che esso riconosce al suo titolare. Concetto diverso è la realizzazione del diritto soggettivo, che rappresenta il conseguimento dell'interesse sotteso al diritto stesso, e che può avvenire in modo spontaneo o coattivamente.

Nei fatti, l'esercizio e la realizzazione del diritto possono coincidere, come nel caso dei diritti assoluti (carattere dell'immediatezza), oppure non coincidere, come nel caso dei diritti relativi (il creditore può esercitare il diritto chiedendo al debitore di adempiere, ma questi potrebbe non cooperare).

La regola è quella secondo cui il titolare di un diritto soggettivo può liberamente decidere se e come esercitare le facoltà che esso gli attribuisce (ius est facultas agendi).

Vi sono tuttavia dei temperamenti:

  • Obbligo di indennizzo, il diritto può essere legittimamente esercitato ma ne deriva l'obbligo di corrispondere una somma a colui che ne subisce un pregiudizio esempio articolo 1127 diritto di sopraelevazione;

  • Divieto di abuso del diritto, il diritto non può essere esercitato al fine di soddisfare un risultato, un interesse diverso da quello in ragione del quale esso viene riconosciuto dal legislatore (caso diverso è l'abuso di situazioni materiali di forza/vantaggio. Es. abuso di posizione dominante; abuso di dipendenza economica). Si ritiene che il divieto sia posto a fondamento di alcune norme (es. art. 833 c.c. Atti emulativi; Art. 844 c.c. Immissioni; Art. 1175 c.c. Comportamento secondo correttezza). Si discute se si tratti di un principio generale, con fondamento del dovere di solidarietà, ex art. 2 Cost.

  • Exceptio doli generalis seu praesentis, ossia l'eccezione volta a paralizzare una pretesa contraria a correttezza, divieto di venire contra factum proprium, buona fede.

Quali sono le tipologie di diritti soggettivi?

Abbiamo:

  1. Diritti assoluti (caratterizzati da: immediatezza, il titolare del diritto può soddisfare autonomamente l'interesse sotteso al diritto, e i terzi, pertanto, devono limitarsi a non ostacolarlo; assolutezza = i diritti assoluti possono essere fatti valere verso tutti i consociati. Nella categoria dei diritti assoluti rientrano i diritti reali e i diritti della personalità. Il diritto assoluto si contrappone al dovere.

  2. Diritti relativi (sono caratterizzati dalla: necessità di cooperazione, il titolare del diritto necessita della cooperazione di un terzo per soddisfare l'interesse sotteso al diritto; relatività, sono indirizzati verso un soggetto determinato: il debitore). Tra i diritti relativi rientrano i diritti di credito. Al diritto relativo si contrappone l'obbligo.

Che cos'è l'aspettativa? Si tratta di un'ipotesi in cui l'acquisto di un diritto soggettivo deriva dal verificarsi di più fatti dilazionati nel tempo (c.d. fattispecie a formazione progressiva), ma l'ordinamento sceglie di tutelare la posizione del soggetto già nel corso di questo processo, attraverso una tutela strumentale e temporanea. Esempi di aspettative possono rinvenirsi nel caso dell'acquirente di un diritto sottoposto a condizione sospensiva (atti conservativi, ex art. 1356 c.c.), nel comportamento secondo buona fede (art. 1358 c.c.).


Che cosa si intende per potestà o ufficio? Sono quelle ipotesi in cui l'ordinamento riconosce a un soggetto determinati poteri che devono essere da questo esercitati al fine di perseguire un interesse altrui (nel diritto soggettivo, invece, si persegue un interesse proprio). Esempi: il genitore, nell'esercizio della responsabilità genitoriale, ex art. 316 c.c. "deve esercitarla tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio").


Che cos'è un diritto potestativo? Si tratta dell'ipotesi in cui l'ordinamento attribuisce a un soggetto la possibilità di agire, (anche) modificando (unilateralmente) la sfera giuridica di un terzo. I diritti potestativi hanno i caratteri della immediatezza e della relatività. Al diritto potestativo si contrappone una situazione di soggezione (pati). Esempi sono l'art. 1111 c.c. "diritto di ciascun titolare di chiedere lo scioglimento giudiziale della comunione; l'art. 1373 c.c. "diritto di recesso".


Che cos'è l'interesse legittimo? è una nozione elaborata dal diritto amministrativo e rappresenta l'ipotesi in cui l'ordinamento riconosce a un privato, la pretesa che la Pubblica Amministrazione eserciti un potere discrezionale, teso a modificare la sua sfera giuridica, in maniera corretta (non è, quindi, una pretesa tesa a determinare un determinato risultato, attraverso l'esercizio di un potere.

In particolare, al privato è riconosciuto il potere di:

  • impugnare il provvedimento amministrativo con cui detto potere è stato esercitato, al fine di ottenere il suo annullamento per un vizio di incompetenza, violazione di legge, eccesso di potere;

  • domandare il risarcimento del danno da lesione dell'interesse legittimo, innanzi al giudice amministrativo (art. 103 Cost.).

*** Si discute se situazioni di interesse legittimo possano rinvenirsi anche nel diritto privato (es. nel caso del socio di società di capitali rispetto alle deliberazioni assunte dall'assemblea a maggioranza).


Che cos'è la situazione di fatto? Si tratta dell'ipotesi in cui l'ordinamento appresta tutela al soggetto che si trova in una determinata situazione di fatto, indipendentemente dalla titolarità di un diritto soggettivo. Es. il possesso (che rappresenta il potere di fatto sulla cosa, corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale); la tutela del possesso (attraverso le azioni possessorie; l'azione di nunciazione; l'acquisto della proprietà per usucapione (art. 1153 c.c.).


Che cos'è lo status? è l'ipotesi in cui l'ordinamento riconosce una tutela al soggetto a cui è attribuita una certa qualifica nell'ambito di un certo gruppo sociale: è un fascio di situazioni giuridiche, attive e passive. Tali situazioni possono assumere rilevanza nel diritto pubblico (es. status di cittadino) o nel diritto privato (status di figlio, di genitore, di coniuge).


Che cos'è l'onere? è l'ipotesi in cui l'ordinamento attribuisce a un soggetto un potere, subordinatamente alla preventiva osservanza di un certo comportamento. L'osservanza di quel comportamento è finalizzata a soddisfare l'interesse dello stesso soggetto che vi è tenuto (diversamente dal dovere e dall'obbligo). Esempio è l'art. 1495 c.c. "onere del compratore di denunciare i vizi della cosa entro 8 giorni, al fine di poter beneficiare della garanzia per vizi".

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