top of page

Abuso d’ufficio

Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.)

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale, ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

La pena è aumentata nei casi in cui i vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.


Soggetto attivo è sia il pubblico ufficiale che l’incaricato di un pubblico servizio.

Si tratta dunque di un reato proprio.


Il reato deve realizzarsi nello svolgimento delle funzioni o del servizio.


Per aversi abuso, occorre che il soggetto abusi della funzione o del servizio.

Per aversi punibilità, l’abuso deve estrinsecarsi nella violazione di norme di legge o di regolamento o dell’obbligo giuridico di astenersi.


Ingiusto è quel danno o quel vantaggio che senza l’abuso, e quindi rispettando le norme concretamente violate dall’agente, non si sarebbe realizzato.


Il soggetto passivo è la pubblica amministrazione e, per chi sostiene la plurioffensività del reato, il privato danneggiato dalla condotta.


Consumazione e tentativo

Il delitto si consuma con il verificarsi del vantaggio o del danno che costituiscono difatti l’evento del reato.

Tra la violazione di legge o di regolamento, posta in essere dall’agente, e l’evento, deve sussistere un nesso di derivazione causale o concausale:

  • il delitto di abuso di ufficio va, dunque, considerato come "reato causalmente orientato".

Elemento soggettivo: dolo generico.


Il reato è aggravato nei casi in cui il vantaggio o il danno abbiano un carattere di rilevante gravità.

In giurisprudenza si afferma che tale aggravante abbia carattere di specialità rispetto a quella comune, di analogo contenuto, per cui deve escludersi che quest’ultima possa concorrere con l’altra.

Ai sensi dell’art. 323-bis c.p., il reato è attenuato se i fatti sono di speciale tenuità.


Pena

La pena è della reclusione da 1 a 4 anni.



Abuso di ufficio
Abuso d’ufficio


Comments


bottom of page